G8, Vent’anni e Nessun rimorso

G8, Vent’anni e Nessun rimorso

n-rimorsoLa memoria si nasconde, ma non sparisce e non è solo una favola da raccontare ai turisti: è parte del DNA di una città, racconta la sua storia e il suo presente. Passeggiando per Genova può capitare di imbattersi in tombini di ghisa che contengono le palme che abbelliscono la cosiddetta area Expo, la zona attigua all’Acquario. Su questi manufatti, come fosse un brand, appare la scritta G8-2001.

In città, i luoghi della memoria sono molteplici, come la statua del Balilla, il ragazzo di 11 anni che il 5 dicembre del 1746, con un sasso e al grido «Che l’inse?», si inizia, sfidò l’esercito austriaco. Alle spalle della statua equestre di Emanuele II, in Piazza Corvetto, piazza centrale di Genova, c’è una stele che ricorda l’eccidio dei genovesi sotto i colpi dell’esercito piemontese capeggiati dal Generale La Marmora.
Genova è nel ricordo del 25 aprile, quando arrivando, gli americani scoprirono che la città si era liberata da sola e che gli autobus avevano ripreso a girare; è nel 30 giugno del 1960, quando la città medaglia d’oro della Resistenza si oppose alla convocazione del congresso genovese del MSI e al Governo Tambroni.

In Piazza Alimonda il ceppo di pietra è la testimonianza di quello che avvenne il pomeriggio del 20 Luglio 2001.

Genova, che da quell’estate di inizio millennio è la città del G8.

A distanza di 20 anni l’importanza del ricordo di quei giorni non è avvertita come il ritrovo di reduci nostalgici di una Woodstock delle manifestazioni di piazza, ma come una necessità, una testimonianza da fare propria.

Il G8, come approfondito da Emilio Cirri, ha un legame fortissimo con il mondo del fumetto italiano, una corrispondenza artistica simile a quella che legò poeti come Ungaretti o Quasimodo alle due guerre mondiali. Si tratta del primo media che si è occupato dei fatti di Genova, anticipando nell’impegno la musica e il cinema, mostrando l’attivismo di una generazione di fumettisti che si affacciava sulla scena proprio in quegli anni.

Con il progetto di preservare tali memoria e testimonianza, Coconino ha pubblicato Nessun rimorso, un’antologia a fumetti che raccoglie materiale già pubblicato e inediti, integrando l’esperienza di GEvsG8, Genova a fumetti contro il G8, pubblicato nel 2006 da Nova Press e Supporto Legale. L’intento di solidarietà del volume appena pubblicato è confermato dal fatto che, come autore, è indicato proprio Supporto Legale; tutti i fumettisti coinvolti hanno concesso i propri contenuti a titolo gratuito. I fondi raccolti dalla vendita del volume sono destinati a chi, per dirla come , a distanza di 20 anni sta ancora impicciato con i processi; qualcuno è ancora in prigione, per altri, ormai adulti, pendono moratorie internazionali per estradarli dai paesi in cui si sono fatti una vita e che invece una giustizia che per una vetrina infranta non fa sconti, vorrebbe scontassero pene degne di terroristi.

L’antologia raccoglie il contributo dato da Alberto Corradi, AlePop, Alessio Spataro, Blu, Claudio Calia. Daniel Cuello, Danilo Maramotti, Davide Reviati, , Filippo Scòzzari, Francesca Vartuli, Francesco Barili, Francesco Cattani, Giuseppe Palumbo, Lorena Canottiere, Lucio Villani, &Mirco, Manuel De Carli, Marco Cazzato, Marta Baroni, , Maurizio Ribichini, Michele Benevento, Nova, Paper Resistance, , Ratigher, Riccardo Lestini, Rita Petruccioli, Roberto Grossi, Samuele Canestrari, , Stefano Palumbo, Stratolin, Valerio Bindi, Vitt Moretta, Zerocalcare.

