Cosa resta di questo 2019 a fumetti? Abbiamo chiesto ai nostri collaboratori tre titoli da ricordare, tre opere che hanno avuto un posto speciale tra le loro letture durante l’anno. Non necessariamente “il meglio del meglio”, quanto piuttosto ciò che per gusto personale, per affinità elettive, per passione li ha colpiti, emozionati e intrattenuti più degli altri. Tre titoli secchi (con qualche eccezione) per ricordare il 2019.
I migliori fumetti del 2019 per Giuseppe Lamola
- Celestia vol. 1 (di 2) di Manuele Fior
Il Fior illustratore incontra e subisce il fascino del Fior narratore, fondendosi in un unicum straordinario: l’eleganza del tratto, la precisione delle architetture, l’equilibrio dei colori, l’armonia della forma e il gusto del contenuto in un’opera su un futuro immaginifico, che tiene avvinghiato il lettore alle sue pagine, lasciandolo in fervente attesa della conclusione della storia.
Personalmente la trovo una delle letture più stimolanti degli ultimi anni, che ripaga del lungo tempo intercorso dalla pubblicazione dell’opera precedente. - Due attese di Maurizio Lacavalla
Un noir realistico con incursioni metafisiche e oniriche che racconta per immagini il peso delle assenze e le attese interminabili.
Due attese conferma il talento di Maurizio Lacavalla, giovane autore proveniente dal collettivo Sciame. In particolare emerge la sua abilità nel manipolare i tempi della narrazione e le percezioni del lettore, in un racconto stratificato e straniante. - Dylan Dog #400 – E ora, l’Apocalisse! di Roberto Recchioni, Angelo Stano e Corrado Roi
Nonostante il ciclo della meteora abbia mostrato alti e bassi, in questo volume trova il giusto compimento il percorso editoriale sul personaggio inaugurato con Spazio profondo. Leggibile in maniera autonoma come ogni albo celebrativo Bonelli che si rispetti, l’episodio mi ha colpito non tanto per l’approccio postmoderno né per le ampie dosi di metafumetto, quanto per il coraggio dimostrato nel provare a raccogliere fino in fondo l’eredità di Tiziano Sclavi, accettando la sfida di dare all’Indagato dell’incubo una nuova vita che non sia una semplice reiterazione di cliché logorati dal tempo. Inoltre, le tavole di Angelo Stano (con il contributo di Corrado Roi nelle ultime due pagine) rappresentano la prova d’autore di un artista capace di reinventarsi restando fedele a se stesso, tra le migliori pagine da lui realizzate negli ultimi anni.
I migliori fumetti del 2019 per David Padovani
- House of X/Powers of X
Il rilancio di Jonathan Hickman riporta i mutanti della Marvel Comics a fasti e solidità narrative che non si vedevano dai tempi della gestione di Grant Morrison a inizio anni 2000, senza scomodare – o forse sì – X-nomi ancora più elevati come Chris Claremont.
Due miniserie che in realtà, intrecciandosi, raccontano un’unica grande storia che ribalta, rivoluziona, cambia prospettiva e ricostruisce 56 anni di storie. C’è fantascienza, politica, mitologia. C’è la nascita di un nuovo stato. C’è il racconto di un intero popolo, i mutanti, che non si limita più al resoconto delle avventure di un supergruppo di X-Men. C’è ambizione in ciò che porta alla nuova Alba Mutante. Su Lo Spazio Bianco ne abbiamo parlato qui e qui. - Tex L’inesorabile
Pensate alla coppia Mauro Boselli Claudio Villa e non può che venirvi in mente Tex. Il curatore e sceneggiatore principe del ranger e l’autore storico delle sue copertine sono le menti dietro Tex – L’inesorabile, il Texone su cui il disegnatore comasco era al lavoro da anni e che finalmente è stato pubblicato, in occasione di Lucca Comics 2019, in vari formati. Quello che più rende merito alle tavole di Villa e il volume rilegato di grandi dimensioni, in cui si percepisce anche l’evoluzione e la mutazione di struttura e storytelling grafico a cui è andato incontro la storia durante la lavorazione, un processo che lo stesso Villa ha tenuto più volte a sottolineare. La narrazione è, come sempre, solida, boselliana fin nel profondo: un’avventura western dall’intreccio variegato, con le solite, efficaci caratterizzazioni del nutrito cast di personaggi pensato dallo sceneggiatore milanese. - Usagi Yojimbo
Bisogna dar più merito all’operazione in cui ReNoir Comics si è impegnata da qualche anno a questa parte, quella di pubblicare in modo organico in Italia l’intera opera che Stan Sakai sta producendo da 35 anni a questa parte avente per protagonista il coniglio ronin Miyamoto Usagi, samurai senza padrone.
