I migliori fumetti del 2021 secondo Lo Spazio Bianco

I migliori fumetti del 2021 secondo Lo Spazio Bianco
Ecco i migliori fumetti del 2021 per Lo Spazio Bianco: non una classifica, ma un riassunto di quello che ha più colpito, emozionato o divertito ciascun collaboratore della redazione!

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I MIGLIORI FUMETTI DEL 2021 PER ARMANDO VERTORANO

  • Asadora #2 di Naoki Urasawa (Panini Comics)
    Col secondo tankobon Urasawa alza l’asticella della sua nuova serie, lasciandoci intendere che, come nei suoi precedenti lavori più noti, la storia avrà un respiro molto ampio e si dipanerà presumibilmente ancora per molti volumi. Vediamo la piccola Asa crescere e il mistero sul kaiju che attacca il Giappone infittirsi. Urasawa tiene fede al suo stile grafico e narrativo riuscendo ancora una volta a incantare il lettore e a tenerlo lì ad aspettare febbrilmente le nuove uscite. A fine 2021 siamo al quinto volume e pendiamo letteralmente dalle sue labbra. Qui la recensione.
  • Palepoli di (Coconino Press)
    Sarà difficile leggere qualcosa di più folle e allo stesso tempo tanto abbacinante. Ogni pagina è una microstoria a sé, col pedale schiacciato al massimo sul grottesco, lo splatter, il weird, l’ironico e il citazionista. L’autore mischia iconografia sacra e classici del manga, meta-fumetto, prospettive in soggettiva e illusioni ottiche, tavole a colori e in bianco e nero, con uno stile che si muove agilmente dalla grafica “bambinesca” al realismo pittorico. Una blasfema ma divertentissima passeggiata nella follia. Lorenzo di Giuseppe ne ha parlato sul suo blog Lo Spazio Bianco, la Grande Onda.
  • Mostri di Barry Windsor-Smith ( Mondadori)
    Più di 350 pagine, una gestazione ultratrentennale e una narrazione complessa e dolorosa: la storia di Bobby Bailey, un ragazzo orfano trasformato in una creatura orrenda e dotata di forza sovrumana da un folle militare ex-nazista, si snoda attraverso una pluralità di punti di vista e lunghissimi flashback incastrati “a matrioska” uno nell’altro. Pur con qualche momento di prolissità, risulta un lavoro sia graficamente che narrativamente imponente e d’indiscutibile valore.

Menzione d’onore: Adventureman: La fine è tutto ciò che succede dopo, di , e Rachel Dodson ()
Un primo volume promettente, con una storia che incastra e rimescola vari piani narrativi, un libro d’avventure che “entra” nella realtà e una ex poliziotta che si ritrova suo malgrado a reincarnare l’eroe preferito di suo figlio. Insomma: il vero Adventureman del titolo è una donna. La storia è ancora agli inizi, ma Fraction è uno che sa il fatto suo riuscendo sempre a non cadere nel banale mentre i coniugi Dodson omaggiano la letteratura pulp e lo stile art-nouveau realizzando delle tavole a colori davvero pregevoli.

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I MIGLIORI FUMETTI DEL 2021 PER MARCO D’ANGELO

  • Asterix e il Grifone di Jean-Yves Ferri e (Panini Comics)
    Proseguire le avventure di una icona mondiale del fumetto quale Asterix era una sfida improba per qualsiasi autore. Ferri e Conrad l’hanno accettata con sobrietà espressiva: si sono messi al servizio del piccolo gallo e della sua consolidata mitologia. Sono saliti umilmente, da nani artigiani, sulle spalle dei giganti René Goscinny e Albert Uderzo, con una ripresa filologica degli stilemi della serie, ma al tempo con l’ambizione palese di attualizzarne l’universo ed aggiornarne i ritmi. Questo quarto albo della loro gestione è un gioiello narrativo e grafico, degno erede della migliore tradizione del personaggio.
  • Dylan Dog Speciale #35: Una risata vi resusciterà di Alessandro Bilotta e (Sergio Bonelli Editore)
    Per la seconda volta consecutiva, mi trovo a inserire un volume di questa serie tra le cose migliori dell’anno. L’ispiratissimo script di Bilotta – coadiuvato nella messa in scena dal raffinato Gerasi – ci regala con la biografia sghemba di Waldo Wilkinson, comico teneramente mancato, “bigamo” maldestramente riuscito, una struggente elegia sul doppio. Il tema ricorre nella poetica bilottiana e si si salda alla sapienza narrativa nel mescolare i generi e i toni del racconto. Si ride, ci si commuove, si riflette ed alla fine, si resta, da lettori, senza fiato di fronte a questo originale “year one” dylaniato.
  • Gastone e la solitudine del quadrifoglio (su Topolino #3405-3406) di Marco Nucci e Stefano Zanchi (Panini Comics)
    Come si fa a rendere un tipo, proverbialmente antipatico, come lo sfacciatamente fortunato cugino di , una figura empatica e, per certi versi , addirittura positiva? Marco Nucci e Stefano Zanchi sono riusciti nell’impresa con una storia che è uno dei gioielli 2021 della produzione – sempre di grande qualità – della scuola Disney di casa nostra. Già altri autori avevano esplorato le possibili sfaccettature della personalità di Gastone Paperone, troppo spesso appiattita nella routine dei canovacci tradizionali alla classica figura antagonista fissata dall’Omero disneyano Carl Barks, decenni orsono. Nucci ha la felice intuizione di lavorare sul registro introspettivo del personaggio, attraverso l’uso di didascalie diariali (“stream of consciousness”) che ricordano per certi versi il lavoro di Tito Faraci con Topolino in ambito noir, traslato su un piano “malin-comico”. Il resto lo fa la matita morbida di Zanchi, così la sua sapienza nel trovare il giusto equilibrio tra messa in scena classica e originali trovate di regia, soprattutto nelle sequenze di provincia davvero suggestive.

