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AvX: l’ennesimo, quasi, inutile cross-over Marvel – Parte quarta

Si conclude qui l'analisi dei vari albi che sono stati protagonisti di Avengers contro X-Men, maxi evento 2012 della Marvel. A conclusione di questo lungo tour nelle varie storie del...
Articolo aggiornato il 11/10/2017

AvX: l'ennesimo, quasi, inutile cross-over Marvel - Parte quarta

AvX: l'ennesimo, quasi, inutile cross-over Marvel - Parte quarta

SESTO GIRO

È finita! La mega saga, con botte da orbi tra tutti i Vendicatori e i Cinque della Fenice (e i pochi mutanti a loro sottomessi) è finita! “Sospiro di sollievo” .Non ne potevo più!

Wolverine e gli #12

Nella prima storia di quest’albo, magnificamente disegnata da Chris Bachalo, leggiamo dello scontro tra i Cinque della Fenice (quando erano ancora cinque) contro gli ultimissimi membri del Club Infernale, quattro terribili adolescenti, che  avevano già messo in difficoltà gli X-Men nei mesi passati. Si fa luce in particolare, sull’infanzia e sull’ascesa al potere del giovanissimo Kade Kilgore, sul suo cinismo e sulla sua sete di potere. Neanche il carcere di Rykers Island riesce a trattenere Kade e i suoi amici che, dopo la fuga, puntano dritti (nell’ultima vignetta della storia) alla scuola di Wolverine.

AvX #6

AvX: l'ennesimo, quasi, inutile cross-over Marvel - Parte quartaCon questo albo si chiude lo scontro Avengers – X-Men. In realtà è stato più uno scontro tra l’ossessione folle di Ciclope (legata alla salvaguardia dei mutanti da un mondo a loro ostile), amplificata dopo essere diventato parte della Fenice, e la lucida convinzione quasi patriottica di Cap. America. Ciclope è diventato una sorta di dittatore e ha costretto un manipolo di mutanti a seguirlo nello scontro con i Vendicatori, i quali a loro volta sono stati sempre compatti, anche se qualcuno degli eroi poteva aver dei dubbi per le proprie azioni.
I quattro scrittori della Marvel, Bendis, Aaron, Brubacker e Fraction, hanno scritto delle storie tra il mediocre ed il sufficiente, solo in qualche Round ci sono dei dialoghi interessanti.
I disegnatori hanno mantenuto il loro normale livello artistico, e Adam Kubert mi sono piaciuti di più di Romita Jr. (a mio avviso deludente).
Vediamo che succede in questo sesto numero: Ciclope ed Emma sono sempre più folli e rimangono soli a Utopia, l’isola rifugio dei mutanti (in quanto tutti i mutanti schiavi delle Fenice sono riusciti a scappare). Il professor Xavier tenta di dialogare con Scott senza nessun risultato e la  battaglia che ne segue è con tanti colpi proibiti e violenti, fino a che Ciclope diventato Fenice Nera, prima tenta di strangolare Emma e poi uccide il professor Xavier.
Tutti gli eroi cercano di fermarlo, senza riuscirci. Dallo spazio arriva anche Nova, con tutto il suo potere, ma anche lui fallisce nell’intento. È il momento di Scarlet e di Hope, che insieme affrontano e sconfiggono la Fenice nera.  Prima di cadere a terra, Scott sembra vedere una figura rossa, è Jean Grey, è Emma, è Hope?
Il lettore viene lasciato volutamente nel dubbio. La Fenice prende possesso di Hope ed  abbandona la battaglia, inseguita da Wanda. La giovane eroina, con il suo potere, risana i vari cataclismi e distruzioni sulla Terra,  poi si ripresenta davanti ai suoi amici vendicatori e mutanti. Wanda e Hope si prendono per le mani ed insieme eliminano la Fenice. Ed ecco il miracolo: con la  scomparsa di Fenice sulla Terra cominciano a ricomparire nuovi mutanti.
Nelle ultime pagine Ciclope, prigioniero per i suoi delitti, cerca di giustificare le sue azioni a Cap. America, che nel frattempo vuole far sì che il mondo non debba più temere i mutanti. Hope è stata davvero una sorta di messia ed ha ridato un futuro alla sua razza.
Morte, distruzione e rinascita, questo è il risultato.

