Enna immagine in evidenza

Io e Dylan Dog: intervista a Bruno Enna

Conversazione con lo sceneggiatore Bruno Enna per parlare del suo rapporto con il personaggio ideato da Tiziano Sclavi, che ha da poco compiuto trent’anni.
Leggi in 3 minuti

enna-brunoNato a Sassari nel 1969, dal 1995/96 Bruno Enna inizia a collaborare con la Disney scrivendo sceneggiature per diverse testate (tra cui Topolino, W.I.T.C.H., PK – Paperinik New Adventures), redazionali e servizi per vari inserti settimanali, nonché per le sezioni licensing e libri. Collabora anche con le Edizioni IF. Nel 1999 crea, con Mulazzi, Fasano e Barbucci, il personaggio disneyano Paperino Paperotto. Negli anni successivi, oltre a collaborare con la Disney (scrivendo, tra l’altro, per la serie a fumetti Monster Allergy), partecipa a Lys (Tridimensional) e supervisiona la serie Angel’s Friends (Play Press). Sceneggia poi per due serie di animazione televisive: Winx Club e Monster Allergy (Rainbow). Nel 2010 lavora per le edizioni francesi Soleil, pubblicando l’albo Coeur de papier, disegnato da Giovanni Rigano. Inoltre, è co-creatore, insieme a Greppi, Di Genova e Lucchetta, della serie di animazione televisiva Spike Team, in onda sui canali RAI. Ha fatto il suo esordio presso Sergio Bonelli Editore nel 2004 con una storia di Dylan Dog, L’uomo di plastica, pubblicata nel settimo Maxi Dylan Dog. Sempre lo stesso anno, Fumo di China gli ha assegnato il premio come miglior sceneggiatore umoristico. È stato l’ideatore di Saguaro, serie pubblicata dalla Bonelli tra il 2012 e il 2015. Attualmente scrive per Topolino e Dylan Dog.

A lungo si è pensato a un Dylan Dog indissolubilmente legato a Sclavi. Per te è ancora così nelle “fondamenta” del personaggio? Come ci si muove nell’equilibrio tra ciò che Dylan Dog è nella interpretazione del suo “padre” e tra quello di personale che un autore cerca sempre di mettere nelle sue opere?
Credo che Dylan sia di Sclavi, al cento per cento. Lui stesso, però, ha creato un personaggio dalle mille sfaccettature. Il risultato è che non esiste un solo di Dylan ma ne esistono infiniti. In questo senso, Dylan è davvero di tutti noi (lettori e autori). Ci sono persone che adorano il Dylan di Johnny Freak e altre quello de Il lungo addio (io, per esempio, faccio parte della seconda categoria). Quando si scrive per Dylan bisogna tenere conto di tutto ciò che c’è stato e poi… guardare avanti. Il personaggio non si è mai cristallizzato, ma è in continua evoluzione. Il bello di Dylan è anche questo.

enna-sulla-pelleQual è l’idea centrale del “tuo” Dylan Dog e cosa lo rende immediatamente riconoscibile e unico?
Non saprei. Forse un certo tipo di stile narrativo e di messa in scena. Per il resto, cerco sempre di rimanere fedele al personaggio.

Dylan Dog è stato un fenomeno artistico, editoriale e sociale. Nel suo periodo di maggiore successo è stato protagonista di pubblicità, merchandising, ha generato bizzarri epigoni, è stato ospite di riviste a larga diffusione. Sembrava che tutti leggessero Dylan Dog. Come ci si approccia a un personaggio e a un fenomeno del genere senza esserne schiacciati? Fa paura scrivere Dylan Dog?
Io ho cominciato a scrivere vent’anni fa, per Topolino, che è un personaggio altrettanto iconico (con alle spalle una storia molto più lunga). Quindi, no: non mi fa paura. Anzi, per me ogni volta è come un “ritorno a casa”. Come voi, infatti, anche io sono un lettore di Dylan della prima ora. Sono cresciuto con le sue storie e mi sento onorato di poter fare un pezzo di strada insieme a lui.

C’è qualcosa che cambieresti in Dylan Dog e qualcosa a cui non rinunceresti mai?
Non rinuncerei mai al suo “Giuda ballerino”. Per il resto, Dylan può cambiare oppure tornare a essere uguale. Anche questo aspetto fa parte della sua singolarità.

