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David Messina e Wonder Woman: un italiano a Themyscira

Dopo tante collaborazioni in giro per il mondo, David Messina ci racconta com’è disegnare l’Amazzone più famosa di tutti i tempi e lavorare in America.

, originario di Roma, lavora nel mondo del fumetto da più di quindici anni. Esordisce con 2700, si sposta poi alla Star Comics occupandosi dei disegni di uno speciale di Lazarus Ledd. Successivamente realizza alcuni fumetti erotici per il mercato fumettistico francese e approda infine sul mercato statunitense, per il quale realizza diverse serie, tra cui Buffy. Ha lavorato per Marvel, Image, IDW e , dopo aver lavorato su Catwoman, è diventato il nuovo disegnatore regolare di .

Ciao, David! Grazie per averci dedicato un po’ di tempo, sappiamo che sei molto impegnato in questo periodo. Congratulazioni per essere tornato a far parte di nuovo della famiglia DC! Dopo Catwoman, adesso Wonder Woman. Come sei entrato a contatto col progetto?
Grazie a voi, è sempre un piacere fare 2 chiacchiere!
Il “come”  è legato in qualche modo a Catwoman. Rebecca Taylor, la mia editor su Catwoman, è adesso l’editor di Wonder Woman. Con Tay (il suo soprannome) ci eravamo trovati particolarmente bene a lavorare assieme, soprattutto perchè condividevamo una certa visione della figura femminile nel fumetto, lontana da stereotipi e oggettificazioni. Da un po’ d tempo aspettavamo una nuova occasione per poter lavorare di nuovo assieme e l’occasione è arrivata con Wonder Woman!

Eri in qualche modo già legato all’Amazzone prima di questo progetto? Avevi una certa affinità col personaggio?
Il mio legame con il personaggio, a parte un amore viscerale nei confronti della mitologia greca che mi porto appresso fin dalle elementari, non è mai stato particolarmente forte. Ho amato molto il volume di Grant Morrison e Yanick Paquette, Wonder Woman – Terra Uno, il ciclo di Brian Azzarello e Cliff Chiang e ho apprezzato quello di George Perez, ma credo che in particolare la serie di copertine realizzate da Adam Hughes sia la cosa di Wonder Woman che più porto nel cuore.

David Messina e Wonder Woman: un italiano a Themyscira

Che cosa ci puoi dire della sceneggiatrice Shea Fontana, com’è collaborare con lei?
Siamo ancora agli inizi, presto faremo dei briefing per discutere che approccio avere sul personaggio ma ancora non posso dire granché!

Non sei però l’unico italiano nel team di Wonder Woman: Mirka Andolfo ha firmato due numeri di WW. Hai avuto occasione di ricevere qualche prezioso consiglio da lei?
Non abbiamo ancora avuto modo di parlare.

Ti approccerai a Wonder Woman in modo diverso rispetto ai tuoi precedenti lavori DC?
Sicuramente il punto di vista “etico” sarà lo stesso che ho avuto su Catwoman dove ho cercato di far emergere i diversi aspetti della donna che è Selina, cercando di non rappresentarla soltanto come una pin-up in latex e basta. Dal punto di vista stilistico, ci sto ancora ragionando sopra. Vorrei fare qualcosa di diverso, più vicino al lavoro dell’illustratore J.C. Leyendecker, con un approccio solare come ispirazione, lontano da quello di Norman Rockwell e dei noir anni ’50 di tradizione hollywoodiana che invece erano alla base del mio lavoro su Catwoman. Ma in tutta sincerità sto ancora studiando.

Cosa pensi dell’attuale versione fumettistica di Wonder Woman? C’è qualche particolare cambiamento che vorresti apportare, visivamente o meno?
Trovo sia un personaggio potentissimo così come è. Il nuovo costume è elegantissimo e i disegnatori che mi hanno preceduto sono notevoli e molto bravi. Al momento penso che il personaggio abbia trovato una cifra estetica riuscita e credo che gli apporti che darò saranno minimi, tutti indirizzati a sottolinearne l’eleganza e l’imponenza.

David Messina e Wonder Woman: un italiano a Themyscira

Hai avuto occasione di vedere il film di Wonder Woman? Che ne pensi?
Si, ho avuto occasione di vederlo in anteprima. Ho trovato lei meravigliosa, ma l’approccio alla mitologia greca ed alla scena bellica della prima guerra mondiale alquanto sconfortanti. Volendo avvicinarsi a certe tematiche, mi piacerebbe vedere una maggior cura.

Non è facile approcciarsi a personaggi con tanta storia editoriale alle spalle, passati per la matita di tanti artisti. Quale credi sarà l’impronta personale che darai al personaggio?
Devo cominciare a lavorarci sopra, e per adesso mi accontento di non correre via in preda al panico!

Quali sono le caratteristiche di Wonder Woman che proverai a sottolineare?
Personalmente vorrei trovare un modo per sottolineare la potenza visiva dell’amazzone, senza perderne la femminilità. E’ una guerriera ed è un personaggio dai forti connotati erotici e, nel mio modo di vedere, le donne che amo raccontare – anche quelle all’apparenza più fragili – racchiudono queste due caratteristiche. In Wonder Woman questi aspetti sono fondanti del personaggio per retaggio e simbolismo. Trovare un equilibrio tra i due elementi, sottolineandoli come meritano senza il prevalere dell’uno o dell’altro, è sicuramente la sfida più grande.

