
Bruno Enna è qui alla sua prima sceneggiatura ma già dimostra uno spirito arguto nel comporre una trama, riuscendo a muoversi negli spazi lasciati liberi da eventi classici e visti più volte, ribaltandoli e dando loro nuovi punti di vista con cui giocare. Il Paperone combattivo, spietato contrattatore e bisognoso di spuntarla sempre è coerente con il ritratto del personaggio, così come lo è nell’evoluzione caratteriale che conosce nella conclusione.
Inoltre le varie gag che costellano i tentativi di risoluzione della faccenda sono genuinamente divertenti e in alcuni punti quasi paradossali, garantendo un buon ritmo alla vicenda.
Alessio Coppola ritrae la storia con il suo stile classico e di chiara ispirazione cavazzaniana, accompagnando senza scossoni la sceneggiatura di Enna.
Su Zio Paperone e la sindrome contrattuale abbiamo posto qualche domanda ai due autori, Bruno Enna e Alessio Coppola.
Puoi parlarci della genesi di questa storia?

Alessio: Premettendo che il termine “genesi” appare più appropriato se riferito al lavoro di Bruno piuttosto che al mio, potrei parlare casomai del passaggio attraverso il quale la storia già “generata” prende le forme del fumetto vero e proprio. La cosa sarebbe anche facile, ma lo sviluppo del mio lavoro si rimodella di volta in volta su ritmi creativi sempre diversi, quanto diverse sono tra loro le sceneggiature che disegno. Dopo vent’anni dalla prima pubblicazione, ricordo solo di essermi divertito molto a disegnare questa storia. Bruno ha una scrittura bellissima, un equilibrio creativo, fantasioso e logico perfetto nella narrazione, c’è tanta varietà di ambienti e situazioni che ti mettono nella migliore condizione per disegnare.
Su quali caratteristiche del personaggio di Paperone ti sei voluto/dovuto concentrare per questa storia?

Alessio: Le caratteristiche del personaggio di Paperone sono quelle che conosciamo tutti. Sicuramente la “sindrome”, la patologia, dà modo di espandere le capacità espressive del personaggio e ho cercato di utilizzarne quante più potessi; spero di esserci riuscito. In un passaggio della storia, ho colto una gradita citazione di Zio Paperone e la dollarallergia di Carl Barks (1954), in cui Paperone riesce a pervertire un’intera popolazione fino ad allora mai dedita al denaro e al commercio. Il paradosso sottile, come nella storia scritta da Bruno, è che in realtà ci riesce utilizzando la parte sana di sé, e non quella malata!
Qual è per te l’essenza di Paperone, in cosa rintracci le fondamenta del personaggio?
Bruno: Credo che Paperone sia il personaggio che amo di più, fra tutti i personaggi Disney (ebbene sì, persino più di Paperino e Topolino). Non è solo per via del suo umorismo caustico, della sua proverbiale e impagabile tirchieria, ma è soprattutto per il suo immenso cuore d’oro (zecchino, senza alcun dubbio) nascosto dietro una scorza apparentemente impenetrabile. Le storie di Barks lo hanno consegnato al mondo e quelle di Don Rosa alla leggenda, ma egli incarna soprattutto l'”effetto Scrooge“, che ormai fa parte del nostro DNA. Sono queste le sue fondamenta. Eppure, al contrario del personaggio di Charles Dickens, Paperone non cambia nel profondo (diventando melenso e addirittura generoso) e non c’è fantasma del presente, passato o futuro che possa smuoverlo. Chi si ferma in superficie lo vede quasi come un personaggio negativo (mi è capitato di discutere con un lettore distratto, convinto di poterlo annoverare addirittura tra le file degli antagonisti), ma lui è forse il più positivo di tutti. Non è ipocrita, ma è sempre sincero. Non ha bisogno dell’approvazione altrui e neppure di mostrarsi per ciò che non è. Non è falso e dice quello che pensa. Non si lascia andare a falsi buonismi, perché è già buono, ma di una bontà profonda, schietta, genuina. Paperone è Paperone e sarà ancora lui quando noi, invecchiando, inevitabilmente cambieremo.
Alessio: Be’, l’essenza di Paperone è semplicemente contenuta nella tracotanza del suo nome: Paperon de’ Paperoni. Le fondamenta risiedono in ciò che ho scritto sopra, anche di fronte al suo peggiore stato fisico o mentale, anche nelle situazioni più improbabili, l’avidità e la smania di denaro emergono e sopravvivono su tutto, senza mai smentirsi.
Abbiamo parlato di:
Topolino Sunny Edition: Zio Paperone e la sindrome contrattuale
Bruno Enna, Alessio Coppola
Panini Comics, giugno 2016
370 pagine, brossurato, colori – 7,90 €
Scheda Inducks










