Elisabetta Gatti

Elisabetta Gatti

Classe 1996 e di stanza nella luminosa Bari, impara ad amare in tenera età la sacra arte del disegno grazie a qualche sporadico acquisto paterno di “Texiana” memoria. E’ però con Dylan Dog, e soprattutto Diabolik, che si consacra appassionata di fumetti, dando il via alla corsa. Strada facendo, più avanti nel tempo, il percorso si fa più tortuoso e quei pochi volumi in casa non bastano più: ha dunque inizio un lungo viaggio lastricato da manga d’ogni genere, da anime, da cartoni animati e albi americani, dal collezionismo sfrenato di figure statiche giapponesi e da alcuni di quei graphic novel che probabilmente finiscono solo per cambiarti la vita. Altre sue gigantesche passioni – e qualcuno oserebbe forse dire ossessioni – sono la letteratura, la cinematografia, il diritto, le lingue (con un fluente inglese e un tedesco che è terza lingua ormai) e la musica hard rock/metal. Fra scuola, fan-writing, role-playing, spettacoli in cui mette in pratica le proprie discrete capacità canore, fiere del fumetto e nottate spese sui videogiochi, cerca, come tutti a questo mondo, di ricavarsi il proprio spazietto nel mondo. E magari, nel tempo libero, anche di essere felice.

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