Shockdom pubblica la graphic novel “Auf Wiedersehen, Pulcinella!”

Shockdom pubblica la graphic novel “Auf Wiedersehen, Pulcinella!”
Shockdom pubblica oggi, in fumetteria e libreria, scritta da Luigi Formola e disegnata da Antonio Caputo “Auf Wiedersehen, Pulcinella!”

pubblica, in fumetteria e libreria, scritta da Luigi Formola e disegnata da Antonio CaputoAuf Wiedersehen, Pulcinella!”: la vita dell’emigrante italiano nella Germania degli anni ‘70, vista attraverso gli occhi di una mamma, un papà e i loro due bambini che cercano di restare una famiglia. Una tematica chiarissima già dal titolo, in cui spicca il contrasto fra l’arrivederci in lingua tedesca e una delle più classiche figure del costume napoletano.

SINOSSI: Offenbach, 1975. Giulia, emigrata in Germania dal Sud Italia con Paolo e i loro figli, affronta la malinconia del primo Natale lontano da casa. La difficoltà ad integrarsi nel lavoro e sentirsi sempre stranieri si contrappone alla tenacia nel tenere unita la famiglia e godere dei piccoli attimi di felicità.

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È un racconto che, fra malinconia, sogni e amore, parla di quanto sia fondamentale non dimenticare le proprie origini e ritagliare piccoli momenti di gioia per poter andare avanti, quando la lontananza da casa si fa sentire, così come la sensazione di non trovarsi al proprio posto in una città straniera, fredda e in cui è difficile integrarsi. Il racconto di una coppia che cerca in tutti i modi di non farsi sopraffare dagli eventi per restare unita e tenere unita la famiglia, e il racconto di due bimbi che aspettano, in tutta la loro trasparenza e ingenuità, il Natale: il momento di amore e unione familiare per eccellenza.

Luigi Formola dice: «L’esigenza di raccontare questa storia è maturata nel tempo, negli anni. Dopo aver ascoltato centinaia di racconti relativi gli anni trascorsi a Offenbach dalla mia famiglia, e non avendoli vissuti in prima persona, ho deciso di voler raccontare un piccolo frammento di quel periodo, ponendo l’attenzione sull’aspetto del calore familiare e dell’unione per non dimenticare che le difficoltà sono superabili.»

Antonio Caputo aggiunge: «Non si tratta di una semplice storia a fumetti. Luigi e io abbiamo legato tanto durante la lavorazione, ma prima di ogni cosa, notai quanto a lui facesse piacere raccontare questa storia, perché, fondamentalmente, è un regalo, una sorpresa che riguarda proprio i protagonisti del volume. A livello stilistico, non avrei potuto immaginare questa storia diversamente: la sua drammaticità si sposa bene con uno stile “cartoon”, che non va assolutamente a renderla meno seria, ma, anzi, in un certo senso, la alleggerisce. E poi c’è la marionetta: io ho la fobia delle marionette! Quando cercavo reference per quella di Pulcinella mi sembravano tutte inquietanti, per questo motivo ho deciso di inventarne una, dandole quell’aspetto simpatico e innocente. Non poteva fare del male a nessuno, finalmente.»

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