
Vincitore del premio Goncourt 2020, L’anomalia dello scrittore francese Hervé Le Tellier è un libro costruito a tavolino in cui narrazione e metanarrazione si intrecciano, cucite insieme da rimandi letterari altissimi – il più evidente dei quali è Italo Calvino – e spaziano tra fantascienza, noir, thriller e racconto sentimentale. Il risultato è un romanzo sorprendente che mette insieme teorie filosofiche, fisica quantistica e alta letteratura.
Quando a Manuele Fior è stato inviato il libro chiedendogli se avesse voglia di adattarlo a fumetti, quel tomo di oltre 350 pagine deve essergli sembrato la parete ripida di una montagna da scalare. Eppure, l’aspetto fantascientifico della storia deve avere stuzzicato l’immaginario fantascientifico di Fior – quel filone esistenziale già esplorato in varie sue opere precedenti – e, dopo quasi tre anni di lavoro, il risultato è il volume di 264 pagine che Oblomov ha portato nelle librerie a settembre 2026.
Fior ha preso il romanzo originale, complesso da un punto di vista letterario seppur innestato su una trama scarna, e per trasporlo in un altro linguaggio ha fatto la cosa più difficile ma anche più intelligente: lo ha decostruito, una sequenza narrativa alla volta, per poi ricostruirlo secondo una nuova struttura adatta a una storia a fumetti.
In effetti, L’anomalia di Le Tellier e di Fior sono due racconti complementari, due opere che – a prescindere dalla diversità di linguaggio usato – raccontano la stessa storia, con gli stessi personaggi, ma in modi diversi.
Fior prende alcune decisioni di drastico distacco rispetto all’opera originaria. Innanzitutto sposta gli eventi dal 2021 a un contemporaneo 2026, in questo supportato anche dal fatto che negli Stati Uniti in ambedue gli anni c’è lo stesso presidente, Donald Trump. E tanto nel libro quanto nel fumetto, il POTUS è un personaggio ingombrante per presenza senza però praticamente mai apparire. Tanto che giustamente Fior non lo mostra mai in viso, esattamente come Le Tellier non lo nomina mai.
Fior taglia dunque a metà il libro e lo stesso fa con il numero di personaggi, scegliendo di concentrarsi su quattro di loro rispetto alla decina e più raccontati nel romanzo: un killer a pagamento, uno scrittore di scarso successo, un architetto affermato e la sua compagna più giovane. A questi, a dire la verità, si aggiunge anche il capitano dell’aereo, forse il personaggio con il destino più tragico tra tutti.
Queste scelte permettono di raccontare storie che appartengono a generi narrativi diversi, ma soprattutto di concentrarsi sui rapporti tra un ristretto gruppo di protagonisti per indagare quella che, sia oggettivamente che a detta del fumettista, è l’essenza del libro: l’incontro con il proprio doppio e le sue conseguenze, cioè una riflessione sull’esistenza umana, la libertà individuale e il senso dell’esistenza; una chiave già esplorata in varie opere precedenti, come Hypericon o L’intervista.
A ben vedere, anche L’anomalia può essere considerata una storia ambientata in quell’universo narrativo che il fumettista si è costruito nel corso degli anni e delle opere, quello spazio in cui i suoi personaggi ritornano, impersonando come attori ruoli diversi. E infatti l’architetto André e la sua compagna Lucie sono senza ombra di dubbio “interpretati” da Raniero e Dora de L’intervista.
Ad altri protagonisti invece il fumettista ha deciso di donare lineamenti di persone reali, importanti per lui. Ecco che Michele Sala, lo scrittore depresso (italiano nel fumetto, francese nel romanzo), assume nell’adattamento i lineamenti di Michele Mari – autore amato da Fior – e che la sua editor Caterina Sforza è l’immagine di Elisabetta Sgarbi, editrice de La Nave di Teseo (e dunque anche di Oblomov), che ha pubblicato in Italia il romanzo di Le Tellier. E poi i tanti camei, da Sandro Veronesi a Paolo Bacilieri a cui si aggiungono le immagini delle copertine dei romanzi fittizi presenti nella storia, a cominciare da quello che le dà il titolo. In questo aspetto il fumetto sembra voler riflettere alcuni degli aspetti metanarrativi presenti nel romanzo, come quando lo scrittore – che lì si chiama Victor Miesel – annuncia che il suo prossimo romanzo si intitolerà Se una notte d’inverno duecentoquarantatrè viaggiatori, ennesimo rimando a Italo Calvino.
