Nella letteratura a fumetti le storie con protagonisti personaggi queer – un termine ombrello che può essere usato come sinonimo della sigla LGBTQIA+ e che accoglie dentro di sé persone gay, lesbiche, bisessuali, transgender, intersessuali, asessuali ecc. – si sono moltiplicate esponenzialmente negli anni, per fortuna.
L’offerta narrativa è davvero vasta, dai boys’ love giapponesi che per primi hanno sperimentato l’interazione tra personaggi gay, passando per i racconti intimisti e autobiografici della scuola europea, fino persino ai nuovi supereroi americani con caratteri e dettagli più inclusivi. Non tutte sono storie degne di nota, alcune anzi fortemente discutibili, ma tante sono invece valide testimonianze di una riappropriazione degli spazi narrativi.
In questa fin troppo breve lista, abbiamo selezionato dei titoli che danno voce a più categorie della sfera queer, tra storie politiche e altre intrattenitive, che sono solamente un punto di partenza per esplorare le vite dietro la sigla LGBTQIA+.

Gender Queer di Maia Kobabe (Becco Giallo, 2022)
Una delle graphic novel bandite dalle scuole americane perché ritenuta pericolosa per l’educazione è un inno all’autodeterminazione forse tra i più significativi della letteratura queer. Maia Kobabe racconta del disagio che ha sempre provato nel doversi attenere ai codici del genere femminile, dal taglio dei capelli all’abbigliamento. Rifiutare la femminilità per Maia era inevitabile, ma non si considerava nemmeno un maschio. Esisteva forse un terzo genere? In questa autobiografia l’autorə non solo risponde di sì, ma spiega tutto ciò che c’è da sapere sulle persone non binarie.
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Trilogia esplicita di Fumettibrutti (Feltrinelli Comics, 2023)
Josephine Yole Signorelli, il nome dietro Fumettibrutti, si è raccontata negli anni attraverso strisce tragicomiche e poi in storie più lunghe che descrivevano il suo disagio, le discriminazioni subite per essere una donna trans e il percorso di transizione. Di recente, i tre volumi principali della sua storia sono stati raccolti in unico tomo, che è indubbiamente il miglior modo per assaporare la narrativa ruvida e greve di quest’artista. Non va fatto l’errore di fermarsi ai disegni oggettivamente (e consapevolmente) repellenti: fa parte del gioco immergersi in un universo fatto male, che ti respinge e rifiuta se non ti attieni a certi canoni di conformità.


In Italia sono tutti maschi di Luca De Santis e Sara Colaone (Oblomov Edizioni, 2019)
Luca De Santis e Sara Colaone raccontano un frammento della pagina più buia della storia del nostro Paese: il confino delle persone omosessuali durante il ventennio fascista. Costruito come un documentario, la pluripremiata graphic novel tradotta in oltre dieci lingue riporta la prospettiva di Antonio “Ninella” Angelicola e di quello che ha vissuto sull’isola di San Domino, prigioniero insieme a molti uomini gay come lui semplicemente perché non avevano il diritto di esistere in Italia. Una storia dolorosa, talvolta struggente e basata su testimonianze reali, che non può mancare in una libreria di fumetti queer.
Oltre le onde di Yuhki Kamatani (J-Popo Manga, 2018)
Una miniserie manga in quattro volumi che esplora il mondo queer nella sua interezza. Attraverso gli occhi di Tasuku, un liceale che decide di togliersi la vita a causa del bullismo dei suoi compagni di scuola, conosciamo gli ospiti di un gruppo-rifugio LGBTQIA+. Ognunə con le sue caratteristiche uniche, aiutano Tasuku – e chi legge – ad abbattere i pregiudizi di ciò che non conosciamo bene, compresə noi stessə.


