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Letture in breve #50

29 Gennaio 2026
Torna l'appuntamento con la rubrica che raccoglie, in poche righe, giudizi, stimoli e spunti sulle letture della nostra redazione.
Leggi in 6 minuti

La redazione de Lo Spazio Bianco è composta, in primis, da lettrici e lettori “forti”.
Ogni collaboratrice e collaboratore del sito legge molto di più di quanto riesce a scrivere o di quanto gli piacerebbe scrivere. Tante di queste letture sono spesso accompagnate da note e appunti, utili come schemi o embrioni di future analisi e recensioni.

Per non perdere queste analisi preliminari che tanti di noi fanno, ma soprattutto per dare spazio e visibilità a tutte quelle decine di fumetti che ogni mese escono oggi in libreria, fumetteria ed edicola ma a cui – giocoforza – non riusciamo a dedicare articoli completi, è arrivata la rubrica Letture in breve.
In ogni puntata ci troverete piccoli spot, teaser, microanalisi delle letture, recenti o meno, di spaziobianchiste e spaziobianchisti.

Debby tung passione libri

Debby Tung, Passione libri

Il pianeta verde di Keigo Shinzo (Dynit, 2025)

Il pianeta verde

Tra le prime opere di Keigo Shinzo, uscita originariamente nel 2013, Il pianeta verde racconta le avventure e disavventure di Takaichi, ex lavoratore part-time la cui nave, il cargo spaziale Himawari Un’Yu 365, è naufragata su un pianeta alieno abitato da una comunità di esseri anfibi parlanti e da una popolazione umana le cui relazioni con quella delle rane sono di smaccato colonialismo. In quest’opera, sebbene ancora in forma grezza e non ben approfondita, si ritrovano tutti i temi e le caratteristiche che Shinzo svilupperà nei lavori successivi: avventure spesso mosse da scelte e da momenti fortuiti; l’apatia dei protagonisti, loro malgrado al centro di eventi più grandi di loro; un’attenzione ai rapporti umani, sia più intimi che più legati al contesto sociale, qui declinato inserendo il protagonista umano in una società aliena (il capovolgimento di quello che fa in uno dei suoi lavori migliori, Tokyo Alien Bros.); un disegno minimale, qui ancora sgraziato, che gioca con il grottesco e l’esagerazione delle espressioni. Uno Shinzo prima maniera, ma già molto interessante e sfaccettato.
Emilio Cirri

Teenage Mutant Ninja Turtles: Saturday Morning Adventures # 1 – Grosso guaio per il Maestro Splinter di Erik Burnham, Tim Lattie e Sarah Myer (Panini Comics, 2025)

Dai fumetti ai cartoni e di nuovo ai fumetti: nel 1984 Kevin Eastman e Peter Laird hanno creato le Teenage Mutant Ninja Turtles per i loro comics; nel 1987 è arrivato in TV il cartone animato dedicato alle Tartarughe e nel 2022 IDW Publishing ha deciso di pubblicare delle storie ispirate alle atmosfere e alle avventure tipiche della serie. Proprio il contesto e il clima che si respira tra le pagine costituiscono i punti di forza del lavoro di Erik Burnham alla sceneggiatura di quattro episodi autoconclusivi leggeri, scorrevoli e divertenti, che soffrono soltanto l’eccessiva verbosità di alcuni dialoghi. I disegni di Tim Lattie cercano di restare fedeli allo stile del cartone, ma non sempre ci riescono. In particolare, nonostante una resa estetica complessivamente positiva, si notano alcuni cali qualitativi tra una sequenza e l’altra.
Federico Beghin

Tmnt

Domitilla nei tubi Atto 1 di Laura Spianelli (autoproduzione, 2025)

Domitilla nei Tubi Atto1

Dopo la serie Stirpe di pesceLaura Spianelli ha fatto debuttare a Lucca Comics 2025 il primo atto della sua nuova storia a fumetti, Domitilla nei tubi, sempre come autoproduzione. Una città alveare di quartieri dormitorio, in un futuro molto prossimo (quasi presente) in cui l’aria è in qualche modo malsana, è sconsigliato respirare troppo all’aperto e i ragazzi frequentano le scuole solo on line. In questa ambientazione incontriamo Domitilla, bambina orfana quasi adolescente che vive con un’anziana zia e, com’è normale alla sua età, sogna sulle ali della fantasia. In questo setting a prima vista realistico, Spianelli è brava a far strisciare tra le parole e i disegni una sensazione di disagio, sempre laterale, mai eclatante, ma crescente. Il racconto assume tinte sempre più fosche, mentre da un lato il mistero e dall’altro la tragedia destabilizzano la vita della giovane protagonista.
Il segno dell’autrice è vicino al naturalistico, con efficaci venature cartoonesche e la scelta del bianco e nero con sfumature di bianchi e grigi su carta seppiata regola l’atmosfera di questo inizio di una storia difficile da inquadrare, ma divertente e avvincente da leggere.
David Padovani

Vecta di Luca Tieri (Coconino Press, 2021)

In una Tokyo retrofuturista, in cui la tecnologia avanzata si scontra con un’estetica fortemente anni ’80, una giovane motociclista fuorilegge sviluppa un legame profondo con Vecta, AI con una coscienza propria nata con l’obiettivo di bucare firewall estremamente complessi. Il tutto portA il lettore in un vortice di azione e avventura, intrighi governativi e segreti pericolosi. La prima opera lunga di Luca Tieri, fumettista italiano trapiantato in Giappone, non brilla certo per la trama, molto semplice e a tratti anche banale. Ma l’estetica e il disegno di Vecta sono una gioia per gli occhi. Il senso di velocità che si assapora di pagina in pagina riesce a trasmettere un’adrenalina e una spettacolarità costante, così come l’estetica delle giovani centaure sprigiona sensualità da tutti i pori. Fortemente influenzato da opere come Ghost in the Shell e Akira, il fumetto riesce a divertire con il suo tratto sperimentale e le esplosioni di colori in molte tavole, con un’estetica retrò ma allo stesso tempo con un tocco di originalità.
Domenico Rotella

