Speciale 2019 lsb

I migliori fumetti del 2019 secondo la redazione de Lo Spazio Bianco

13 Dicembre 2019
Potevamo esimerci dal rituale esercizio delle classifiche di fine anno? Forse sì, ma abbiamo deciso lo stesso di chiedere ai nostri collaboratori i tre fumetti che più di ogni altro li hanno emozionati, interessati e affascinati lungo il corso del 2019.
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Cosa resta di questo 2019 a fumetti? Abbiamo chiesto ai nostri collaboratori tre titoli da ricordare, tre opere che hanno avuto un posto speciale tra le loro letture durante l’anno. Non necessariamente “il meglio del meglio”, quanto piuttosto ciò che per gusto personale, per affinità elettive, per passione li ha colpiti, emozionati e intrattenuti più degli altri. Tre titoli secchi (con qualche eccezione) per ricordare il 2019.

I migliori fumetti del 2019 per Emilio Cirri

  • House of X/Powers of X di Johnathan Hickman, Pepe Larraz e R.B. Silva
    Iniziate da poco in Italia e finite da un paio di mesi negli States, le “due serie che sono una” ridefiniscono i mutanti e segnano un vero e proprio anno zero per il loro mondo. Un concentrato di idee coraggiose, tematiche che toccano la politica e l’evoluzione scientifica, i concetti di nazione e popolo, di cultura e linguggio, senza dimenticare il senso di comunità da sempre caro ai mutanti. Una storia appassionante e stratificata, da leggere e rileggere anche solo per ammirare il grande lavoro di Larraz e Silva, “i due disegnatori che lavorano come uno”, e il sempre eccellente comparto di infografiche tanto caro allo scrittore del North Carolina. Emozioni, colpi di scena e aspettative sempre superate. I mutanti ripartono in pompa magna e promettono di essere protagonisti assoluti del prossimo decennio Marvel.
  • Il Nuovo Mondo di Chris Reynolds e Negri Gialli e altre creature immaginarie di Yvan Alagbè
    Lo so, gli ex-aequo equivalgono a barare in classifiche del genere. Soprattutto se si tratta di opere all’apparenza così diverse. Eppure, a ben guardare, c’è più di un elemento che lega i lavori di Chris Reynolds e Yvan Alagbè: l’uso di bianchi e neri nettissimi, violenti e espressivi nel caso del francese, geometrici e inquietanti nel caso del gallese, una narrazione chiara ma percorsa da tensioni, quelle sempre in evoluzione e in cambiamento di Alagbè e quella ripetitiva e claustrofobica di Reynolds. E ancora una riflessione sulla società e gli individui, sulle loro paure e le loro solitudini, con prospettive che si scambiano spesso i ruoli, con la critica più diretta e realistica di Alagbè che si tinge di elementi onirici e magici e quella più fantascientifica e apparentemente distante di Reynolds che si affaccia ripetutamente e angosciosamente nel nostro mondo.
    Due grandi recuperi di storie del passato ad opera di Tunuè e Canicola per due grandi autori che parlano del nostro presente con una voce ben chiara e distinta, usando con consapevolezza profondissima un mezzo potente e illimitato.
  • Days of Hate di Ales Kot e Danijel Žeželj
    E forse insieme a Reynolds e Alagbè dovrebbero unirsi anche Ales Kot e Danijel Žeželj, che con Days of Hate mettono in scena gli incubi (già avverati, per certi versi) degli Stati Uniti stritolati da differenze sociali, odio razziale e propaganda mistificatoria. Non mi dilungo molto a spiegare le ragioni di questa scelta, la nostra recensione può darvi più di un motivo per leggere questa storia, magari imperfetta, ma perfettamente in sintonia con i tempi. E se le mie parole non bastassero, leggetevi l’intervista a Žeželj, qui alle prese con l’ennesima prova del suo enorme talente artistico e narrativo.

Essendo tre fumetti una lista davvero striminzita per l’enorme quantità di materiale uscita quest’anno, tante sono le menzioni speciali: Le Cronache di Svicolone di Mark Russel e Mike Feehan, Coda di Simon Spurrier e Matías Bergara, Man-Eaters di Chelsea Cain e Kate Niemcyz, Quattro ragazzini entrano in una banca di Matthew Rosenberg e Tyler Boss, Momenti straordinari con applausi finti di Gipi, Silver Surfer: Black di Donny Cates e Tradd Moore, il Batman di Tom King, Lara, Prison Pit, Clyde Fans di Seth, Diario della mia scomparsa di Hideo Azuma. Insomma, auguriamoci un 2020 ancora una volta così ricco di belle opere a fumetti.