Che ruolo ha avuto Dylan Dog nella tua vita?
Dal punto di vista umano, è stato basilare: mi ha suggerito molti spunti su cui riflettere. Ancora oggi riesce a toccare particolari corde del mio animo.

enna-cerchi-nel-granoSe dovessi scegliere un momento o un episodio che ha caratterizzato la tua produzione su Dylan Dog quale sceglieresti?
Ho sempre scritto in base all’ispirazione, senza un obiettivo preciso. Se però dovessi scegliere un momento, isolerei quello che mi ha portato a realizzare il “gigante” #14 sui “cerchi nel grano”. La sua realizzazione mi era stata proposta dalla redazione come una sfida, che io ho raccolto con piacere (e che spero di aver vinto).

Se dovessi fare un bilancio del lavoro su Dylan Dog, sarebbero più le soddisfazioni o i problemi?
Le soddisfazioni. Quando vedi una tua storia disegnata da Celoni, Mari o Freghieri, come fai a non rimanerne soddisfatto?

Dylan è sempre stato un personaggio con una forte aderenza al sociale, le sue storie spesso si sono fatte carico di messaggi sui diritti, l’uguaglianza, la pace, il rispetto per gli animali… Questo pone l’attenzione sul tema della responsabilità dell’autore nei confronti delle sue opere. Che cosa significa per te questo tema, in particolare per Dylan Dog?
La responsabilità fa parte del nostro mestiere. Non possiamo scrivere tutto quello che ci viene in mente: abbiamo dei paletti da seguire e delle regole da applicare. Dylan si comporta secondo coscienza (al di là della morale o dell’ipocrisia generale) e credo che sia la coscienza di tutti, quella suggerita dal buonsenso.

enna-colori-della-pauraRendere l’orrore è difficile. La paura, l’irrazionale. Ci sono tante sfumature del genere in Dylan, commistioni. Lo stesso genere è cambiato molto dagli anni ’90 a oggi. Che cosa significa scrivere un fumetto horror oggi? Come evolve Dylan Dog in questo?
Credo che Dylan non sia un fumetto horror… almeno, non nel senso pieno del termine. I film di oggi puntano spesso all’effettaccio (penso per esempio al cosiddetto effetto “jumpscare”, difficilmente riproducibile in un fumetto), mentre nelle storie di Dylan si punta di più verso l’inquietudine, il disagio, e un sottile senso di paura che non è mai superficiale. Diciamo che, per scrivere Dylan, è necessario documentarsi, ma senza per forza seguire le mode del momento. Penso che sia anche questa, la chiave del suo successo.

Intervista realizzata via mail a settembre 2016.

Dell'orrore e dell'amore: trent'anni con Dylan Dog

Una vita per Dylan Dog: intervista a Mauro MarcheselliUna vita per Dylan Dog: intervista a Mauro Marcheselli “Dylan Dog e Dellamorte Dellamore” di Alda Teodorani“Dylan Dog e Dellamorte Dellamore” di Alda Teodorani
David Padovani

David Padovani

Fiorentino, classe 1972, svolge la professione di architetto. Grazie a un nonno amante della fantascienza e dei fumetti, scopre la letteratura fantastica e il mondo degli albi Corno della seconda metà degli anni '70.
Tex e Topolino sono sempre stati presenti nella sua casa da che si ricordi, e nella seconda metà degli anni '80 arrivano Dylan Dog e Martin Mystere e la riscoperta del mondo dei supereroi USA.
Negli anni dell’università frequenta assiduamente le fumetterie, punti d’incontro di appassionati, che lo portano a creare assieme ad altri l’X-Men Fan Club e la sua fanzine ciclostilata, in un tempo in cui di web poco si parlava ancora.
Con l’avvento del digitale, continua a collezionare i suoi amati fumetti diminuendo la mole di volumi cartacei acquistati, con somma gioia della compagna, della figlia e della libreria di casa!

Giuseppe Lamola

Giuseppe Lamola

Nato a Martina Franca nel 1984, Legge fumetti praticamente da sempre. Con il tempo si appassiona alla Nona arte come mezzo espressivo. Insieme ad altri amici fonda a inizio 2012 il blog de Gli Audaci.
Collabora con Lo Spazio Bianco dal 2011, ne è redattore dal 2015 e ha contribuito all'ideazione e al coordinamento degli Speciali tematici dedicati a Martin MystèreMarvel Now!, BatmanOrfani: da Ringo al Nuovo Mondo, Nathan Never e Dylan Dog.
Continua ad accatastare pile di fumetti.

