Enoch e Vietti2

Luca Enoch e Stefano Vietti a Lo Spazio Audace di Lucca Comics 2025

9 Gennaio 2026
A Lucca Comics abbiamo intervistato Luca Enoch e Stefano Vietti, creatori di Dragonero, il fantasy di Sergio Bonelli Editore.
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Luca Enoch e Stefano Vietti sono intervenuti a Lo Spazio Audace – Vignette e caffè a Lucca Comics & Games 2025 per parlare delle ultime novità legate all’universo di Dragonero.

Luca, Stefano, bentornati! E grazie di essere a Lo Spazio Audace per il secondo anno. Partiamo dalla serie regolare: qui a Lucca si trova la variant di La fine di tutto e possiamo partire proprio dal finale di questo albo, dove succede qualcosa che probabilmente influenzerà la continuity in modo considerevole. Tra l’altro ci eravamo lasciati lo scorso anno parlando della stagione Mondo Oscuro, che sarebbe stata un contenitore con diverse saghe al suo interno. Ma adesso sembra si avvicini la fine dell’invasione degli abomini.
Luca Enoch: Sì, è vero, ma è passato un anno e in un anno noi abbiamo cambiato idea tre, quattro volte. Per cui sì, avevamo detto che Mondo Oscuro sarebbe stato contenitore anche per il futuro. Anzi, diciamo che il vero Mondo Oscuro non era ancora arrivato. Ma abbiamo cambiato idea e infatti Mondo Oscuro finisce adesso, come sottotitolo, con questa storia doppia scritta da me e disegnata da Francesco Gaston. La guerra degli abomini finisce in maniera traumatica ed enorme è il trauma che riguarda anche il nostro protagonista. Seguiranno poi cinque numeri di una mini saga, chiamiamola così, in stretta continuity narrativa in cui il nostro eroe – si sa già perché nella preview si vede il titolo L’immemore – ha perso la memoria. Questo ci serve a ripresentare tutto il nostro mondo attraverso gli occhi di chi non se lo ricorda. Ovviamente ripresentiamo un mondo che è lo stesso ma è anche cambiato perché c’è stata la guerra, l’Impero è andato in pezzi ed è una cosa che si vede già nell’Atlante dove, se si va a guardare la situazione politica, è tutto frammentato.  Quindi, in questi cinque numeri della saga dell’immemore ripresentiamo un mondo e creiamo anche un ulteriore entry point per chi si vuole avvicinare a Dragonero.
Stefano Vietti: Come ha anticipato Luca, a novembre chiudiamo il ciclo degli abominii e nei cinque albi di Ian immemore approfitteremo anche per fare una sorta di recap di tutto il nostro mondo. Ricollocheremo il protagonista e i suoi compagni, in una situazione un po’ da scout di viaggio. Da lì andremo avanti per un bel po’. I lettori ci hanno chiesto addirittura se sarà la volta buona per arrivare al numero cento a colori. Va bene, dai, ci impegneremo per arrivarci!  Comunque i disegnatori sono già tutti al lavoro, abbiamo già un anno di produzione in corso e ci stiamo ri-divertendo con un po’ di storie nuove che, va detto, non avranno una totale assenza di abominii, perché qualcosa di loro è rimasto nel mondo, però non saranno più il motivo dominante dei racconti. Il motivo dominante saranno di nuovo i protagonisti in viaggio, con tutta una serie di avventure diverse, nuove. Li abbiamo anche uniti un po’ di più e ricomposto più spesso la compagnia. Per quanto riguarda la serie regolare direi che questo è tutto.

