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Il porto proibito: un viaggio intenso nel mare della vita

"Il porto proibito" è una graphic novel profonda come il mare, vero protagonista della storia di Teresa Radice e Stefano Turconi.
Articolo aggiornato il 28/09/2017

Il porto proibito: un viaggio intenso nel mare della vita e , dopo L’isola del tesoro – parodia Disney dedicata all’opera omonima di Robert L. Stevenson – riportano i lettori a bordo dei velieri settecenteschi proponendo per BAO Publishing Il porto proibito, un’epopea marinaresca intensa e avvincente, nella quale il protagonista Abel, solo e senza memoria del proprio passato, attraverso una serie di esperienze e di incontri comprende qual è lo scopo della sua esistenza e decide di portare avanti una missione tanto difficile quanto insidiosa.

Il volume rappresenta, prima di tutto, il viaggio di formazione di Abel. Il ragazzo, infatti, plasma sé stesso attorno agli altri protagonisti che entrano piano piano nella sua vita, in particolar modo Rebecca – proprietaria del bordello “Pillar to post” – e il capitano della marina Nathan MacLeod, che lo prende sotto la sua ala: sono loro a guidarlo verso una serie di iniziazioni che gli permettono di crescere e comprendere sé stesso e il suo ruolo nel mondo. I riti iniziatici e la presa di coscienza del protagonista non sono narrati in maniera frenetica ma, al contrario, permettono al lettore di assimilare pagina dopo pagina le nuove rivelazioni e di osservare come gradualmente Abel e gli altri personaggi, interagendo, prendano consapevolezza, cambino e acquistino spessore.

Il porto proibito: un viaggio intenso nel mare della vitaTutto ciò avviene anche grazie alla scelta di affrontare temi complessi come la morte, la ciclicità della vita e il bisogno di sfruttare al massimo le seconde occasioni che ci sono concesse, in maniera quasi poetica. Alle ballate e alle poesie di letteratura citate dai protagonisti si somma l’intensità stessa/propria dell’opera, catartica come solo la fusione di parole e disegni può essere.
Il giovane Abel apprende così, grazie a Rebecca e alle letture intraprese insieme a lei, nozioni importanti per il suo futuro: dalla Bibbia agli scritti dei romantici inglesi, ogni libro contribuisce a formare il ragazzo e a prepararlo per gli eventi futuri. È l’espressione più pura del concetto «Io sono ciò che leggo», che viene riversato/sviluppato nella lunga scena chiave legata a La ballata di Coleridge: in questa sequenza, se da un lato si assiste alla presa di coscienza del protagonista e a uno dei momenti-rivelazione del fumetto, dall’altro si coglie nella figura del marinaio costretto da una maledizione a narrare la sua storia, la riproposizione della necessità di raccontare qualcosa di profondamente viscerale, manifestata dagli autori nella nostra intervista di prossima pubblicazione.

Il porto proibito: un viaggio intenso nel mare della vita
Tali scelte fanno sì che il volume risulti emozionante, anche perché contribuiscono a caratterizzare in modo approfondito e raffinato i protagonisti. Rebecca, per esempio, comunica al lettore la propria complessità caratteriale e malinconica attraverso la sua decodifica del mondo tramite racconti e poesie.
Il porto proibito: un viaggio intenso nel mare della vitaAnche questo aspetto fa parte del mistero in cui la donna è avvolta: di lei all’inizio si sa solo che dirige un bordello di classe, ma si intuisce subito che nasconde molto altro nel suo passato. La cosa traspare bene nelle sue interazioni con il compagno, il capitano MacLeod, con cui vive un’intensa storia d’amore nella quale la procace rossa non può essere completamente sincera.
La malinconia, del resto, è un tratto distintivo di Il porto proibito: la scrittura di Teresa Radice però non “grida” questa sensazione, ne fa bensì un uso molto più sottile e delicato, rendendola forza riflessiva per apprezzare e capire il mondo. È uno dei concetti chiave del fumetto: assaporare al meglio la vita, sfruttando la massimo ogni singola occasione che essa ci offre.