Preferisci dedicarti alle scene introspettive o a quelle di azione pura?
In entrambe mi trovo a mio agio. Amo particolarmente quando le scene di azione sono fuori scala, coinvolgendo mostri o tecnologie gigantesche, usando scenari metropolitani devastati o comunque scenografie suggestive, riuscendo così ad attingere a immagini potenti ed evocando quel sense of wonder di kirbyana memoria che ho sempre amato!

Per Wonder Woman lavorerai solo alle matite o anche alle chine? Hai già avuto contatti con il colorista e l’inchostratore? Come pensi lavorerete insieme?
Per WW, scadenze permettendo, sarò matitista e inchiostratore.
Di recente, durante l’ARF, ho avuto modo di frequentare una masterclass di Giuseppe Palumbo sulla inchiostrazione e non vedo l’ ora di rimettermi al lavoro anche su questo aspetto. Il colorista sarà lo stesso che sta lavorando attualmente con Mirka, credo. Quando posso cerco di colorarmi da solo (come ho fatto su Rom) oppure di lavorare con coloristi che apprezzo molto. In DC, appena ho l’occasione, cerco sempre di lavorare con Romulo Fajardo JR e con Moreno Dionisio che reputo tra i migliori coloristi in circolazione.

Lo stile di sceneggiatura all’americana aumenta la vostra responsabilità come disegnatori, dovendo decidere voi inquadrature e divisione in vignette?
In realtà, questa storia dello stile di sceneggiatura “all’americana” è un pò una leggenda urbana. In dodici anni ho lavorato per Marvel, DC, Image e IDW e con vari sceneggiatori e solo una volta, su ROM (dove però c’era anche un rapporto di stima e una decennale amicizia con Chris Ryall e Christos Cage) ho lavorato su questo tipo di sceneggiatura “libera”. Di solito ricevo script completi, qualche volta dettagliati all’inverosimile.
Quando sono fortunato, lo sceneggiatore mi lascia la libertà di interpretare, ma non sono mancati i casi in cui ho dovuto seguire in maniera pedissequa script e riferimenti. Quando sono più libero, il lavoro cambia profondamente perchè hai modo di costruire una tua personale narrazione e visione della storia, gestendo il ritmo nella maniera che reputi più appropriata. Personalmente amo molto lavorare in questa maniera!

Prendi le redini grafiche della collana da una coppia di disegnatori come Liam Sharp e Nicola Scott, caratterizzati da uno stile molto diverso ma che hanno connotato entrambi questo primo anno di Rinascita di Wonder Woman. Hai guardato al loro lavoro prima di metterti a disegnare? Farai tue alcune caratteristiche grafiche che hanno improntato questo ultimo anno di storie?
Mi sto procurando gli albi, al fine di studiare quanto fatto da loro e capire cosa innovare all’interno della serie. Sono entrambi due ottimi disegnatori e penso che sia giusto e doveroso studiare il loro lavoro prima di cominciare. Questa è una cosa che faccio sempre, e se si tratta di un progetto su licensing cerco di vedere quanto più materiale possibile (televisivo, cinematografico o fumettistico). La reputo una imprescindibile forma di rispetto verso i lettori.

David Messina e Wonder Woman: un italiano a Themyscira

Hai lavorato anche in Marvel Comics: hai trovato differenze da un punto di vista professionale rispetto alla DC Comics? Per esempio, l’approccio dell’editor verso il tuo lavoro è lo stesso o ci sono dinamiche professionali diverse?
La differenza principale tra le due case editrici è l’ingerenza della figura dell’editor tra le due case editrici. Nella mia esperienza, in Marvel, solitamente si è un po’ lasciati a se stessi, che se da una parte è un bene per via della grande libertà creativa, dall’altra ti fa percepire uno scarso interesse nei riguardi di quello che stai facendo (sempre a patto che tu lo faccia entro la scadenza stabilita).
In DC invece gli editor vogliono controllare ogni step, dai layouts, alle matite, fino alle chine, discutendo con te su ogni scelta e: se da una parte ti senti maggiormente coinvolto nel progetto, dall’altra avverti una certa “ingerenza” nel tuo lavoro. Trovare un equilibrio non è mai semplice, ma in entrambe le case editrici cerco sempre di portare gli editor a lavorare alla mia maniera, mostrando un atteggiamento più pignolo del loro, con una cura ossessiva dei dettagli ma pretendendo più libertà creativa possibile!

Hai progetti futuri che vorresti condividere con i nostri lettori?
Al momento sto chiudendo la mia run su ROM (per la IDW) che dovrei continuare parallelamente a Wonder Woman per alcuni mesi e con i miei soci del Kaiju Club siamo al lavoro su un’edizione da libreria di Yamazaky18years Vol.3 (riveduta e corretta) e sul quarto volume di Yamazaky18years in uscita alla prossima Lucca Comics, sempre con Manfont

 

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