Infatti una delle novità inattese di questa Lucca è anche la preview che c’è sul retro dell’edizione variant di Senzanima. Ci riferiamo a Orda, qualcosa di nuovo, inedito, con una prima anticipazione dei disegni di Gianluca Pagliarani. Lo vedremo nel 2026? Luca: Sì, questa è stata proprio una sorpresa nel senso che non l’abbiamo annunciata. Qui a Lucca si trova Senzanima, la variant di Senzanima e questa ulteriore variant perché abbiamo creato un flipbook, venuto molto bene a mio parere, dove al posto degli extra canonici abbiamo un’anteprima, con copertina di Alberto Dal Lago, di quello che sarà un nuovo tentativo, un nuovo pilota. Uscirà in primavera e riguarderà la vita di Gmor ventenne, così come Senzanima parla della vita di Ian diciassettenne. Il periodo è lo stesso, il mondo è lo stesso. È il mondo del massacro dei fuochi, di cui abbiamo parlato tante volte nella serie regolare, quindi della pulizia etnica degli orchi da parte dell’Impero e della popolazione umana e del successivo esodo verso l’isola degli orchi, che poi diventerà la loro patria. È un periodo molto cruento, in cui Gmor è protagonista di qualcosa che non è mai stata raccontata. In questa “variant variant” ci sono gli studi di Pagliarani, che ha fatto un concept fenomenale e le prime cinque tavole, con bianchi, neri e grigi, colori base e colori definitivi di Paolo Francescutto. Così si offre una visione d’insieme di quello che sarà Orda. Speriamo che questo pilota, come fu per Senzanima, andrà bene e di proseguire con una nuova serie da libreria.
Stefano: Approfitto di voi per fare una precisazione, e rispondere a un po’ di filmati che ho visto online e ai dubbi dei lettori.  Orda non sostituirà Senzanima, che sta andando benissimo e andrà avanti tranquillamente. Addirittura siamo in produzione con sei albi, perché abbiamo trovato dei disegnatori nuovi e fenomenali. Appena i nostri direttori li hanno visti ci hanno chiesto di scrivergli un albo. Li abbiamo messi subito al lavoro, perché sono anche autori che magari hanno impegni in Francia o in altri ambiti, e quindi hanno bisogno di più tempo. Per cui Senzanima è in piena produzione, sta andando bene e proseguirà. Orda si affiancherà a Senzanima come cartonato. Speriamo che il suo esordio della prossima primavera vada bene. Dall’entusiasmo dei lettori nel vedere le prime pagine e gli studi siamo ottimisti, però andiamo con i piedi di piombo. Se dovesse andare bene andremo avanti con grande gioia

Avete accennato a nuovi disegnatori e crediamo meritino un encomio anche quelli che sono già all’opera sulla serie regolare e sulle pubblicazioni derivate, i quali spesso sono chiamati a sperimentare, come ha dovuto fare ad esempio Gaston nell’ultimo numero in edicola.
Luca: Sì, a noi piace variare. Diciamo che sulla regolare manteniamo uno stile più classico, a parte il citato Gaston che ha dovuto rappresentare un Mondo Cavo in un periodo senza ombre e con luce diffusa. Nello specifico è tutto bianco e ha dovuto inventarsi delle campiture nere e dei grigi che però non sono di ombra ma di tonalità per dare corpo alle tavole. Quindi abbiamo dei disegnatori un po’ più classici che sono ottimali per la regolare e poi disegnatori che a noi piacciono moltissimo e che magari utilizziamo per i bis, come Medri, Moroni che ha lavorato anche sulle Cronache e che sarebbe difficile utilizzare sul mensile. Noi cerchiamo di modulare le cose, costruiamo le storie attorno ai disegnatori. Il mio bis e lo speciale autunnale di Stefano ad esempio, hanno delle linee narrative che ci permettono di utilizzare un segno grafico diverso e quindi riuscire a lavorare anche con disegnatori meno classici. Questo è comunque motivo di stimolo per noi, e anche un modo per introdurre ai lettori che ci leggono normalmente a sentire il gusto e a preparare il palato per un tratto diverso.

