Nick Raider: l’efficacia di un ritorno

Nick Raider: l’efficacia di un ritorno
Si conclude la maxi serie che ha riportato in edicola Nick Raider e che si è rivelata uno dei migliori prodotti bonelliani del 2022.

Con l’avventura in due parti che si è sviluppata sul nono e decimo albo della maxi serie, si sono concluse le nuove indagini di , personaggio tornato nelle edicole dopo oltre quindici anni dalla chiusura della sua testata mensile.
A storia finita, possiamo definire questo progetto editoriale uno tra i migliori prodotti della Editore di questo 2022 e l’epilogo rende onore all’intero plot sviluppato nell’arco dei dieci numeri, che hanno avuto il merito di valorizzare avventure per la maggior parte autoconclusive, spesso dipanatesi su piani temporali differenti, attraverso una trama orizzontale che si è disvelata poco a poco con l’andare delle uscite e che si è rivelata uno dei punti forti della pubblicazione.

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La coppia formata dagli sceneggiatori e è stata la mente dietro questo ritorno (guidati dalla curatela “nascosta” di , che ha messo a disposizione la sua consolidata esperienza di editor) e proprio a Eccher è toccato il compito di tirare le fila delle varie trame, legandole in una conclusione che regala un senso compiuto all’intero impianto narrativo, lasciando aperte le porte a possibili sviluppi futuri e a un ulteriore ritorno del detective bonelliano, che ha dimostrato di avere ancora un pubblico di estimatori e che molto probabilmente ha acquisito anche nuovi lettori che, per motivi anagrafici, non avevano mai letto le sue avventure originarie.

In Una voce dal passato e L’uomo dai due volti l’azione torna di nuovo nel presente narrativo della serie – il 2019 – e protagonisti sono Nick, ora tenente, e la sua nuova squadra di poliziotti, che avevamo conosciuto nel numero 6. I personaggi, che in quell’albo erano apparsi avere ricche potenzialità narrative, si rivelano qui ancor più ricchi e sfaccettati. Il nuovo gruppo che Raider ha raccolto intorno a sé da un lato incarna i vari stilemi tipici che ammantano il genere crime (la nerd sopra le righe, la poliziotta prima spara e poi pensa e via dicendo), ma dall’altro li declina in personalità approfondite che alla funzione narrativa associano una tridimensionalità psicologica che le rende attraenti e interessanti agli occhi dei lettori.
Proprio l’attenzione all’approfondimento caratteriale è sembrata essere una delle linee guida degli sceneggiatori, coinvolgendo lo stesso protagonista, che ha goduto di un’attenzione inedita a vari aspetti della propria personalità, smontandone la monoliticità dell’incarnazione originaria, che sarebbe apparsa troppo desueta e fuori dai canoni narrativi più contemporanei.

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Nick Raider #9 – Disegni di Ivan Vitolo

Eccher porta a compimento la parabola del villain che si è celato dietro gli sviluppi della trama orizzontale della serie e ne svela origini e identità in un doppio colpo di scena – uno in ognuno dei due albi – che, se in prima lettura può sembrare eccessivo, a ben vedere è assolutamente funzionale e coerente a quanto finora raccontato. Lo stesso sceneggiatore, interpellato proprio sulla figura del villain, la spiega così:

“Quanto al doppio colpo di scena sulla identità del villain, è il caso di dire che la realtà supera la fantasia. Il personaggio è ispirato a due persone realmente esistenti e che ho conosciuto personalmente. Quello che il personaggio fa è, né più né meno, un mash up di cose che queste due persone hanno fatto realmente. Come un famoso scrittore ha detto, la realtà è più estrema dell’immaginazione, perché l’immaginazione viene sempre messa a confronto con una realtà immaginaria.”

Ciò che rende riuscita la figura della mente criminale contro cui Nick e la sua squadra devono vedersela è la solidità con cui vengono raccontate le sue motivazioni e lo sviluppo della sua personalità. Nei vari albi, Eccher e Rigamonti hanno fornito ai lettori tutta una serie di elementi che, uniti assieme, danno una forte coerenza al percorso narrativo dell’antagonista.
Per quanto (o forse proprio per questo) visivamente e letterariamente derivativo e crasi di due dei più famosi rogue del fumetto supereroistico americano, i due sceneggiatori hanno creato un personaggio sopra le righe ma al contempo credibile e affascinante, svelato a piccole dosi nell’arco di dieci mesi e che esplode in tutto il suo potenziale in questi due albi finali, che lo inseriscono di diritto nella galleria dei migliori villain bonelliani.