Menzione d’onore: L’uomo di Tsushima di Bonvi (Editoriale Cosmo).
Preziosa riedizione di un’opera che, nonostante i tanti anni passati dalla prima pubblicazione, resta di una modernità spaventosa. Bonvi sperimenta soluzioni da “graphic journalism” e “mockumentary” quando queste etichette neanche esistevano. Pur inseguendo un rigore “da storico”, non rinuncia al suo stile dissacrante, nel segno, come nella messa in scena. La verve antimilitarista delle trova qui un afflato collettivo, quasi epico: un rabbioso, indignato, atto d’accusa a fumetti, contro l’orrore della guerra, di tutte le guerre.

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I MIGLIORI FUMETTI DEL 2021 PER DAVIDE GRILLI

  • Un’estate crudele di Ed Brubaker e Sean Phillips (Panini Comics)
    A 15 anni dalla prima miniserie, la coppia Brubaker e Phillips continua ad aggiungere tasselli alla saga di Criminal. Con Un’estate crudele gli autori tornano indietro di qualche anno per raccontare la difficile adolescenza di Ricky Lawless, costretto a crescere in un contesto in cui essere adulti vuol dire imparare le regole e i codici di condotta criminali. Brubaker padroneggia gli stilemi del genere ormai con grande maestria, i drammi dei suoi personaggi colpiscono il lettore con la forza della grande letteratura ed il risultato è una delle saghe più belle dell’intera serie.
  • Dentro una scatola di latta di (Progetto Stigma/Eris Edizioni)
    Un serial killer imperversa mentre la popolazione, ormai vessata da ondate di virus, è costretta a vivere in scafandri per non respirare un’aria venefica. Un commissario insoddisfatto della propria condizione familiare cerca di trovare equilibrio e senso dando la caccia all’omicida, in uno scenario in cui tutti, lui compreso, sembrano marionette dalle fattezze e dalle abitudini bizzarre. Dentro una scatola di latta è il nuovo (nonostante risalga al 2012) lavoro di Marco Galli, autore votato, per scelta e necessità, alla ricerca, tematica e stilistica. Un ricerca continua che si rinnova a ogni libro e che ogni volta invita e sfida il lettore a prendere parte al viaggio.
  • Tango di Fulvio Risuleo e Antonio Pronostico (Coconino Press)
    Woody Allen e Cortazar sono i due riferimenti naturali che subito vengono a galla leggendo Tango, il nuovo lavoro di Risuleo e Pronostico. Ma potremmo citare anche Sanna e chissà quanti altri. La storia è di quelle semplici, ma raccontate in maniera complicata: la storia di una relazione movimentata da alti e bassi e strutturata a bivi. Un balletto in cui girare a destra o sinistra può cambiare le sorti di una relazione (o di una vita intera), salvo poi rendersi conto che più che gli imprevisti a dominare è la ripetizione e che forse “tutto va come deve andare”. In ogni caso dopo il bellissimo Sniff, un altro lavoro importante.

Menzione d’onore: Nel bar di Josè Munoz e Carlos Sampayo (Oblomov Edizioni)
Pochi autori hanno fatto col fumetto quello che è riuscito a Munoz e Sampayo. Dopo Alack Sinner, Oblomov riporta in libreria Nel bar, una antologia di brevi storie di genere noir, più o meno legate tra loro, che costituisce una delle vette della produzione dei due argentini.
Un capolavoro assoluto capace di regalare nuove suggestioni ad ogni lettura.

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