
Si tratta di una delle prime prove disneyane firmate da Pietro Zemelo, noto in particolare come autore del webcomic Magnifico!, e per l’occasione lo sceneggiatore si attiene agli stilemi più standard di questo tipo di avventure: un vago mistero, una civiltà perduta, risoluzione dell’arcano. Il setting non può che ricordare immediatamente la barksiana Zio Paperone e la dollarallergia, dove i Paperi venivano a contatto con una comunità nascosta al resto del mondo e dallo stile di vita semplice e felice, mentre il tema della memoria perduta da chi viene a contatto con Zobeide richiama da vicino un’altra storia di Carl Barks, Zio Paperone e le sette città di Cibola. Nel complesso l’avventura di Zemelo risulta quindi pesantemente debitrice di questi riferimenti, pur rivelandosi piacevole soprattutto nella caratterizzazione dei protagonisti, Paperone in testa, e dei rapporti tra di loro.
Le tavole di Alessia Martusciello sono altalenanti, alternando vignette nelle quali i personaggi assumono espressioni curate ad altre in cui appaiono meno riusciti a livello di character design. Nel complesso è una prova in linea con la media qualitativa dell’artista, con alcuni guizzi nelle illustrazioni riguardanti la città di Zobeide tra edifici e ambientazione.
Su Zio Paperone e le meraviglie di Zobeide abbiamo posto qualche domanda ai due autori, Pietro Zemelo e Alessia Martusciello.
Puoi parlarci della genesi di questa storia?


Nei primi anni di collaborazione disneyana mi commissionarono il 70% di storie del grande Rodolfo Cimino. Ha lasciato nei nostri cuori storie memorabili che hanno e influenzano artisticamente tutti noi e continuano ad essere un punto fermo nelle nostre rappresentazioni paperopolesi.
Zobeide rappresenta per me ancora quel mondo dove la ricerca di qualcosa di unico e prezioso è il motore potente per scoprire mondi nuovi e avventure che non dimenticheremo.
Su quali caratteristiche del personaggio di Paperone ti sei voluto/dovuto concentrare per questa storia?
Pietro: Inizialmente lo tengo fuori dall’avventura. Altri vanno a cercare la città delle meraviglie al posto suo, ma quando la spedizione non torna e le cose si fanno misteriose… arriva il suo momento di entrare in scena!
La storia parla di temi abbastanza tipici, nelle storie di Paperone: avventura, ricchezza e famiglia. La vicenda lo porta a buttarsi nell’azione, poi a perdere letteralmente la testa per l’oro e, infine, a riscoprire il prezioso affetto dei nipoti. Paperone non risolve la situazione… è la famiglia (il suo tesoro più prezioso) a farlo.
Alessia: Sul Paperone classico, avventuroso e spavaldo, quello che non si perde mai d’animo pur di arrivare dove vuole.
Qual è per te l’essenza di Paperone, in cosa rintracci le fondamenta del personaggio?

Nelle storie di Barks emerge potentissimo un concetto: il cuore d’oro di Paperon de’ Paperoni. Un cuore che cerca di nascondere a tutti i costi, per apparire come il più duro dei duri e il più furbo dei furbi quando è, in realtà, un personaggio incredibilmente umano.
Secondo me è molto importante, per chi vuole scrivere le sue storie, non dimenticare questo aspetto e non confonderlo con la percezione che a volte si ha: un tirchio e avido vecchio che ama le ricchezze. Nulla di più lontano da questa caratterizzazione!
Lo Zione ha più cuore di chiunque altro. Ogni suo centesimo è memoria di un’avventura o di una sfida superata; è un padre a tutti gli effetti per Paperino (indimenticabile la lezione morale che lo zio impartisce al nipote ne Il ventino fatale, quando non gli nega un prestito, a patto che Paperino si procuri l’altra metà della somma richiesta) e, parafrasando Rockerduck (ne Il Deposito sotto A.S.S.E.D.I.O., scritta con l’amico Vito Stabile):
Paperone e il Deposito ci ricordano che le grandi imprese possono compiersi; che i sogni si realizzano, se accompagnati da tenacia e forza di volontà. Sono sempre stati uno sprone per i pigri e un esempio di sacrificio e duro lavoro.
Questo è il Paperone che mi piace e che amo scrivere.
Come i migliori personaggi (Disney e non), dopo ben settant’anni ha ancora tanto da dire e da fare e io non vedo l’ora di scoprire le sue prossime avventure!
Alessia: Zio Paperone fondamentalmente è anche un po’ ligure (come lo sono io e una marea di altri colleghi). È lo zio ma anche il nonno dei paperi, quello più conservatore, il più taccagno ma quello che mantiene sempre l’entusiasmo e parte! Quello che anche “ricattando” vuole sempre avere la sua famiglia accanto.
Abbiamo parlato di:
Topolino # 3117: Zio Paperone e le meraviglie di Zobeide
Pietro B. Zemelo, Alessia Martusciello
Disney-Panini, 25 agosto 2015
164 pagine, brossurato, colori – 2,50 €
Scheda Inducks