Stone fruit di Lee Lai (Coconino Press, 2021)
La storia drammatica di una coppia lesbica che si sta separando. Nel mezzo di questo naufragio a due, Stone Fruit ci fa riflettere sulla genitorialità (omosessuale in questo caso) ma anche sui rapporti familiari e sull’identità di genere. Una graphic novel che riesce a contenere molto in poco spazio (e che spazio, guardando tavole che mischiano scenari quotidiani a sequenze di realismo magico) e che offre un affresco realistico e attento delle relazioni queer.
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Tutte le volte che sono diventato grande di Giulio Macaione (Bao Publishing, 2025)
Giulio Macaione ha scritto e disegnato diverse storie che potrebbero considerarsi queer per la presenza di uno o più personaggi LGBTQIA+. Figure normalmente non protagoniste inserite nel tessuto narrativo in modo naturale, non straordinario, finora. Con Tutte le volte che sono diventato grande, l’autore ribalta questo schema per la prima volta, raccontando la vita di Lucio e della sua difficile autodeterminazione come ragazzo gay in un contesto familiare fortemente cattolico. C’è molto di autobiografico ma c’è anche tanto di splendida fiction in stile manga anni novanta, in una delle migliori graphic novel dell’autore.


Transformer di Nicoz Balboa (Oblomov, 2023)
Terzo di una trilogia, Transformer è il punto cruciale del percorso di transizione di Nicoz Balboa, tatuatore e illustratore italo-francese. Nicoz ha prodotto per anni un diario giornaliero in cui ha sfogato tutto ciò che sentiva, dalle gioie alle ansie, dalle relazioni tossiche che ha avuto fino alla presa di coscienza di essere una persona trans. Il lettore è lì che pende dalla matita, dai pennarelli e gli acquerelli dell’autore, che si intersecano senza soluzione di continuità in tavole ricche, colorate, fluide. Consigliabile leggere l’intera trilogia, che inizia con Born to lose, prosegue con Play with fire e appunto termina (per ora) con Transformer, ma non è essenziale: l’importante è conoscere Balboa e il suo stile autentico, squisitamente queer e transfemminista.
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Run away with me girl di Battan (Star Comics, 2022)
Quanti matrimoni sono finalizzati solo per consuetudine o per la necessità di rimanere conformi alla società? Il modello patriarcale ed eteronormativo, quanto in profondità ha soppresso i desideri delle persone queer? Battan dà la sua risposta con questo manga sentimentale in tre volumi, che vede il ritorno di fiamma tra due ragazze liceali, Momo e Midori, anni dopo essersi separate alla fine della scuola. La loro storia rientra nel classico esempio di relazioni spente dal modello conforme, interrotte perché considerate proibite ma destinate a riaccendersi prepotentemente.


My son is probably gay di Okura (Star Comics, 2021)
Solitamente le storie di questo tipo sono raccontate dal punto di vista delle persone gay, lesbiche, trans ecc., ma qui Okura ci offre uno sguardo più raro, mettendoci nei panni di chi osserva dall’esterno il percorso della persona queer. La madre di Hiroki ha capito che suo figlio è gay e ne studia i comportamenti, riflette sul rapporto che ha con gli altri compagni di classe e si confronta anche, silenziosamente, con gli adulti suoi coetanei. Ne esce fuori una miniserie di brevi episodi in gran parte spensierata e kawaii ma anche disseminata di riflessioni non sempre facili da processare.
Ladra di Lucie Bryon (Bao Publishing, 2024)
Una piccola perla dello young adult, Ladra è la storia d’amore tra due ragazze, Ella e Madeleine. Una collezione di episodi di vita adolescenziale, di crescita personale e di comportamenti bizzarri disegnati con uno stile fresco e sorprendente, con palette perfettamente bilanciate. Lucie Bryon, giovanissima autrice francese che esordisce con questo titolo, regala una storia povera di dramma ma ricca di queerness.
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I want to say I love me di Poppy Pesuyama (Dynit Manga, 2024)
Pochissimi manga trattano in modo così diretto il non-binarismo di genere, soprattutto da un punto di vista autobiografico. Poppy Pesuyama lo fa partendo dal trauma delle molestie che ha ricevuto sul lavoro (come assistente di un mangaka), riflettendo sui ruoli di genere e ponendosi un interrogativo tutt’altro che banale: «Se fossi stata un uomo, avrei subito le stesse molestie?». Una lucida narrazione autobiografica piuttosto impegnativa, ma necessaria a restituire consapevolezza sulle dinamiche tossiche e fallibili della società patriarcale di ieri e di oggi.
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