L’“ambientazione” in un universo condiviso dalle opere di Fior ritorna anche nell’uso dell’architettura, elemento centrale nelle sue opere, inserendovi edifici reali, spesso di maestri del ‘900, molte volte con precisi scopi narrativi. Ne L’anomalia il fumettista sceglie di usare l’architettura per dare un peso realistico alla vicenda. Alcuni esempi sono le dimore di residenza di due delle vittime del killer a pagamento, lo scorcio urbano e inedito di un arrondissement periferico parigino con i monumenti del centro cittadino sullo sfondo e il Palazzo dell’Arte a Milano – sede della Triennale – dove lo scrittore tiene una conferenza stampa.
La riflessione sull’aspetto dei personaggi ci porta ad analizzare l’impostazione grafica scelta per l’opera. Innanzitutto la griglia, regolare e basata sulla struttura a nove vignette – talvolta con accorpamenti orizzontali o verticali delle stesse – tanto cara ad autori come Alan Moore, David Mazzucchelli e Frank Miller (anche loro fumettisti capaci di muoversi su generi narrativi diversi lungo la loro carriera), che permette a Fior di fornire al lettore un alto numero di informazioni in un numero ridotto di pagine, di fatto creando un surrogato narrativo molto efficace che sostituisce tutta la prima parte del romanzo.
Al contempo la griglia fitta e regolare è la struttura migliore per impostare le tante scene di dialogo tra i personaggi, svelandone il carattere ai lettori e portano avanti la trama della storia, diventando fondamentali nelle sequenze di confronto tra i vari doppi.

Altro elemento visivo importante dell’opera è la colorazione. Per la prima volta Fior ha scelto di avvalersi della colorazione digitale per un’opera molto lunga. In una recente intervista, il fumettista ha spiegato come ha lavorato sul colore, disegnando tutte le pagine in scala di grigi prima di applicare digitalmente i toni cromatici che diventano più o meno saturi a seconda delle diluizioni della china che trova. Il risultato sono pagine che sembrano colorate in modo analogico e soprattutto assolutamente coerenti con lo stile delle sue opere precedenti.
Anche grazie all’ottima resa di stampa del volume, le tavole hanno toni cromatici molto luminosi che esplodono in alcune sequenze di impatto, come quella in cui l’aereo passa dall’oscurità della turbolenza al bagliore e allo scoppio di luce di un cielo terso e azzurro: vignette che raggiungono un grado di realismo molto alto. O ancora, la spread page nella quale l’aereo perfettamente diviso a metà si trova con la parte posteriore nella turbolenza e l’anteriore nel cielo sereno, a sottolineare un passaggio narrativo molto importante all’interno del racconto su cui si basa una delle teorie “scientifiche” con cui si prova a spiegare la duplicazione dell’aereo.
Ci sono anche alcuni elementi grafici con i quali Fior si è divertito, come l’effetto di un esplosione realizzato come un esperimento su carta fotografica o i quadri realizzati da Lucie, la compagna dell’architetto, che sono opere dello stesso fumettista: altro aspetto che, se vogliamo, si lega alla metanarrazione del romanzo.
Anche l’interpretazione del finale della vicenda nell’adattamento a fumetti è un’altra scelta efficace e indovinata: il romanzo si conclude con un finale aperto all’interpretazione dei lettori, ma al contempo evidente conseguenza dell’ipotesi parascientifica più affascinante messa in campo per spiegare la duplicazione dell’aereo. Anche l’uso tipografico dei caratteri, nella pagina finale del libro, era una sfida che Fior raccoglie e traduce in una doppia pagina specchiata e riflessa che traspone lo stesso senso finale e ambiguo della “cascata” di caratteri che troviamo nel romanzo.
La versione letteraria de L’anomalia e il suo adattamento a fumetti sono quindi due opere da affiancare, da leggere entrambe, nell’ordine che uno preferisce, perché una arricchisce l’altra e, per certi aspetti la completa. Ed entrambe si domandano – e invitano i lettori a rispondere – se in un mondo dove esiste una persona che ti conosce come fossi te stesso (perché È te stesso), quella persona possa essere il tuo miglior amico o il tuo peggior nemico.
Abbiamo parlato di:
L’anomalia
Manuele Fior
Oblomov, 2026
264 pagine, cartonato, colori – 30,00 €
ISBN: 9791281692428








