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Luci e ombre nel quadrante sconosciuto di Nathan Never

24 Aprile 2026
La minisaga “Il quadrante sconosciuto” si chiude con “Il tempo degli eroi”: Vigna e Bertolini tirano le somme in un universo neveriano (forse) rivoluzionato.
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Il tempo degli eroi chiude Il quadrante sconosciuto, la minisaga orchestrata da Bepi Vigna che ha proposto un racconto ampio e con una posta in gioco via via sempre più alta. Prende così forma un nuovo ordine mondiale costretto a confrontarsi con una presenza aliena massiccia e ostile che sembra favorire la positiva alleanza fra Terra e Marte.
L’albo sviluppa una tensione crescente con l’azione che si alterna fra scenari e punti di vista: dal pianeta 1.1 a Titano, da Marte alla Terra tra base operativa dei fanti spaziali, Agenzia Alfa, Dipartimento militare e Accademia spaziale. Nathan, Legs, Sigmund, Darver, Kyomi e gli altri sono chiamati a decisioni difficili, spesso foriere di sacrifici in un clima bellico che non favorisce la speranza ma al quale si contrappone, nella sua drammaticità, il sogno dei giovani cadetti guidati da Kora che hanno attraversato l’intera saga a partire da Hacker.

Strategia, ricerca scientifica e diplomazia convergono verso un’ora buia e critica per l’umanità, con Vigna che chiude la saga cercando di riportare in parte le cose allo status quo, ma con una nuova continuity da sviluppare. Si muove in questa direzione il post finale in stile “newspaper”, utile a ricomporre i vari fili e rilanciarli verso il futuro della serie.

Ai disegni Max Bertolini firma tavole di forte impatto visivo, come la doppia splash a pagine 10 e 11 che evidenzia l’imponenza delle forze aliene. La recitazione dei personaggi, sia principali sia secondari, è solida e incisiva, con qualche dubbio fisionomico su un Darver che appare talvolta ringiovanito e meno riconoscibile del consueto, ad esempio a tavola 56.

Sul piano tematico la saga si è mossa nelle coordinate classiche della fantascienza, con richiami evidenti all’Heinlein “militare” di Fanteria dello spazio o, per citare opere più recenti, al ciclo Lost Fleet di Jack Campbell che mette al centro temi come il destino collettivo, il peso delle scelte e il sacrificio individuale. Non è mai mancato un riflesso dell’attualità, con lo sceneggiatore che ha sempre posto l’accento – emblematico è il generale Bradford – a una cultura (o un culto?) della forza e dell’arroganza che attraversa anche il presente.

Con Il tempo degli eroi Vigna confeziona una chiusura coerente con una saga densa e ambiziosa, che risolve molti snodi ma ne lascia aperti molti altri. È questo l’aspetto che costringe a porsi qualche domanda, soprattutto alla luce di precedenti stravolgimenti del mondo neveriano – come quello culminato con la rocambolesca “scomparsa” dell’ex direttrice Elania Elmore – che non hanno ancora trovato vera chiusura, né sul piano narrativo né su quello delle conseguenze psicologiche per i personaggi (dell’eroe che perde la sua purezza e di un Nathan “oscuro” abbiamo parlato qui e qui).Riguardo il trattamento dei protagonisti invece, Il quadrante sconosciuto ha proposto una bella alternanza di ruoli e di condizioni emotive, offrendo sviluppi interessanti ad esempio per Sigmund, inedito direttore dell’Accademia, e per Legs che, probabilmente per la prima volta nella sua storia, non ha sparato nemmeno un colpo durante un conflitto. Più discutibile l’ascesa di Janine Spengler, ora “battezzata” direttore del Consiglio di Sicurezza, che rischia di incrinare quella sospensione dell’incredulità necessaria al coinvolgimento del lettore. Se non di tutti almeno di quelli della prima ora che, nel corso del tempo, hanno visto il personaggio attraversare ruoli, vicende personali e carriere molto diverse.

Abbiamo parlato di:
Nathan Never #419 – Il tempo degli eroi
Bepi Vigna, Max Bertolini
Sergio Bonelli Editore, aprile 2026
96 pagine, brossurato, colori – 5,80 €
ISSN: 977112157300160419

Giovanni Dacò

Giovanni Dacò

Da molti anni legge fumetti. Per pagarseli ha fatto anche il giornalista, il giardiniere, l’addetto stampa, il muratore, il direttore di riviste, l’agricoltore, lo scrittore.

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