Leggi la recensione qui

Vecta

Mai più Plastic Man di Christopher Cantwell, Jacob Edgar, Alex Lins (Panini Comics, 2025)

Mai piu Plastic Man

Nella sua carriera fumettistica, Plastic Man è stato protagonista di alcune storie di grande livello (su tutte, il ciclo di Kyle Baker) intervallate da periodi carsici di scarso utilizzo, dovuti anche alla natura del personaggio. Ed è interessante che un (anti)eroe spesso usato come spalla comica sia protagonista di una serie Black Label, che partendo dalla sua sentenza di morte cerca di scavare a fondo nella sua vita. Chris Cantwell unisce registro comico e drammatico ad atmosfere noir e d’azione per una storia che è fatta di cadute e tentativi di redenzione: pur girando a vuoto in alcuni momenti, in quelli in cui il ritmo è giusto e i dialoghi sono ben strutturati, l’autore riesce a creare spassose scene dall’umorismo davvero dark così come passaggi di grande intensità emotiva. In questo caso aiutano soprattutto i disegni di Alex Lins, il cui tratto caricaturale, grottesco ma anche molto oscuro riesce a gestire bene i vari registri della storia, ed è soprattutto molto efficace nel rappresentare il decadimento fisico, anzi molecolare, dell’eroe. A questi si contrappongono bene le linee pulite, ispirate alla Silver Age, di Jacob Edgar, che crea un controcanto interessante, in cui la comicità di Plastic Man all’interno della Justice League mostra tutto il suo lato più tragico, quello della solitudine di chi non viene mai preso sul serio.
Emilio Cirri

Paranogun di Miguel Ángel Martín (In Your Face Comix, 2024)

La collana Lucky 13 curata da Dast per In Your Face Comix ospita brevi storie autoconclusive in cui, come scrive nella prefazione l’editore Riccardo Rottaro, ogni autore racconta il proprio universo e le proprie ossessioni. Il venticinquesimo spillatino arricchisce il già interessante parterre con il contributo di Miguel Ángel Martín, fumettista spagnolo molto noto, che ama provocare e stupire attraverso le sue narrazioni subito riconoscibili per estetica e verve diegetica. Pur avendo a disposizione solo tredici tavole, che decide di impostare come una sequenza di splash-page, l’artista riesce a coinvolgere, utilizzando i suoi caratteristici personaggi mascherati e la sua causticità per raccontare una storia di poche parole ma di forte impatto. Come anticipa Dast nella sua introduzione, Paranogun lascia con l’amaro in bocca a riflettere sul disagio quotidiano. Ed è giusto così.
Federico Beghin

Paranogun

L’attrazione di Marion Fayolle (Gallucci Balloon, 2025)

L attrazione

La prima uscita del 2026 di Gallucci Balloon è un piccolo librettino quadrato tanto leggiadro e delicato nei contenuti quanto curato e ricercato nella veste editoriale. L’autrice è Marion Fayolle, di cui l’editore ha già pubblicato varie opere, e il tema del volumetto come racconta il titolo è l’attrazione, descritta nello stile surrealista e mai volgare che la contraddistingue.
Le immagini, una in ciascuna pagina, raccontano che cosa siano un incontro, una relazione che da esso può nascere e l’affetto che si instaura in essa tra due esseri umani. L’attrazione genera un’unione, ovviamente fisica, che Fayolle rappresenta come una fusione dei corpi senza soluzione di continuità tra l’uno e l’altro.
Le fusioni rappresentate su pagina racchiudono amore, incanto, ma anche dipendenza talvolta; dai corpi disegnati traspaiono amore, desiderio, erotismo mai esplicito, ironia e anche dolore, distacco, strappi e rotture. Quasi che l’attrazione sia il metro fisico di un rapporto di amore tra due persone, l’indicatore visibile ed evidente della voglia di stare assieme.
David Padovani

Mala del Brenta di Marco GK Gnaccolini e Chiara Spallotta (BeccoGiallo Editore, 2025)

Marco GK Gnaccolini e Chiara Spallotta scelgono di raccontare la Mala del Brenta attraverso le parole del fiume Brenta, osservatore privilegiato di ciò che accadeva negli anni Ottanta e Novanta tra Padova e Chioggia. Per capire il fenomeno mafioso guidato dal boss Felice Maniero, bisogna tornare indietro e procedere per piccoli passi: partire dai banditi degli anni Trenta per arrivare alla lotta alla mafia nel Nord Italia con il giornalista Maurizio Dianese (intervistato a fine volume), il capo della squadra mobile di Venezia Antonio Palmosi e il giudice Francesco Saverio Pavone. Gnaccolini e Spallotta narrano con abilità, usando anafore e personificazioni di oggetti per esplicitare la violenza perpetrata in Veneto e non solo, mostrando uomini, donne, baracche, palazzi e, in una bella sequenza, le cartoline dei luoghi in cui agiva con ferocia la banda di Maniero. Mala del Brenta è un fumetto interessante, facilmente intelligibile e utile per conoscere un passato purtroppo non ancora remoto.
Federico Beghin

Mala del Brenta

Per questa puntata è tutto.  Letture in breve torna tra due settimane con nuove letture, brevi o lunghe che siano.

la redazione

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