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Il parterre raccoglie autori che all’epoca dei fatti erano poco più che adolescenti. Qualcuno di loro non era a Genova, troppo giovani, ma ha vissuto il G8 in differita; il loro racconto mostra quale sia stato l’eco di quei giorni sulle nuove generazioni, che l’opinione su quei giorni se la sono fatta studiandoli. Tra tutti i contributi, alcuni notevoli, colpiscono quelli di , un autore da sempre in prima linea è che ha nel G8 di Genova anche il suo battesimo artistico, come se raccontarlo fosse il solo modo per elaborarlo.

n-rimorso3L’autore di Rebibbia nel 2001 era un diciassettenne, non un fumettista. Attraverso l’antologia non solo è possibile fare un excursus sulla sua poetica o sul suo stile (la scoperta che in origine i suoi personaggi avessero i gomiti può destare stupore), ma soprattutto consente di osservare la sua maturazione critica rispetto ai fatti di allora e la sua volontà, a partire da quei giorni, di restare sempre attento, informato e con le idee tanto chiare in testa quanto sulle tavole che illustra. A riprova di una maturità raggiunta, Il fumetto che apre la raccolta, L’indicibile, mette molti puntini su altrettante ‘i’ relazionandosi con onestà intellettuale con chi decidesse di approcciarlo. Michele Rech ci tiene a precisare che non pretende di parlare con il fenotipo dell’odiatore da tastiera ma con chi ha più domande che risposte, ambendo a un confronto che il fumettista ritiene ormai necessario.

Nel suo approfondimento ammette senza ipocrisie l’immaturità sua e di chi si approcciò al G8 aspettandosi una guerra dei bottoni e che si è trovato invece a fare i conti con una situazione impensabile, ma proprio partendo dall’ingenuità e dagli errori di chi manifestò, vorrebbe che fosse fatta chiarezza sulle responsabilità e le colpe, anche gravi, di chi a quelle piazze, alle strade e alle migliaia di manifestanti pacifici che le occupavano doveva garantire ordine e sicurezza. Il suo approccio invita poi a riflettere sul rapporto tra colpa e pena – ci sono quarantenni latitanti per aver distrutto una vetrina e torture prescritte – e soprattutto sui contenuti proposti da chi era già maturo allora e capiva quanto fosse importante sostenerli e che poi investito dalla violenza di quei giorni ne è uscito ferito, non solo in modo simbolico, e disilluso.

Contenuti che riletti oggi non solo sono restano attuali, ma ancora più urgenti di quanto lo erano allora. Avevamo ragione, dicono in molti che a Genova ci sono stati, ma abbiamo perso. L’antologia ovviamente lascia al lettore la decisione di quali siano i contenuti più efficaci.

Si fa apprezzare il disilluso cinismo di &Mirko, ma anche l’occhio al precipizio offerto dalle immagini di Grossi, il frammento di vita di Carlo Giuliani offerto da Francesco Barilli e Manuel De Carli, e le impressioni raccolte durante i processi da Claudio Calia che regala anche lo scorcio di testimonianza apparentemente più leggera: il suo incontro con un ragazzo che voleva regolare un torto personale a pochi metri e minuti dall’omicidio di Carlo Giuliani.

La qualità e il valore, anche artistico, dei testi raccolti resta elevato per il contenuto, certo, ma anche per la varietà di stili e declinazioni del fumetto che offrono. Senza rimorso non è solo un volume che racconta dell’impegno di almeno tre generazioni di artisti, ma è anche un’antologia di stili e narrazioni che offrono un interessante sguardo sulle diverse anime del fumetto nostrano.

Fondamentale che a fare da collante alle testimonianze a fumetti ci siano brandelli di memoria raccolti dal Supporto Legale: dettagliate ricostruzioni che mettono assieme i fatti con la loro traduzione nei tribunali. Approfondimenti che integrano, spiegano lo stato d’animo che emerge con forza dalle tavole e che aspira fare in modo che questo volume sia il tipo di opera di ricerca che i fatti di Genova meritano.

Il libro è come il testimone di una staffetta, un feticcio destinato a passare alle nuove generazioni, un monito perché i ragazzi di oggi, destinati pure loro a diventare classe dirigente, siano consapevoli di quello che è stato e facciano il possibile perché non si ripeta.

Abbiamo parlato di:
Nessun rimorso
Supporto Legale
Coconino Press , 2021
242 pagine, brossurato, bianco e nero e colore – 20,00 €
ISBN: 9788876185700

20 anni dal G8 di Genova: testimonianze dal fumetto

 

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