Barks, Don Rosa e le molteplici vite possibili dei paperi

La Saga di Paperon de’ Paperoni
La Saga di Paperon de’ Paperoni raccoglie i dodici capitoli classici della biografia di Paperone, (ri)costruita da Don Rosa 1. A questi, se ne aggiungono altri, pubblicati a “Saga” ormai conclusa, che approfondiscono alcuni episodi o colmano lacune di questo primo blocco 2. Nell’introduzione a ciascuna storia, l’autore cita scrupolosamente gli spunti che ne hanno guidato la composizione, offrendo così una guida al proprio metodo di selezione ed interpretazione del materiale barksiano, composto da quelli che egli stesso definisce “fatti barksiani”. La stesura di questa biografia è stata, infatti, preceduta da un paziente lavoro di ricerca e ordinamento dei riferimenti alla vita del Vecchio Papero, disseminati nelle tavole di Barks. Leggiamo, infatti:
“Ho fatto un lungo elenco di tutti i fatti relativi alla giovinezza dello Zione, presenti nelle opere di Barks, compresi i pezzettini più oscuri. Poi ho organizzato questi fatti in ordine cronologico, mischiandoli con avvenimenti e personaggi storici reali, per dare al tutto una parvenza di autenticità” 3.

In questa opera, Don Rosa ricostruisce una (anzi “la”) biografia di Paperon dé Paperoni. Nel passo sopra riportato, l’autore dichiara di sfruttare, in maniera comunque critica, esclusivamente indizi che compaiono nelle opere di Carl Barks. Con questa scelta, Don Rosa seleziona un insieme ben definito di storie, che stabiliscono il contesto di riferimento della sua Saga. Le storie di Barks, cioé, diventano i documenti dai quali ricostruire la vita di Paperone, mentre il resto della produzione disneyana, che pure tratta vicende paperoniane, è rigettato a priori, alla stregua di testi apocrifi. Poiché Don Rosa svolge un lavoro di tipo storiografico, possiamo dire che tutto ciò che è al di fuori della produzione barksiana ha lo status di testimonianza, e quindi non è utilizzabile. Questa selezione è la regola di fondo del progetto di Don Rosa e, per i lettori, è necessario accettarla, così come si accettano le regole di un gioco.

Il progetto di Don Rosa
Il fascino (e l’ambizione) della ricostruzione di Don Rosa risiede sicuramente nell’idea alla base del suo progetto. Scrivere una biografia documentata di un personaggio come Paperone è, infatti, qualcosa di profondamente diverso rispetto a scriverne una serie di avventure, sia pure fra loro collegate, già familiari al lettore disneyano in forme diverse e molteplici. Ci sono, intanto, le avventure più antiche, che, pubblicate nella forma di strisce quotidiane, finivano per essere composte da un considerevole numero di puntate. Una delle più celebri avventure di Topolino, Topolino Sosia di Re Sorcio, si dipana per 159 strisce 5. Successivamente, riferendoci alle pubblicazioni italiane, abbiamo avuto moltissime storie suddivise in due puntate e storie d’occasione articolate in più parti (ad es. Paperolimpiadi di Scarpa in otto). Più recentemente, Silvia Ziche ha proposto storie suddivise in un “numero spropositato di episodi” 6. Ancora, non mancano saghe, che, con una loro specifica ambientazione e, addirittura, specifici personaggi, sfruttano una forma larvale di continuity. Si pensi alla serie de La Macchina del Tempo, col Dottor Zapotec ed il Professor Marlin, creata da Pezzin; o reinvenzioni dei ruoli dei personaggi, come nella serie dei Signori della Galassia di Pezzin e de Vita; o nel celebre Ciclo dell’Argaar, di de Vita e Michelini. Infine, abbiamo le collane basate su una sorta di ridefinizione dei personaggi classici, quali le varie incarnazioni di PKNA, Mickey Mouse Mistery Magazine, X-Mickey, nelle quali la continuity ha addirittura un ruolo strutturale. Questi esempi, ciascuno dei quali meritevole di un separato approfondimento, dimostrano che la Disney ed i suoi autori si sono confrontati con gran parte delle possibili strutture narrative. Ma, dal punto di vista del contributo all’immaginario disneyano, il progetto di Don Rosa ha un’ambizione qualitativamente diversa da quelli elencati. E la differenza è evidente: in questi, le narrazioni hanno a che fare con cronache del presente (narrativo) dei personaggi; eventualmente di un presente parallelo, reinventato 7. L’obiettivo di Don Rosa è la ricostruzione del passato, e intende definire in maniera univoca, definitiva, le origini di un personaggio e del mondo ad esso collegato 8.
Saghe delle origini
La Saga di Paperon de’ Paperoni è un racconto delle origini, che, nel mondo disneyano, non ha eguali.
A questo proposito, è interessante il confronto fra l’opera di Don Rosa e la saga Storia e Gloria della Dinastia dei Paperi di Guido Martina, per i disegni di Carpi e Scarpa 9. In questo lavoro, le storie abbracciano un arco di tempo lunghissimo, che va dall’Egitto dei faraoni ai giorni nostri. Gli autori italiani mostrano il dispiegarsi, attraverso le generazioni e le civiltà, delle lotte fra gli antenati di Paperone e dei nipoti ed i loro nemici classici, quali gli avi dei Bassotti e quelli di Rockerduck. Notiamo che gli ultimi due episodi si sovrappongono alla cronologia proposta da Don Rosa, e raccontano una biografia paperoniana totalmente diversa: in essa, ad esempio, Paperone risulta nato durante la corsa all’oro. Tuttavia, al di là di questa coincidenza temporale, è proprio il senso della storia ad essere diverso. Quella degli autori italiani è, infatti, una saga che rispetta la tradizione disneyana di rifiuto della continuity, poiché è indipendente da qualsiasi altra vicenda dei paperi. Racconta, cioé, una storia il cui status è il medesimo di qualsiasi altra storia. Al contrario, Don Rosa intende, per così dire, raccontare una storia più Storia delle altre.
The Life and Times of $crooge McDuck (according to Mr. Barks?)