Hai citato un’altra pubblicazione libraria che è le Cronache dell’Erondár, che è andata ad affiancare ulteriormente le pubblicazioni dedicate a Dragonero e al suo universo narrativo. Come proseguirà?
Stefano: Il primo numero è uscito con la storia bellissima di Luca disegnata da Francesca Aureli. Il prossimo albo sarà mio con Francesco Gaston ai disegni. Stesso formato prestigioso, 126 pagine a colori. Per il momento la frequenza decisa è di un albo all’anno. Dopo il mio arriverà un albo di Luca con Moroni, poi un albo di Luca con Luca stesso, che sarà probabilmente l’ultimo suo perché deve anche disegnare e non ha tantissimo tempo. In seguito un altro numero mio che tratterà il tema dei nani, disegnato da Marco Itri. Per cui svilupperemo questi sei albi in totale. Le Cronache hanno questo piano editoriale, poi vedremo se ci sarà altro in futuro ma abbiamo già parecchio.
Luca: Sì, l’avevamo già detto, le Cronache sono un ulteriore tassello nel mondo di Dragonero. Ci allontaniamo di secoli, se non di millenni, dalla linea narrativa della serie di Senzanima, andando a indagare sul passato mitologico e leggendario. I riferimenti sono tanti. Ad esempio all’ultima battaglia dei nani, quando furono disarmati dall’impero e divennero dei minatori. Oppure ai cavalieri Varliedarto, i cavalieri di draghi, nel momento in cui non ci sono più draghi e devono inventarsi qualcosa per sbarcare il lunario. O al Primo Popolo, che addirittura precedeva l’arrivo degli elfi che sembravano essere la genia originaria ma invece no, prima c’erano i draghi e poi questa popolazione che venne soppiantata dagli Elfi e noi raccontiamo una sorta di migrazione e di sostituzione. Un po’ come il Sapiens e il Neanderthal. I Neanderthal non si sono estinti ma si sono uniti con i Sapiens. Quindi sono sei albi in cui scaviamo nel passato e raccontiamo storie che sono parte integrante del nostro mondo, ma non hanno i nostri protagonisti come personaggi delle storie stesse.

Una domanda più generale. Attraverso il fumetto d’avventura voi ci raccontate anche la nostra realtà, affrontando tutti i temi centrali dell’attualità, dalla guerra al rispetto per le donne. Negli ultimi anni si è creata una sorta di separazione fra il fumetto d’avventura, seriale o meno, e narrazioni autoriali più intimiste. Come leggete questo momento del mondo fumetto?  
Stefano: Noi facciamo parte, con Dragonero, di quella fase narrativa in cui gli autori raccontiamo avventura, avventura fantasy. Quella è la base, poi chiaramente all’interno nel narrato mettiamo messaggi, situazioni che si possono ritrovare anche nella realtà e andiamo a toccare dei temi importanti. Però è chiaro che il motivo dominante del racconto rimane sempre quello di divertire, di appassionare eccetera. Luca invece quando fa cose sue è molto più specifico e va a toccare i temi anche di attualità in maniera più diretta.
Luca: Il fantasy non è fuga dalla realtà, il fantasy va a raccontare il nostro mondo in un mondo immaginario, lo ha fatto Tolkien, lo fanno tutti gli autori di fantasy. Ma anche nel cinema. Il cinema fantastico racconta la realtà, la fantascienza di Philip K. Dick racconta il nostro mondo. The Expanse, quella fantastica serie sia letteraria che televisiva, racconta la fantascienza sociale in maniera puntuale. Il genere non rifugge dalla realtà. Qualunque genere può raccontare qualunque cosa, il fantasy non fa eccezione. Lo vedete, noi parliamo della guerra e la guerra ha i suoi movimenti di profughi, i suoi movimenti di indurimento sociale, che è una reazione normale. È una cosa che io già facevo in Gea e che un sacco di autori hanno fatto, cioè raccontare col fantastico il nostro mondo. Il nostro scopo principale non è mandare un messaggio, come dice Stefano, ma raccontare avventure. Però nel momento in cui racconti un’avventura in un contesto sociale, bellico o politico, è ovvio che noi stiamo raccontando il nostro mondo perché le dinamiche sono sempre le stesse, che siano orchi, che siano unicorni, alla fine le dinamiche sociali e politiche sono sempre le stesse.