Michele Garofoli

Michele Garofoli

(Voghera 1972) Nella redazione de Lo Spazio Bianco dal 2009. Per Lo Spazio Bianco è articolista e curatore delle rubriche "Lo Spazio Bianco Consiglia" e "Immagina Lo Spazio Bianco". E' inoltre collaboratore del TunuéLab e articolista per il mensile Fumo di China. E questo è quanto.

Ettore Gabrielli

Ettore Gabrielli

Classe 1977, toscano, programmatore. Impara a leggere sugli Alan Ford del padre, una delle poche cose per cui si sente debitore veramente. Vorace lettore da sempre, i fumetti sono stati il mezzo per imparare e per conoscere persone e per questo sarò loro sempre grato. Nel 2002 fonda Lo Spazio Bianco, magazine dedicato al fumetto tra i più longevi e seguiti in Italia di cui è tuttora direttore editoriale. Nel 2021 ha fatto parte della giuria dei Lucca Comics Awards.

Commenta:

Your email address will not be published.

Social Network

Nello speciale:

Sonnambuli2

Dylan Dog, i personaggi nel nuovo corso 1) Dylan

Dyd pers nc evid02b

Dylan Dog: i personaggi nel nuovo corso 2) I Comprimari

Dyd pers nc evid03b

Dylan Dog: i personaggi nel nuovo corso 3) Antagonisti

Immagine in evidenza nuovo corso

Dylan Dog: analisi del nuovo corso – Prima parte

Immagine in evidenza nuovo corso

Dylan Dog: analisi del nuovo corso – Seconda parte

Ambrosini piccatto immagine in evidenza

Disegnare Dylan Dog: Carlo Ambrosini e Luigi Piccatto

Dylan dog loogo

Maurizio Rosenzweig presenta: Dylan Dog in Re-Animator

Fabrizio accatino immagine in evidenza

Io e Dylan Dog: intervista a Fabrizio Accatino

Pianeta dei morti immagine in evidenza

Il futuro di Dylan Dog nel Pianeta dei Morti

Marz

Io e Dylan Dog: intervista a Giancarlo Marzano

Uzzeo immagine in evidenza

Il Club dell’Orrore (e tutto quel che diventeremo) di Mauro Uzzeo

Thumb roi

Disegnare Dylan Dog: intervista a Corrado Roi

Thumb mari

Disegnare Dylan Dog: intervista a Nicola Mari

Zenith666 thumb

Zenith #666: omaggio allo Zagor sclaviano

Dd martoz immagine in evidenza

Martoz presenta: Dylan Dog ne “L’armata delle tenebre”

Villa immagine in evidenza

Disegnare Dylan Dog: intervista a Claudio Villa

Baraldi ratigher immagine in evidenza

Nuovo sangue: Barbara Baraldi, Ratigher e Dylan Dog

Marcheselli immagine in evidenza

Una vita per Dylan Dog: intervista a Mauro Marcheselli

Enna immagine in evidenza

Io e Dylan Dog: intervista a Bruno Enna

Alda

“Dylan Dog e Dellamorte Dellamore” di Alda Teodorani

Thumb bilotta

Io e Dylan Dog: intervista a Alessandro Bilotta

Di gregorio immagine in evidenza

Io e Dylan Dog: intervista a Giovanni Di Gregorio

Thumb recchioni

Un destino chiamato Dylan: intervista a Roberto Recchioni

Bigini cosa

Francesco Biagini presenta: Dylan Dog ne “La Cosa”

Angri

Tiziano Angri presenta: Dylan Dog in “Suspiria”

Cardoselli

Stefano Cardoselli presenta: Dylan Dog in “L’abominevole dottor Phibes”

Officina infernale

Officina Infernale presenta: Dylan Dog ne “La casa dei 1000 corpi”

Cammello

Pablo Cammello presenta: Dylan Dog in “Videodrome”

Enrico Letta

“Dylan and Me” – Intervista al Presidente Enrico Letta

Spugna scanners72

Spugna presenta: Dylan Dog in “Scanner”