Infatti, ribadiamo, il mondo barksiano dei paperi non appare avere una storia; ovvero, le opere di Barks, non si basano su alcuna forma di continuity. Con questo intendiamo che le situazioni contingenti, che costituiscono il contesto iniziale delle varie storie, non dipendono da eventi narrati nelle storie precedenti. Fatti salvi i lineamenti caratteriali generali dei personaggi, ogni loro conquista sembra azzerarsi nel periodo che trascorre tra due storie successive.
Per chiarire il concetto, vediamo due esempi: alla fine di Paperino ed il sentiero dell’Unicorno, troviamo Paperino ed i nipotini arricchiti, che sbeffeggiano Gastone da una sterminata limousine 10; al termine di Paperino Rabdomante, l’intraprendente papero si lancia nell’attività, che si ha ragione di supporre assai lucrosa, di trovatore d’acqua 11. Ebbene, nelle storie successive, di questi eventi non c’è memoria: ogni volta, ritroviamo Paperino nelle sue tipiche condizioni di squattrinato; né abbiamo notizia d’eventi che abbiano causato la sparizione di quelle ricchezze. Non esiste, in pratica, una continuità narrativa fra queste due storie e l’una potrebbe esistere senza l’altra.
Il progetto di Don Rosa, invece, consiste nel selezionare un gruppo di storie e di riferimenti (citazioni) e di costruire (nella sua ottica, ricostruire) ciò che è successo o giustifica gli eventi dei racconti di partenza. L’insieme delle storie selezionate da Don Rosa finisce, allora, per costituire un blocco omogeneo, un’isola rocciosa che emerge dal mare della produzione barksiana; un mondo circoscritto, nel quale, però, il lettore può aggirarsi ed interrogare i fatti narrati; un mondo, quindi, più solido, più reale del resto dell’universo barksiano.
Paperone nel mondo reale

Come conferma Don Rosa, nella frase che abbiamo citato all’inizio, si tratta dello stratagemma classicamente sfruttato dai romanzi d’ambientazione storica: tramite la verosimiglianza storica si tenta, da una parte, di avvolgere il lettore nel clima di un’epoca (non si pensi solo a Walter Scott o Georgette Heyer, ma anche al Forsyth de Il giorno dello sciacallo, o alla serie di telefilm di Spielberg su Il giovane Indiana Jones) – magari offrendo un punto di vista ironico su personaggi ed eventi; dall’altra, s’intende suscitare un senso di spiazzamento, una fascinosa area grigia nella percezione del reale. Nella lettura, all’interno della sospensione dell’incredulità, si crea quindi un’area condivisa fra il mondo reale (subìto) e l’immaginario fantastico (vissuto) del lettore.
Il passare del tempo e l’anello di congiunzione