Gli Incredibili X-Men #274

AvX: l'ennesimo, quasi, inutile cross-over Marvel - Parte quartaDue storie dell’albo sono collegate ad AvX #6. La prima si svolge, in parte, prima degli eventi dell’ultimo numero della miniserie, e in parte contemporaneamente al capitolo 11 . Magneto tenta, senza riuscirci, un ultimo approccio con Ciclope per fermare la sua follia; Colosso e Magik sono in fuga in Siberia, e qui Peter scopre finalmente a che livello è la pazzia di sua sorella, che l’ha usato nel momento in cui è diventato l’avatar di Cyttorak (n.d.a.: noi lettori questa passaggio narrativo l’avevamo capito da parecchio tempo). L’azione poi si sposta sul finto pranzo tra Ciclope e Emma, che si svolge solo nella mente dei due amanti, mentre in quello stesso istante la coppia sta combattendo contro i Vendicatori e i mutanti (come raccontato in AvX #6).
La passione di Scott Summers”, disegnata da un’ottimo Dale Eaglesham, si svolge invece dopo la caduta di Ciclope. Rivediamo i momenti della follia finale di Scott, posseduto da Fenice, ovvero l’uccisione del professor Xavier, lo scontro con i suoi amici X-Men e con i Vendicatori, ma anche alcuni momenti della sua vita, ed infine il momento finale in cui una voce gli dice: “Sei un idiota dì a Logan che il nome della Scuola mi piace” (che sia l’essenza di Jean Grey?). L’azione si sposta infine sul suo risveglio, oramai prigioniero; Ciclope dialoga con Hank McCoy, e alla notizia che sono apparsi nuovi mutanti mostra la sua contentezza, convinto di aver raggiunto il suo scopo. La vignetta finale con Ciclope visto di spalle con le mani incrociate alzate al cielo è molto emblematica.

Avengers #13

AvX: l'ennesimo, quasi, inutile cross-over Marvel - Parte quartaLa prima storia dell’albo è leggermente collegata ad AvX #6. Mentre su Utopia si conclude lo scontro tra Ciclope-Fenice e i Vendicatori, l’azione si sposta a New York , dove dei normali criminali, capitanati da Mister Negativo, fanno irruzione in un deposito custodito da agenti dello Shield, pieno di manufatti tecnologici, solo per essere stesi da Occhio di Falco e dalla Donna Ragno. La storia che, vede la coppia un po’ litigare  ed un po’ pestare il gruppo di criminali, è molto leggera, con qualche siparietto che fa sorridere, ma niente di più. Solo le due pagine finali fanno intravedere una continuazione un tantino più drammatica degli eventi.

Thor e i New Avengers #168

Qui scrivo della seconda storia di quest’albo (uscito il mese prima), tratta dalla collana New Avengers, che è direttamente collegata gli eventi di AvX #6.
Devil e Luke Cage, visibilmente stanchi e provati dagli eventi, stanno scortando la prigioniera Emma Frost, ma vengono attaccati dal gruppo terroristico chiamato “i Purificatori” (già visto in altre occasioni nelle storie degli X-Men). La battaglia è cruenta e solo la presenza di Ben Grimm e del Mimo, permettono di sconfiggere gli assalitori. Al termine, Luke Cage prende la decisione che, dall’inizio della vicenda, nutriva sempre più nel suo intimo: lasciare i Vendicatori per dedicarsi alla sua famiglia e tenerla così lontano dai pericoli che la vita superoeroistica comporta. Disegni splendidi di Mike Deodato.

Thor e i New Avengers #169

Inizia una nuova trama chiamata la “Fine dei giorni”, per i New Avengers, con la quale Brian M. Bendis chiude la sua esperienza lavorativa (iniziata circa dieci anni fa) con i Vendicatori.
La due storie dell’albo sono un susseguirsi di colpi di scena: prima il ferimento di Daimond Hellstrom, da parte di una irriconoscibile Victoria Hand, poi quello di Jennifer Kale, quindi l’azione si sposta nella sede dei Nuovi vendicatori, che interrompono la loro colazione e le varie discussioni legate alla partenza di Luke Cage, per soccorrere Victoria Hand, nel frattempo ricercata dallo Shield e dall’FBI, che circondano entrambi il palazzo dei Vendicatori. Ma ciò è solo una trappola, la giovane  è posseduta da Daniel Drumm (Fratello VooDoo), che lascia il corpo della donna per impossessarsi, prima di Capitan Marvel/Carol Danvers, poi di un agente dell’FBI (che si uccide con un colpo di pistola alla tempia), ed infine  sembra uccidere la stessa Victoria sul piano Astrale, facendo ricadere la colpa sul Dottor Strange.
La storia ha un bel ritmo, con un taglio narrativo un po’ poliziesco e un po’ paranormale, ed è disegnata  molto bene sia da Michael Gaydos (apprezzato anni fa sulla serie Alias, sempre scritta da Bendis, che fu uno dei suoi primi successi), sia da Carlos Pacheco.  A mio avviso la storia non c’entra più nulla con AvX, se non fosse perché è una diretta conseguenza dell’evento.

