Il mio rigetto per Jacovitti è cominciato da bambino, con il primo sguardo su una sua tavola; può essere stata una pagina di diario, piuttosto che di fumetto: negli anni ’70 (1970!) il diario Vitt andava forte (per me no, io avevo il diario di Linus, ma questa è un’altra storia). Il malessere che le tavole di Jacovitti mi provocano è prima di tutto fisico: qualcosa allo stomaco, un’allusione di nausea, che mi costringe a distrarre lo sguardo, a fissarlo
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