Cosa resta di questo 2019 a fumetti? Abbiamo chiesto ai nostri collaboratori tre titoli da ricordare, tre opere che hanno avuto un posto speciale tra le loro letture durante l’anno. Non necessariamente “il meglio del meglio”, quanto piuttosto ciò che per gusto personale, per affinità elettive, per passione li ha colpiti, emozionati e intrattenuti più degli altri. Tre titoli secchi (con qualche eccezione) per ricordare il 2019.
I migliori fumetti del 2019 per Emanuele Emma
- House of X / Powers of X
In Italia non sono ancora concluse, ma fidatevi di un trentenne cresciuto a pane e uomini-X: dopo quello che, nelle pagine stesse della/e miniserie, viene definito il decennio perduto, gli X-Men tornano grandi grazie a Jonathan Hickman. Un pizzico di Morrison, Claremont QB, TANTISSIMO Hickman. Dietro un worldbuilding tanto complesso da risultare inizialmente più scoraggiante che entusiasmante si nasconde il primo, spaventoso tassello della “Dawn of X”, il rinascimento mutante. Da leggere tutta d’un fiato e ricominciare subito per trovare ogni volta un dettaglio nascosto, spesso in bella vista. Se il buongiorno si vede dal mattino, sarà un grande 2020 per gli “Hicks-Man”. - Il principe e la sarta
Una favola moderna ambientata nella Parigi del ‘900, con protagonisti un principe, la sua sarta e la loro battaglia contro i pregiudizi della società dell’epoca. Pregiudizi che sono, tristemente, rimasti gli stessi a un secolo di distanza. Un fumetto di Jen Wang, edito in Italia da BAO Publishing, da comprare qualsiasi siano i vostri gusti in fatto di letture (non siate proprio voi vittime di preconcetti), da leggere e soprattutto DA FAR leggere. Dietro a questi personaggi che sembrano usciti da Ratatouille si nasconde una storia che vi scalderà il cuore e che continuerà a farlo anche chiuso il volume, perchè di storie così c’è sempre – purtroppo o per fortuna – bisogno. - Il diario della mia scomparsa
Un spaccato del Giappone, della sua cultura e del lavoro di mangaka ad opera di Hideo Azuma, l’autore di Pollon e Nanà Supergirl, recentemente scomparso. Dietro figure tondeggianti ed un velo di comicità si muove tetro lo spettro della depressione, che spingerà il protagonista ad un viaggio di distruzione, di formazione e di nuova distruzione. Un volume autobiografico – corredato da un’intervista altrettanto importante – imprescindibile per scoprire, o riscoprire, Azuma e per conoscere lati oscuri o a noi misteriosi della cultura nipponica.
I migliori fumetti del 2019 per Francesco Cascione
- Storiemigranti di SIO (Feltrinelli)
Del volume colpisce come Sio affronti un tema doloroso e delicato come la migrazione mostrando una grande sensibilità.
Il volume è tra quelli che mi piace definire ‘necessari’, perché manifestano una volontà di opporre ad una narrazione ormai mainstream sui migranti, una contronarrazione che metta al centro non il fenomeno in sé con tutte le sue contraddizioni, ma le persone che lo vivono sulla propria pelle. Racconto pulito, ricco dal punto di vista emozionale, diretto, completo, capace di interessare i più giovani, zoccolo duro dei lettori del fumettista veronese, ma anche gli adulti, mostrando una capacità di stratificazione che va ben al di là dell’umorismo surreale delle sue striscie - Macelli, la storia che Zerocalcare ha pubblicato su Internazionale
Se c’è una qualità di Michele Rech che mi colpisce tutte le volte che leggo qualcosa di suo è l’estrema cura è delicatella nel trattare argomenti etremamente delicati. Macelli non si sottrae e in poche tavole racconta molto del suo autore.