Punto di forza dell’intera maxi serie è stata anche la squadra di disegnatori messa al lavoro, che hanno regalato agli albi una qualità media davvero molto elevata, nell’ambito di una varietà stilistica efficace e dinamica che ha caratterizzato le singole uscite.
Gli ultimi due albi vengono affidati, rispettivamente, a Ivan Vitolo e , quest’ultimo anche autore delle copertine e del character design dei nuovi personaggi. Entrambi i disegnatori, pur nella loro diversità, sono accomunati da un tratto preciso e dettagliato, con un forte uso dei neri pieni per dare volume e profondità a personaggi, oggetti e ambienti.
Nelle pagine dei due albi viene inoltre fuori la capacità di connotare con estrema efficacia l’invecchiamento dei personaggi della serie originale, a cominciare proprio dal volto di Nick Raider. A questo si aggiunge l’estremo dinamismo sia di Vitolo che di Raho nella composizione delle tavole, con una grande capacità di passare dalla griglia standard a strutture più libere – a seconda delle necessità – senza perdere in chiarezza e leggibilità.

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Nick Raider #10 – Disegni di Rosario Raho

Un’ultima annotazione la meritano le copertine e il character design di Raho. Le prime, tutte e dieci, sono state un vero fiore all’occhiello per la testata, rinfrescando e aggiornando a livello di tratto, composizione e colore, la classica e riconoscibile veste editoriale che ha da sempre caratterizzato . Lo studio dei personaggi della nuova squadra omicidi dimostra una totale immersione nella contemporaneità e nell’inclusività (razziale e di genere) che si sta affermando come elemento fondante del contesto sociale odierno e della sua rappresentazione nei vari tipi di linguaggio (televisivo, cinematografico, letterario e fumettistico). Al contempo, ogni membro della nuova squadra è caratterizzato da una serie di connotati fisici, di aspetto, di vestiario che fanno sì che esso sia immediatamente riconoscibile e si imprima nella memoria eidetica di chi legge.
Anche il look del villain, per quanto come già detto derivativo, è assolutamente riuscito, con espressioni che ne riflettono la fredda lucidità criminale che fa da specchio alla follia.

Per ritmo, costruzione, sviluppo e conclusione, Nick Raider – Le nuove indagini è stato, senza dubbio, un progetto riuscito, capace di coniugare il passato della serie originale con una narrazione più contemporanea del protagonista stesso e dei vari comprimari, strizzando l’occhio ai lettori storici ma anche mirando a un nuovo pubblico. L’intera miniserie, infatti, è assolutamente apprezzabile anche senza aver mai letto nessuno avventura di Nick Raider; anzi, per come è stata costruita, può essere anche uno stimolo ad andare a recuperare qualche albo della vecchia serie.
Unico piccolo neo, a parere di chi sta scrivendo, è stato l’albo d’esordio. Unica storia scritta da , creatore e sceneggiatore principe del personaggio negli anni ’90 del XX secolo, quella prima storia, per linguaggio e dialoghi, è sembrata preludere a una operazione nostalgia che potrebbe aver scoraggiato una parte dei lettori a continuare l’acquisto dei numeri successivi. Senza niente togliere a Nizzi, la cui presenza era probabilmente un omaggio dovuto – visto che negli ultimi anni si è riavvicinato alla scrittura a fumetti -, forse quell’albo avrebbe avuto una migliore collocazione come uno speciale fuori serie, lasciando dall’inizio le redini in mano a Rigamonti ed Eccher, che hanno dimostrato di avere nelle loro corde un modo di raccontare più efficace e contemporaneo. Anche i disegni di , scelto per illustrare quell’albo, seppure disegnatore di talento, ha uno stile fin troppo classico rispetto alla freschezza e alla modernità vista negli albi successivi e anche ciò ha contribuito al passo falso dell’esordio.

Comunque sia, il “doppio” finale del numero conclusivo lascia volutamente un epilogo aperto che potrebbe davvero preludere a un futuro ritorno di Nick e la sua squadra, magari in una nuova miniserie che continui a esplorare il lato poliziesco e urbano di una New York bonelliana.

Abbiamo parlato di:
Nick Raider – Le nuove indagini #9-10 (di 10) – Una voce dal passato, L’uomo dai due volti
Giovanni Eccher, Ivan Vitolo (#9), Rosario Raho (#10 e copertine)
Editore, agosto/settembre 2022
96 pagine, brossurato, bianco e nero – 4,40 € cad
ISSN: 977261194000610024 – 977261194000610025

Il ritorno di Nick Raider

Nick Raider #2: il nuovo “vecchio” Nick

Nick Raider #3: tra orizzontalità e verticalità di trama

Nick Raider #4: rivisitare il passato

Nick Raider #5: passato e presente sempre più vicini

Nick Raider #7: la morte ai tempi dell’era digitale

Nick Raider #8: di amici e sacrifici
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