Del macro affresco editoriale di Dragonero non abbiamo toccato un’ulteriore tessera che lo compone, cioè i romanzi.
Stefano: I due romanzi pubblicati da Mondadori li abbiamo ripresi con Bonelli e abbiamo creato una sorta di prodotto light novel, cioè sono i romanzi con una ventina di illustrazioni, una a capitolo. Gianluca Pagliarani per il mio, La maledizione di Thule, Ludovica Ceregatti invece per quello di Luca, Il risveglio del potente.  Adesso stiamo un po’ incalzando il nostro direttore editoriale per andare avanti, perché quello che vorremmo fare è produrre altri libri. Pian pianino forse ci stiamo avvicinando, ne stiamo parlando ma non è scontato perché chiaramente Bonelli produce fumetti. Però ci teniamo e ci stiamo sforzando anche perché i lettori ce lo chiedono. Oltre a questo, lo sapete, abbiamo sviluppato un gioco di ruolo con diverse espansioni che, per il momento, è però fermo e ricordo invece che c’è il videogioco, Dragonero – l’ascesa di Draquir e che si trova su Steam. Insomma, ci sono varie iniziative collaterali.

Un’ultima domanda che stiamo rivolgendo indiscriminatamente a chiunque si sieda qua con noi. Voi usereste mai l’intelligenza artificiale nel vostro lavoro?
Stefano: Assolutamente no.
Luca: Manco morto.

Grazie per la disponibilità!

Intervista realizzata il 2 novembre 2025 a Lucca Comics & Games.

LUCA ENOCH

Luca Enoch, nato a Milano il 12 giugno 1962, inizia l’attività come grafico e illustratore sia nel settore editoriale che pubblicitario. L’esordio professionale avviene nel 1991 su Fumo di China, con la storia fantasy “Eliah”, mentre è del 1992 il breve racconto “Bersek”, uscito sull’Intrepido. Qualche mese dopo, dà vita, sulla stessa testata, a “Sprayliz”, una teenager amante dei graffiti urbani. In seguito realizza la striscia “Skaters” e il personaggio di “Piotr”.
Per Sergio Bonelli Editore dal 1995 scrive e disegna alcune storie di Legs Weaver e nel 1999 crea la miniserie in diciotto numeri Gea, che vede protagonista una ragazzina amante del rock e baluardo contro le invasioni di mostri da universi paralleli.
Per l’editore francese Les Humanoïdes Associés scrive “Morgana” illustrato da Mario Alberti, e “Rangaku”, per i disegni di Maurizio Di Vincenzo.
Nel 2007 pubblica per Sergio Bonelli Editore “Dragonero“, primo albo dei Romanzi a fumetti Bonelli, scritto con Stefano Vietti e disegnato da Giuseppe Matteoni. Nel 2008, conclusasi Gea, debutta Lilith, il suo nuovo personaggio. A giugno 2013 fa il suo esordio il mensile fantasy Dragonero, seguito dell’avventura raccontata nell’omonimo Romanzo a Fumetti, sceneggiato in coppia con Vietti.

STEFANO VIETTI

Stefano Vietti nasce a Chiari (BS) nel 1965. Nel 1992 crea, con altri autori di Brescia, la testata “Full Moon Project” (Edizioni Eden) e, in seguito, entra nello staff di “Lazarus Ledd” della Star Comics. Sempre per la Casa editrice perugina dà vita, nel 1994, alla testata fantascientifica “Hammer”.
Nel 1995 inizia a collaborare con Sergio Bonelli Editore scrivendo per Nathan NeverLegs WeaverZona XMartin MystèreGregory HunterGreystorm e Universo Alfa. Successivamente lavora anche per “Il Giornalino” e per Disney, sceneggiando alcune avventure della serie “Kylion”.
Nel 2007 Sergio Bonelli Editore pubblica “Dragonero“, primo albo dei Romanzi a fumetti Bonelli, da lui scritto con Luca Enoch e disegnato da Giuseppe Matteoni. Nel giugno del 2013 Dragonero diventa una serie mensile regolare, che dà poi vita anche allo spin-off giovanilistico Dragonero Adventures.

Giovanni Dacò

Giovanni Dacò

Da molti anni legge fumetti. Per pagarseli ha fatto anche il giornalista, il giardiniere, l’addetto stampa, il muratore, il direttore di riviste, l’agricoltore, lo scrittore.

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