Il porto proibito: un viaggio intenso nel mare della vitaI disegni di Stefano Turconi veicolano bene sia gli argomenti affrontati sia le sensazioni proposte, grazie alla scelta di utilizzare come strumento la sola matita e sfruttandone al meglio le potenzialità. Il tratto, delicato e dettagliato, si mantiene cartoonesco avvicinandosi allo stile del Cyril Pedrosa di Tre ombre, ma riproponendo alcuni elementi stilistici tipici del disegnatore.
I volti dei personaggi ricordano infatti la precedente opera della coppia di autori, quel Viola giramondo che ha rappresentato l’esordio Radice/Turconi fuori dal fumetto Disney. Se il tratto a matita offre linee più sfumate e un feeling estetico leggermente diverso, più maturo e ricercato, si può tuttavia notare una continuità stilistica che in fondo parte dalle storie disegnate negli ultimi anni per Topolino: le pose di alcuni personaggi, la loro presenza scenica, la cura per gli sfondi e le ambientazioni sono tutti caratteri che il disegnatore ha sfoggiato anche nelle storie di Paperi e Topi e che qui ritroviamo valorizzati dal più raffinato bianco e nero, che esalta ogni singolo tratto.
Il porto proibito: un viaggio intenso nel mare della vitaLa grafite diventa anche un mezzo per delineare le ombre e i paesaggi – il più delle volte definiti da un sapiente ricorso al tratteggio – e per simulare diverse gradazioni di colori, grazie all’utilizzo di matite di morbidezza diversa. Il fumettista riesce poi nell’intento di rendere l’emotività di alcuni particolari passaggi, come la prima notte di Nathan e Rebecca, destrutturando la tavola e/o semplificando il tratto in poche semplici linee.
Non si possono dimenticare, infine, le imponenti splash-pages in cui compaiono maestosi velieri, rappresentati con perizia in ogni dettaglio, che offrono alcune delle scene più mozzafiato del libro e testimoniano il grande lavoro di ricerca e studio intrapreso da Turconi per realizzare Il porto proibito, un lavoro di ricerca che del resto ha visto in prima linea anche la Radice per quanto riguarda la raccolta di dati storici utili a connotare nel modo più corretto il racconto.
Unica nota negativa, dal punto di vista estetico, riguarda il lettering dei ballon: le scritte appaiono troppo fredde rispetto al calore delle tavole, e la differenza con la grafia dei canti presenti in alcune scene ne fa risaltare ulteriormente l’artificiosità.

Il porto proibito è una graphic novel ricca e riuscita, in cui temi spesso presenti nella stessa letteratura romantica vengono rielaborati in maniera coinvolgente e non banale, trascinando il lettore nel bel mezzo delle leggende marinaresche e permettendogli contemporaneamente di riflettere sulla vacuità della vita e sul bisogno di vivere con intensità ogni giorno che passa.

Abbiamo parlato di:
Il porto proibito
Teresa Radice, Stefano Turconi
BAO Publishing, maggio 2015
312 pagine, cartonato, bianco e nero – 21,00 €
ISBN: 9 788865 432990

Il porto proibito: un viaggio intenso nel mare della vita

1 Commento

1 Commento

  1. roberto parravicini

    6 luglio 2015 a 21:25

    bella storia disegnata magnificamente, un unico appunto le dimensioni, sono veramente minime fanno perdere tutti i dettagli dei disegni, dovrebbero essere almeno di un terzo più grandi, neanche tex ha le tavole così piccole, spiace perchè il tratto di turconi avrebbe bisogno di più spazio, non ha niente di meno come esempio ad un fumetto di gipi che viene pubblicato, vedi l’ultimo una storia, con delle tavole ampie dove l’occhio del lettore può godere del disegno, strano che una casa editrice esperta come bao non l’abbia capito, speriamo in una riedizione magari non in cartonato, che col fumetto c’entra poco più grande, saluti Roberto

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