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Messiah Complex: la classica storia degli X-Men

16 Dicembre 2014
Messiah Complex: la prima saga dei mutanti nel mondo post House of M li vede impegnati in una guerra fratricida per la sopravvivenza della razza, una trama classica per una storia con alti e bassi.
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Nella continuity della casa delle idee la saga House of M aveva uno scopo ben preciso, quello di cancellare gli immensi cambiamenti che Grant Morrison aveva apportato al mondo degli X-Men e riportare tutto l’universo Marvel ad una situazione più classica. Per questo alla fine di House of M e con la successiva saga Decimation viene meno uno dei pilastri narrativi che aveva introdotto Morrison: la presenza sulla terra di una numerosissima popolazione di mutanti.

Messiah Complex è quindi la prima saga del mondo mutante di questo nuovo universo, meno morrisoniano e molto più classico. Forse anche per questo, la storia sembra voler rispettare tutti i cliché degli cicli narrativi che hanno reso famose le testate mutanti.
E quasi a rimarcare questa volontà di restaurazione dei bei tempi andati, il primo capitolo della saga è disegnato da Marc Silvestri, autore fondatore dell’Image che proprio dalla Marvel uscì negli anni ‘90. Tra la fine degli anni ‘80 e i primi anni ’90 Silvestri è stato, insieme a Jim Lee, il disegnatore principale degli X-Men, e per Messiah Complex lavora sul one shot che da l’avvio alla saga

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La saga ha inizio quando gli X-Men scoprono il primo nuovo mutante nato dopo gli eventi finali di House of M; da allora infatti la popolazione dei mutanti sulla terra era stata ridotta tanto drasticamente da far credere che altri mutanti non potessero più nascere. Ben presto si scopre che il nuovo nato è stato rapito da qualcuno che è riuscito ad anticipare gli X-Men ed e’ arrivato prima di loro nella cittadina dell’Alaska dove ne era avvenuta la nascita. Sulle tracce del nuovo nato, oltre ai mutanti guidati da Ciclope, ci sono anche Sinistro, i suoi Maurader e i Purificatori della setta di Stryker. Gli scontri tra questi due ultimi gruppi e gli X-Men attraversano tutti capitoli centrali della saga. A metà della storia si scopre chi ha rapito il nuovo mutante e da lì in poi la saga scivola via verso il gran finale con lo scontro conclusivo di tutti i gruppi mutanti.

messiah1Ai testi delle serie ci sono robusti e ben rodati sceneggiatori: Peter David (alla sua seconda run su X-Factor), Ed Brubaker, Mike Carey, Craig Kyle e Christopher Yost. Tra i disegnatori, oltre al già citato Silvestri, ci sono star del fumetto americano quali Chris Bachalo e Joe Madureira.

Con tutti questi ottimi talenti all’opera la storia non delude le aspettative. Messiah Complex parte col botto grazie agli spettacolari disegni di Silvestri e si attesta in generale, per tutti i suoi 13 capitoli, su un buon livello, regalando ai fan degli X-Men un racconto che nella sua linearità e classicità si fa leggere con piacere. I capitoli affidati a Peter David spiccano grazie anche ad un paio di bei dialoghi e di battute raffinate, nello stile tipico dell’autore. E poi si nota una piacevole cura nella preparazione del crossover, non ci sono salti narrativi o blooper passando da una capitolo all’altro e c’è una certa coerenza nei personaggi quando i diversi disegnatori si passano il testimone.

Il più grande limite di questa storia risiede però proprio nel suo classicismo. Per chi abbia letto e riletto le storie degli X-Men non ci sarà alcuna sorpresa o colpo di scena in Messiah Complex; è stato tutto già scritto e disegnato in storie precedenti. mc.Prendiamo ad esempio uno dei temi della saga: il rapporto tra Xavier e Ciclope, lo scontro tra le due leadership e il loro rapporto mentore-discepolo. La prima volta che il tema viene presentato sulle pagine degli X-Men è ad opera della coppia Claremont- Byrne negli anni 70 e da allora quasi tutti gli autori che si sono occupati dei personaggi hanno creato e raccontato di questo conflitto. Per non parlare poi della morte di uno dei personaggi principali che avviene nelle ultime pagine della saga, una morte che ormai è diventata quasi uno standard per la serie.

Infine una breve nota personale. Leggendo la saga per scrivere questa recensione, ho notato alcuni punti della storia che mi hanno fatto storcere un po’ il naso, alcuni dialoghi mi sono sembrati non coerenti con lo spirito degli X-Men. La motivazione che spinge gli eroi alla ricerca del nuovo mutante è che questo potrebbe rappresentare la salvezza della loro specie, perché senza la nascita di nuovi mutanti questi saranno presto soppiantati dagli Homo Sapiens. La lotta tra le specie, il voler difendere la propria “razza” contro un’altra, la paura di restare in pochi e di non essere in grado di sopravvivere, tutti questi temi mi sono sembrati sbagliati e lontani dagli X-Men. Claremont aveva impostato la serie dei mutanti come un simbolo di integrazione, una metafora della lotta alle discriminazioni, un messaggio positivo e perfino rivoluzionario che negli anni si è definitivamente perso.

Forse la Marvel invece di ritornare ai cliché e agli sterotipi classici farebbe meglio a riscoprire la poetica che ha fatto la fortuna dei suoi eroi.

Abbiamo parlato di:
Messiah Compex (I grandi eventi Marvel)
Ed Brubaker, Peter David, Craig Kyle, Chris Yost, Mike Carey, Mark Silvestri, Billy Tan, Scott Eaton, Humberto Ramos, Chris Bachalo
Panini Comics, 2014
360 pagine, brossurato, colori – 20,00€
ISBN: 8891209724

Originariamente pubblicato su:
Gli incredibili X-Men #219, X-Men Deluxe #162, Gli Incredibili X-Men #220, X-Men Deluxe #163, Gli Incredibili X-Men #221, X-Men Deluxe #164
Ed. Panini Comics – Marvel Italia, 2008

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