I migliori fumetti del 2019 per Michele Garofoli

  • Le figlie di Salem di Thomas Gilbert – Diabolo Edizioni
    Nel 1692 nella colonia di Salem avvenne la tristemente famosa caccia alle streghe culminata poi in un processo farsa con le conseguenti condanne a morte delle sfortunate donne prese di mira. Thomas Gilbert ci rinarra la vicenda attraverso gli occhi Abigail Hobbs, una delle vittime, con un racconto teso e vibrante. L’autore restituisce con forza tutta le angherie, le violenze fisiche e morali subite da un gruppo di donne che aveva osato alzare lo sguardo e la voce davanti a una società patriarcale, preda di una cieca e ottusa fede religiosa, di credenze popolari. Una società che arrivò ad uccidere le proprie figlie per avere un raccolto migliore. Questo successe. Il tutto raccontato dagli stupendi disegni caratterizzati dal tratto secco e stilizzato di Gilbert che, con l’aiuto di colori sempre spenti, quasi mai vivaci, racconta i pochi momenti di gioia e le tante sofferenze delle cosiddette streghe. State molto attenti nella lettura, perché Gilbert, ad un certo punto, semina un dubbio nel lettore non semplice da cogliere, ma che pone grossi interrogativi della percezione della realtà da persona a persona. Libro stupendo.
  • Italo di Vincenzo Filosa- Rizzoli Lizard
    Italo Filone, fumettista, padre e marito, nasconde a tutti la dipendenza da potenti antidolorifici e sostanze stupefacenti. Duro racconto autobiografico senza peli sulla lingua che non indugia in autocommiserazioni ma che, anzi, ci mostra tutto l’egoismo, la cattiveria e il cinismo a cui un uomo può arrivare, attraverso dialoghi dolorosamente vividi e reali, bianchi abbaglianti in cui si stagliano le livide figure che interpretano il dramma esistenziale di Vincenzo Filosa. Italo è un personaggio che vive al di sopra delle sue possibilità, che non cerca scuse, mostrato nelle sue debolezze, ma senza volerlo rendere simpatico o pietoso, nelle sue vanità, la disperazione che lo porta prima ad affidarsi al SERT e poi, aiutato dai suoi cari ad iniziare una lenta risalita verso la luce e il definitivo abbandono di quelle sostanze che lo rendevano prigioniero. Il libro getta inoltre una ombra lunga e buia sul mondo della piccola e media editoria, sulle promesse, sui pagamenti rinvianti e mai effettuati che costringe una nuova generazione di autori a una vita di stenti, di debiti e di difficili scelte, come quella di  abbandonare il mondo del fumetto prigioniero di regole inumane e vessanti. Uno dei libri dell’anno realizzato con una sincerità a volte spaventosa.
  • Non mi posso lamentare di Paolo Cattaneo – Rizzoli Lizard
    Quando si incontra qualcuno che ti chiede “Come va?”, esiste una frase di rito per tagliare corto che più o meno recita “Non mi posso lamentare”. E’ quello che probabilmente risponde Danilo, trentasettenne, sposato in attesa di una figlia che forse non potrà mai conoscere perché ha da poco scoperto di avere un cancro che lo porterà via nel giro di pochi mesi.
    Il protagonista, abbandonato il lavoro, inizia allora lunghe peregrinazioni per la città alla scoperta di posti nascosti, inizia a fumare, assaporando piccoli momenti di quotidianità e, soprattutto, inizia a scrivere una serie di quaderni/diario da lasciare alla figlia per raccontare chi era, quello che faceva e quello che lo rendeva felice. Cattaneo scrive un instant cult in cui la sperimentazione grafica si fonde con una tecnica narrativa affinata e ricercata in cui nessuna delle due va mai a prevaricare l’altra. Tra momenti presenti e ricordi passati, tra rimpianti, amici persi, sogni fantasy metaforici, impariamo a conoscere un personaggio dotato di una umanità commovente e unica, che ha deciso di prendere la vita come viene senza sprofondare nella depressione e non arrendersi neanche davanti a un nemico invincibile, non mentendo a stesso neanche negli ultimi momenti da consegnare alla futura figlia.

I migliori fumetti del 2019 per Stefano Grillanda

  • Coda di Simon Spurrier e Matias Bergara
    Un fantasy post apocalittico che fa da sfondo ad una storia d’amore struggente e complicata. Un bardo vaga a cavallo del suo volgare pentacorno nelle aride badland, tra scheletri di draghi immortali e fantastiche città distrutte alla ricerca di sua moglie, una creatura orchesca creata dai malvagi lord che con la loro guerra hanno ucciso il mondo magico. La magia ormai si è ridotta ad una droga della quale tutti sono alla ricerca. Una storia epica ma con un cuore enorme che fa emozionare e stupisce per la sua profondità in diverse occasioni.
  • Murder Falcon di Daniel Warren Johnson
    Quando un autore butta tutto sè stesso in un fumetto escono capolavori come Murder Falcon. Qui c’è tutto Daniel Warren Johnson all’ennesima potenza e la passione che l’autore ha messo nel scrivere e disegnare questa storia trasuda da ogni tavola. Con una trama abbastanza lineare e basilare – ad un primo approccio – Murder Falcon è un continuo crescendo di sfrenato divertimento a ritmo di metal e combattimenti tra creature sempre più enormi, fino al momento in cui non ti colpisce al cuore con una lancia di emozioni altrettanto potente. Murder Falcon è stato una delle soprese più inaspettate e belle del 2019.
  • Gideon Falls di Jeff Lemire e Andrea Sorrentino
    Seppur non sia ancora terminata, i primi due volumi di Gideon Falls sono eccezionali sotto tutti i punti di vista. Jeff Lemire confeziona un’intreccio di trama sofisticato e pieno di tensione mentre le tavole di Andrea Sorrentino colorate da Dave Stewart stupiscono ad ogni pagina con inquadrature composizioni sempre nuove, incredibili nel loro dinamismo e nell’essere parte fondamentale della narrazione. Un Horror/thriller psicologico degno del miglior King capace di inquietare il lettore ma anche di catturarlo alla ricerca di risposte.
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1 Comment Commenta:

  1. “Man & Superman” peccato per la traduzione ad opera di RW Lion operata da quello che spero essere un principiante alle prime armi a cui spero per lungo tempo nessun altro editore (Tanto tra poco la division DC di questo chiuderà) affiderà volumi di tale importanza.

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