Il breve racconto non si limita ad essere un tributo a Orso, il combattente italiano morto in Siria, o un’appendice al suo Kobane Calling, ma è soprattutto l’occasione per invitare ad una riflessione sulla condizione dei ragazzi che hanno fatto una scelta, analoga per spirito ed intenti a qualla dei partigiani partiti per la Spagna della guerra civile, che pagano non solo sul campo ma anche al loro ritorno in Italia. Il tutto trattato con la solita, solo apparente, leggerezza. - I Giorni che Scompaiono di Thimothe Le Boucher
Esordio straordinario per il fumettista belga. Racconto costruito con estrema cura e caratterizzati da un ritmo narrativo in continua crescita. Quello che inizia con un gioco pirandelliano sulla stratificazione dell’essere umano, si eleva fino a diventare una riflessione capace di inquietare fino a mettere a disagio, sull’importanza dei rapporti, sul tempo reale che si ha per coltivarli e sulla presa di coscienza di una verità faticosa da elaborare e decisamente inquietante. Un lavoro che mostra una cura estrema nella caratterizzazione dei protagonisti e una capacità narrativa che conduce il lettore a comprendere cosa accade e ad empatizzare con il protagonosta fino a fare proprio il suo stato d’animo.
Menzione speciale per:
Dragonero, in quanto serie Bonelli più innovativa e ricca, notevole per la complessità dell’universo creato e raccontato da Enoch e Vietti e per qualità delle storie e con una squadra di disegnatori davvero di rilievo;
Vincent Van Gogh di Francesco Barilli e Sakka, Van Gogh raccontato attraverso istantanee della sua vita immortalate seguendo un percorso stilistico che si riflette nei disegni.
I migliori fumetti del 2019 per Amedeo Scalese
- Nomen omen vol. 3 – As the worls falls down, di Marco B. Bucci e Jacopo Camagni (Panini)
Una saga fantasy che mi ha affascinato dal primo momento, che in un crescendo esponenziale è giunta al terzo capitolo (di sei). La scrittura articolata, colta e appassionante di Bucci trova il suo veicolo ideale nelle spettacolari tavole di Camagni, in un mid-season perfetto che chiude il primo arco narrativo e apre al trittico finale con le migliori premesse possibili. - Le voci dell’acqua, Tiziano Sclavi, Werther Dell’Edera (Feltrinelli)
Uno Sclavi particolarmente intimista dimostra la sua caratura con un’opera sfuggente ed emozionante, difficile e affascinante. Per l’occasione, accompagnato da un Dell’Edera al pieno della sua maturazione artistica, bravo a interpretare e arricchire la poetica sclaviana con tavole cariche di atmosfera. Un’opera da leggere e rileggere. - Tex l’inesorabile, di Mauro Boselli e Claudio Villa (Bonelli)
Atteso da anni da appassionati e non, L’inesorabile è la conferma della magia di Tex. Boselli alla sceneggiatura è sinonimo di un solido western dall’impianto classico, ricco di colpi di scena. Claudio Villa si fa perdonare l’attesa, con uno storytelling e un segno eccezionali, sublimati dal grande formato che rende il prezioso cartonato un pezzo da collezione.
I migliori fumetti del 2019 per Ettore Gabrielli
- La Fortezza
Il ritorno in Italia di questa enorme epopea comic-fantasy colma finalmente una ingiustizia editoriale che andava avanti da anni e anni, dopo la prima, sfortunata, edizione Magic Press. L’opera di Joann Sfar e Lewis Trondheim è un’esplosione di inventiva, bizzarria, avventura, battute e personaggi strampalati. L’edizione Bao Publishing è bella, solida, imponente. Un must-have. - Mercurio Loi
Mercurio Loi è morto, evviva Mercurio Loi! A marzo è uscito l’ultimo albo di una delle più belle serie italiane degli ultimi anni, un appuntamento bimestrale che mi ha fatto fare pace con le edicole e che ogni volta ha rappresentato una sfida intellettuale, un momento di bellezza vera, una lettura imprescindibile e indimenticabile. Alessandro Bilotta ha compiuto un capolavoro, e Sergio Bonelli Editore ha dimostrato coraggio e passione per il fumetto di qualità. - Momenti straordinari con applausi finti
Facile parlare di Gipi, facilissimo. Anche se parlandone in redazione non tutti sono rimasti convinti dall’ultimo fumetto dell’autore pisano, per me è stata una lettura dolorosa e bellissima, forse e purtroppo per la tematica che ho sentito sotto pelle, per le sensazioni che mi ha restituito e che mi hanno ricordato un capitolo difficile della mia vita.





“Man & Superman” peccato per la traduzione ad opera di RW Lion operata da quello che spero essere un principiante alle prime armi a cui spero per lungo tempo nessun altro editore (Tanto tra poco la division DC di questo chiuderà) affiderà volumi di tale importanza.