The Rat-Man’s Countdown #9: Valker (e Arcibaldo)

Nelle battute finali della saga di Rat-Man si confrontano due figure cardine per il topo creato da Leo Ortolani.

VALKER (E ARCIBALDO)

Padroni e servi

The Rat-Man's Countdown #9: Valker (e Arcibaldo)

“Per questo nono appuntamento con ’s Countdown darei due film: GLI SPIETATI per Valker e QUEL CHE RESTA DEL GIORNO per Arcibaldo.

Come colonna sonora, sceglierei quella trionfale di THE NATURAL (IL MIGLIORE) e precisamente il momento in cui sfonda con la palla da baseball le luci dello stadio da accostare alla scena de L’ira di Valker in cui la luce sfonda l’Ombra.”

 

Unforgiven (Gli spietati), trailer originale, Clint Eastwood, 1992

The Remains Of The Day (Quel che resta del giorno), trailer originale, James Ivory, 1993

The Natural, original soundtrack, Randy Newman, 1984

 

“La più improbabile coppia d’azione di tutti i tempi” recita l’annuncio sulla copertina di Rat-Man 121, L’ira di Valker, penultimo episodio dell’intera saga del topo creato da Leo Ortolani che vede il ritorno “nella mischia” di uno dei personaggi cardine di tutta la saga: Janus Valker, ovvero il padre di Deboroh La Roccia aka Rat-Man. Al suo fianco, a completare il desueto duetto, troviamo Arcibaldo, il fedele maggiordomo dell’eroe.

Questi due personaggi, Valker e Arcibaldo appunto, adempiono, in modi e tempi differenti, al ruolo di figura maschile di riferimento per Rat-Man (ce n’è poi una terza lungo tutta la saga, ovvero il Pipistrello, maestro e ispiratore del supereroe).
Pur avendo gradi di rilevanza totalmente diversi all’interno della serie e un numero di pagine dedicate ineguagliabile (Valker, oltre ad essere il padre di Rat-Man è stato per molto tempo il depositario dell’Ombra e dunque il villain numero uno e ha all’attivo ben tre storie in più capitoli di cui è il protagonista), Ortolani ha deciso di affiancarli per questo penultimo episodio che ci conduce direttamente al finale di tutto il racconto.

The Rat-Man's Countdown #9: Valker (e Arcibaldo)

Entrambi (come quasi tutti gli altri personaggi) sono nati per caso e senza prevedere l’importanza che avrebbero avuto in futuro. Arcibaldo non è che la parodia di tutti i maggiordomi dei fumetti, dall’ Alfred di Batman al Battista di Paperon De’ Paperoni (un po’ come Krik lo è dei capitani di polizia) ma in alcuni momenti cruciali della serie si è rivelato una coscienza per Rat-Man, una sorta di Grillo Parlante, meno moralizzatore e razionale dell’archetipo di Collodi e più vicino alle semplici logiche dell’affetto e dell’amicizia.

Il più delle volte però il suo ruolo è quello di spalla comica, una cornice necessaria che insieme al pupazzo Picettino costituisce la quotidianità dell’insopportabile e super-mediocre Deboroh La Roccia.

Per Valker invece il discorso è tutt’altro. Nato dal “desiderio di creare un personaggio granitico alla Clint Eastwood” (come dice la pagina wikipedia a lui dedicata, citando lo stesso Ortolani) quasi immediatamente ha poi assunto le caratteristiche che ce lo hanno fatto conoscere fino a qui, approfondendo la sua intimità e le sue motivazioni a un punto tale da renderlo forse il personaggio meglio caratterizzato dell’intera serie, certamente quello più umano (non a caso è uno dei pochi ad avere la statura di un uomo e non quella “disneyana” di Rat-Man, Brakko, Jordan, Aima ecc.).

Dal momento in cui lo vediamo all’inferno nella storia Catene (RM #21), parodia di Spawn ma anche dolente rappresentazione del contrappasso dantesco, passando per l’Esalogia delle Origini (RM ##29-34) dove lo troviamo alle prese con la paternità e il folle fratello Joba fino alla Trilogia dell’Ombra (RM## 919293) e alla nerissima storia distopica dove rincontra suo padre Boda (RM ##109110111112), Janus Valker ci viene mostrato in tutte le sue declinazioni, dal giovane e brillante scienziato affamato di conoscenza e privo di scrupoli al vecchio e tenace padre afflitto dal peso degli errori e in cerca di redenzione (sempre però con un’arma in mano e una battuta pronta da sputare a denti stretti in faccia all’avversario).

The Rat-Man's Countdown #9: Valker (e Arcibaldo)

Effettivamente Valker è un cowboy, l’omaggio più smaccato e passionale di Leo Ortolani ai film “da duri” che tanto gli piacciono e in definitiva, come lui stesso dice, a Clint Eastwood. E come un cowboy solitario e spietato, come un’anima dannata, Valker ha corso per tutta la vita (o per tutti i 122 numeri di Rat-Man che dir si voglia) alla volta di qualcosa che placasse il suo demone (lo stesso che poi lo ridurrà in catene dopo la morte). La soddisfazione di una pulsione atavica sembra dunque il motore che muove questo tragico personaggio, il potere che saprà fermare la sua fame, trattasi di conoscenza assoluta, di dominio dell’Ombra o di rimedio a tutto il male che lui stesso ha riversato nel mondo.

Valker è forse colui a cui di più noi lettori possiamo avvicinarci e affezionarci, proprio in virtù della sua perfetta corruttibilità, della sua debole prepotenza e di quell’affetto profondo che lo lega a Rat-Man, rinnegato per molto tempo e poi, finalmente, all’ultimo, riconosciuto. E il motivo ce lo racconta Ortolani in una memorabile splash page de L’ira di Valker, proprio mentre “la luce sfonda l’Ombra”: “Se non ti salva avere un figlio, niente può farlo”.

A Valker dunque sono state affidate le poche storie di Rat-Man quasi totalmente prive di comicità ed esattamente lì, in quel difficile connubio di pathos shakespeariano e bullismo in canottiera, Ortolani ha probabilmente dato mostra delle sue migliori doti di narratore, mutando anche il suo stile pittorico in qualcosa di più denso e scuro, come un mare di nuvole in arrivo che annuncia la tempesta perfetta. Chissà che nel futuro, conclusa la serie di Rat-Man, non ci sia spazio anche per Valker e le sue storie più “mature” o per narrazioni totalmente altre dall’universo del ratto che seguano però questo filone crudo e fertile della penna di Ortolani.

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