D’altra parte, l’effetto del tempo sulla fibra del grande papero è realisticamente messa in evidenza nell’ultimo racconto della Saga, che costituisce l’anello di congiunzione con la tradizione barksiana 16.
Da quest’episodio, traiamo alcuni spunti interessanti sulla gestione della continuity. Don Rosa rispetta la cronologia barksiana ed ambienta l’episodio nel famigerato Natale 1947. Paperone ha 80 anni, logorato ed ormai sul viale del tramonto. A tal proposito, lo stesso Barks ammise di
“averlo raffigurato troppo vecchio e decrepito. Più tardi scoprii che avrei dovuto renderlo più attivo; non potevo pensare che un vecchietto come quello potesse fare tutte le cose che volevo fargli fare”.
Il successo del personaggio aveva infatti messo il suo creatore nel medesimo imbarazzo in cui, in Italia, alcuni decenni più tardi, si troveranno Berardi e Milazzo con il loro Ken Parker, che debutterà anziano, per ringiovanire dal secondo episodio 17. Barks risolse il problema, esattamente come lo risolveranno i due autori italiani: ne prese atto e lo ignorò. Don Rosa, in coerenza al proprio approccio non può fare altrettanto. Decide, quindi di narrare la rinascita di Paperon dé Paperoni, quasi una sorta di Ultimate Uncle Scrooge, che permetta di giustificare la frenetica attività che colmerà la vita di Paperone negli anni a venire.
Conclusione (?)
Con La Saga di Paperon dé Paperoni, Don Rosa ha reso un omaggio a Barks e al mondo dei paperi da Barks creato. Il suo lavoro di ricostruzione lo ha portato a scrivere storie appassionanti in sé; l’introduzione di una continuity ha fornito un contesto narrativo, che dona un fascino aggiunto alle vicende di un personaggio amato come Paperone. Questo fascino è tanto più intenso per i lettori delle vicende disneyane, che della continuity sono abituati a fare tranquillamente a meno. Essi, infatti, si trovano a confrontarsi con un immaginario sottilmente diverso da quello abituale, che offre loro tanto il piacere dell’avventura, quanto il gusto della riscoperta e dell’esplorazione di un mondo considerato noto, e forse dato fin troppo per scontato.
Riferimenti
Due link utili, per sviscerare il mondo di Don Rosa:
– il sito “ufficiale” della saga, gestito da Dan Shane;
– DuckHunt, gestito dal gruppo D.U.C.K.hunt.
Siti in italiano
– I.N.D.U.C.K.S. – Il censimento dei fumetti Disney in Italia
– Il progetto Papersera – il giornale sul mondo dei fumetti Disney
Ringraziamenti
Un ringraziamento doveroso a Fabio Postini, che ha seguito e stimolato passo passo la stesura di questo articolo; naturalmente, resto responsabile di qualsiasi opinione, errore, impecisione od omissione.
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Don Rosa, Progetto D.U.C.K. – Tesori International #1, Panini. Nelle altre voci faremo riferimento al primo volume indicandolo come DUCK. ↩
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Don Rosa, DUCK, Ma la Saga non finisce qui… – Tesori International #2 ↩
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Don Rosa, Alberto Becattini, DUCK: Guida alla Saga di Paperon de’ Paperoni. ↩
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Aa. Vv., Carl Barks l’Uomo dei Paperi – Walt Disney Italia – TuttoDisney n.18 (2001). ↩
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Floyd Gottfredson, Ted Osborn, Merril de Maris, Topolino Sosia di Re Sorcio, Anni d’oro di Topolino #2. ↩
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Silvia Ziche, Il papero del mistero. Papernovela in un numero spropositato di episodi. Panini Comics (2014). ↩
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In effetti, il tempo disneyano ha una complessità maggiore di quanto qui schematizzato. Nondimeno, il cuore dell’argomento resta, a nostro parere, valido. ↩
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A livello di mera curiosità, è interessante segnalare la parallela ricerca di Don Rosa della storia della propria famiglia, come raccontò ad esempio Luca Boschi in occasione della visita dell’artista al Comicon 2016. ↩
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Guido Martina, Giovan Battista Carpi, Romano Scarpa, Storia e Gloria della Dinastia dei Paperi. Cofanetto Panini Comics (2017). ↩
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Carl Barks, Paperino ed il sentiero dell’Unicorno. In La Grande Dinastia Dei Paperi Vol. 1 – Uack #33 (Uack presenza Paperopoli #10). ↩
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Carl Barks, Paperino Rabdomante. In La Grande Dinastia Dei Paperi Vol. 43. ↩
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Don Rosa, DUCK: Cap X – L’invasore di Forte Paperopoli. ↩
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Don Rosa, DUCK: Cap II – Il signore del Mississipi. ↩
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Don Rosa, DUCK: Cap X – L’invasore di Forte Paperopoli. ↩
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Carl Barks, Paperino e l’amuleto del cugino Gastone. In La Grande Dinastia Dei Paperi Vol. 5 – Tesori International #5. ↩
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Don Rosa, DUCK: Cap XII – Il papero più ricco del mondo. ↩
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Giancarlo Berardi, Ivo Milazzo, Ken Parker Vol. 1, Panini Comics (2003). ↩



