Alla Deriva: Le Indagini del Vicequestore Calveri è un’autoproduzione dei due autori, Domenico Bucarelli (storia e testi) e Gaetano Partinico (disegni e progetto grafico).
Alla Deriva: la storia
Calveri è l’uomo delle sfumature grigie, uno che non crede nelle risposte facili, uno che sa bene quanto la linea tra il bene e il male sia talmente sottile da confondersi con l’orizzonte del mare che separa il giusto dal colpevole. E, inevitabilmente, anche lui si chiede se non sia in qualche modo colpevole di aver attraversato quel confine.
Noir a colori
Nel convulso panorama editoriale letterario di oggi, specie nel settore del fumetto, pubblicare per il grande pubblico diventa sempre più difficile e complicato: per questo, Domenico Bucarelli e Gaetano Partinico hanno scelto la strada dell’autoproduzione per poter mandare in stampa la loro prima graphic novel, ovvero Alla deriva: le indagini del vicequestore Calveri, una storia noir ambientata a Reggio Calabria e che, accanto alla traccia da detection, sullo sfondo vede gli sbarchi dei clandestini e tutta la scia di dolore che si portano dietro.
“La mission consiste nel raccontare i luoghi e le culture dell’area (per ora) mediterranea fornendo un quadro riconoscibile e autentico a chi lo vive e lo conosce e affascinante e da approfondire, per chi non lo conosce invece. Il tutto seguendo le regole di un giallo che serve da strumento narrativo che racconta degli episodi legati da una macro storia personale del vicequestore”, dice Gaetano sul suo libro.
E in effetti Alla Deriva è intriso degli odori e dei colori di Reggio Calabria, perchè anche se il libro è in bianco e nero le illustrazioni riescono a catturare i tagli di luce della città metropolitana restituendone un ritratto vivido e riconoscibilissimo.
La storia affonda nelle vie, negli scorci, nella vita, impregnando tutto di mare e sale: e nello stesso tempo, nei diversi livelli di lettura, esce fuori la piaga degli sbarchi clandestini e la vita delle periferie, tutto messo insieme da una trama gialla che ha il rarissimo pregio di non far capire fino alla fine il colpevole, congegnando un avvincente whodunit.
Partinico ha un gusto tutto suo sulla composizione della tavola, riuscendo a dare un ritmo molto cinematografico alla narrazione: il suo stile vagamente cubista – che guarda da vicinissimo al Michael Avon Oeming del Powers di Bendis – deforma l’azione come se la sciogliesse in un flusso unico.
Verso il futuro
Il volume è una delle produzioni più fresche e interessanti del 2025: vincitore dell’UBC Awards 2025 come miglior fumetto indipendente, l’opera va a coprire un filone scoperto (a memoria solo Bonelli aveva tentato, con I Bastardi di Pizzofalcone – peraltro, una riduzione a fumetti da un libro poi serie tv, la strada del poliziesco noir) e riesce a districarsi nel convulso mercato della produzione nostrana, che a parte Dylan Dog & company non riesce a creare un vero prodotto di genere.
Peccato allora che in più di un passaggio il testo si incagli, specialmente nelle forme del dialogo: per quanto il disegno sia ritmicamente veloce e intenso le parole non riescono a stare al passo, e anzi alcune volte rallentano la storia. Non è tanto un fatto di eccessiva letterarietà, quanto proprio uno scarso coordinamento tra i due binari: che comunque, alla fine, non inficia la lettura, né tantomeno ne diminuisce intensità, perché l’attenzione viene ugualmente catturata dalle notevoli splash page con una capacità di descrizione e sintesi notevole.
Gli autori sono al lavoro su un secondo capitolo: chissà se una casa editrice strutturata vorrà o riuscirà a pubblicarlo. Perché lavori come Alla Deriva, in questo preciso momento storico in cui i fumetti italiani sono in affanno, potrebbero aprire nuovi interessanti scenari narrativi.
Abbiamo parlato di:
Alla deriva: le indagini del vicequestore Calveri
Domenico Bucarelli, Gaetano Partinico
130 pagine, brossurato, colore – 12.00 €
ISBN: 979-8305357349


