2.
E’ notte, sono solo nella mia casa di campagna. Esco sul patio e fisso lo sguardo diritto davanti a me, perso nel mare senza fine delle stelle che affollano il cielo. E’ come una Radiosa Illusione… (C.L. Moore, Radiosa Illusione, 1989, in: Il senso del meraviglioso, Grandi Opere Nord 17, Editrice Nord)
La seconda veduta si chiama Stupore. Di che materia è fatto, lo stupore?
Difficile dirlo, ma Nathan lo sa.
Come potrebbe altrimenti accendersi il cuore quando lo segue nelle sue tante storie? Narrami, o Sherazade, le tue mille e una storia, con le quali incantasti il Sultano.
Certo, bisogna essere un po’ ingenui per provare il vero stupore. (“Se non ritornerete come bambini.”, ricordate?). La stessa ingenuità degli anni d’oro della Fantascienza, nella quale tutte le storie erano possibili…
E al diavolo l’incredulità! Come in Una voce dal passato, NN #33.