A Lucca Comics l’editore italiano ha portato il settimo tomo che racchiude la raccolta integrale e cronologica di tutte le storie, la più recente miniserie Kirishitan e il volume che raccoglie le storie nelle quale Usagi ha incrociato la strada con le Tartarughe Ninja. Tre modi diversi ma tutti validi di approcciarsi all’opera del maestro Sakai, per scoprire sia uno dei fumetti più interessanti venuti fuori dal panorama indipendente statunitense degli ultimi tre decenni, sia un protagonista che attraverso le proprie avventure apre davanti agli occhi dei lettori un mondo affascinante e misconosciuto come quello del Giappone medievale del periodo degli Shogun.
I migliori fumetti del 2019 per Andrea Bramini
- Le ragazze del Pillar, di Teresa Radice e Stefano Turconi (BAO Publishing)
Teresa Radice e Stefano Turconi tornano alle atmosfere del loro graphic novel Il porto proibito focalizzandosi sul gruppo di prostitute del bordello Pillar to post, introdotte sullo sfondo del fumetto del 2015.
È l’occasione per approfondire questi comprimari e per riportare i lettori nelle brumose atmosfere inglesi di inizio Ottocento, arricchite stavolta dai colori pastello di Turconi, oltre che per godere di due storie dal sapore delicato senza eccedere in stucchevolezza, dove la sceneggiatrice ne approfitta per tratteggiare ottime caratterizzazioni umane. - Batman: Incubi, di Tom King e AA.VV. (RW Lion, Batman #62-70)
La run di Tom King su Batman è fatta soprattutto di riflessioni: sul personaggio, sulla sua psicologia, sul suo mondo. Non sempre il risultato finale di questo approccio risulta efficace, ma in archi narrativi come questo lo sceneggiatore crea qualcosa di diverso dal solito – in questo caso anche grazie all’atmosfera onirica che pervade le storie, nelle quali il protagonista è bloccato in una serie di sogni allucinati – senza risultare troppo ostico verso le aspettative del lettore medio di comics supereroistici. La presenza di un disegnatore diverso per ogni segmento aumenta la varietà degli stili, direttamente connessa ai cambiamenti subiti dal Cavaliere Oscuro stesso passando da un incubo all’altro. - Triplo guaio, di Isabella Di Leo (Becco Giallo)
La capacità di trattare un tema difficile come quello del tumore, per di più con una chiave ironica che non risulti banalizzante, è il punto di forza di questo webcomic, portato su carta da Becco Giallo.
Isabella Di Leo mette in vignette la propria esperienza con la patologia in un fumetto colorato e divertente che cerca di contrastare il cancro anche con il buonumore, per supportare il lato psicologico, contribuendo a far conoscere meglio la realtà medica legata a questa malattia in un’opera prima riuscita e genuina.




“Man & Superman” peccato per la traduzione ad opera di RW Lion operata da quello che spero essere un principiante alle prime armi a cui spero per lungo tempo nessun altro editore (Tanto tra poco la division DC di questo chiuderà) affiderà volumi di tale importanza.