Marvel miniserie #136-137 – AvsX Conseguenze 1/2

AvX: l'ennesimo, quasi, inutile cross-over Marvel - Parte quartaIn questa miniserie, pubblicata in due brossurati,  ci viene raccontata da Kieron Gillen la breve prigionia di Ciclope, che da un lato riceve le visite di Wolverine e di Iron Man, ma dall’altro viene affrontato dagli altri criminali in carcere con lui. La miniserie si chiude con la fuga di Ciclope, organizzata  da Magneto, da Magik-Illyana e da Danger, non prima di un dialogo serrato tra Scott Summer (che difende il suo operato ) e Logan, in “Conseguenze 1”.
Le parti si sono ribaltate: ora è Wolverine la persona responsabile che raccoglie l’eredità del professor Xavier, mentre Ciclope è l’emarginato, il terrorista insieme a Magneto. Nel mezzo c’è il nuovo status quo voluto dalla Marvel-Disney, (opss scusate volevo scrivere da Cap. America), un nuovo gruppo con Mutanti e Vendicatori insieme, e tanti nuovi giovani mutanti, temuti ed odiati. Dei cinque mutanti posseduti da Fenice, Emma è in prigione, altri sono ricercati ma si sono auto-esiliati come Namor (nel suo regno sott’acqua) e Colosso in Siberia, mentre Hope nel  frattempo cerca di vivere una vita normale (sapendo di contare sulla protezione di Cable).
I disegni delle quattro storie sono discreti, i disegnatori, seguendo la sceneggiatura loro affidata, hanno inserito tanti piccoli particolari che si collegano alla “rivoluzionaria” Marvel Now, come gli artigli di Logan che quando vengono fuori gli fanno sanguinare le mani, proprio come nei film, il costume di Cap. America uguale a quella cinematografico, e tanti altri.

Wolverine e gli X-Men #13

AvX: l'ennesimo, quasi, inutile cross-over Marvel - Parte quartaContinuano le macchinazioni del nuovo gruppo di adolescenti, a capo del Club Infernale, che coinvolge gli studenti della Jean Grey School. Ogni studente della scuola ha le sue difficoltà e i professori organizzano un ballo per allentare la tensione della battaglia in corso, mentre le tre Naiadi seguono l’evoluzione degli eventi finali di AvX. Nel momento in cui la Fenice è dispersa, Cerebra mostra tante nuove luci che indicano la comparsa di nuovi mutanti e nessuno si accorge che se ne è spenta una, quella del giovanissimo Brood, della Covata, apparentemente ucciso in quello stesso istante dal Club Infernale.
Buon ritmo narrativo impresso da Jason Aaron, discreti i disegni.
AvX  è finita davvero.

Alcune conclusioni

La saga è nel suo complesso l’ennesimo scontro tra due supergruppi, ma senza un vero vincitore; è troppo frammentata ed alcuni passaggi sono molto superficiali. Inoltre è dispersiva, infatti il lettore ha un quadro complessivo degli eventi solo dopo aver letto i vari albi collegati.
Un lettore attento non avrà avuto difficoltà a comprendere che anche questa saga risponde poco alla volontà degli autori di scrivere una storia che, una volta terminata, possa avere delle implicazioni. È, invece, una classica storiella di scontri (con dialoghi ridotti al minimo), preconfezionata dai vertici della Marvel, come molte di quelle ideate e pubblicate negli ultimi dieci anni, che risponde fondamentalmente a due esigenze: da un lato eliminare un errore fatto alcuni anni prima, cioè avere un numero limitato di personaggi mutanti, e dall’altro preparare il terreno alla rivoluzione editoriale chiamata Marvel Now.
Sembra anche l’esserci l’esigenza (da parte della dirigenza Marvel  o della Disney?) di togliere di mezzo alcuni personaggi e/o situazioni ritenuti molto complessi, nonostante abbiano delle potenzialità narrative elevate (il professor Xavier, Ciclope, e prima ancora Wanda, la coppia Spiderman-Mary Jane, etc.)  e di semplificarne altri snaturandoli. E infine, visto che i film Marvel incassano bene, c’è anche l’esigenza di avvicinare alcuni personaggi: X-Men e Avengers, (come gruppo), Iron Man, Thor, e Cap. America (come personaggi singoli), ed ancora Nick Fury, etc., alle loro versioni cinematografiche.
Questi sono i veri lasciti di questa ennesima e quasi inutile saga.

AvX: l'ennesimo, quasi, inutile cross-over Marvel - Parte quarta

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