Comunicato stampa
Per gli aborigeni australiani il Tempo del Sogno è il tempo della creazione, un tempo in cui gli Antenati hanno creato il mondo con il canto.
La rappresentazione dei sogni nell’arte ha visto contributi di moltissimi autori, da Giotto a Raffaello, da Goya a Blake, da Picasso a Chagall, ma l’opera che forse più compiutamente rappresenta il labile confine tra il mondo onirico e quello reale è il quadro di Salvador Dalì: Sogno causato dal volo di un’ape attorno a una melagrana un secondo prima del risveglio.
Anche il cinema evoca il sogno, con le immagini che si alternano attraverso dinamiche che spesso richiamano la fase onirica: basti pensare a Sogni di Akira Kurosawa.
Secondo il neurobiologo Jean-Pol Tassin i sogni sarebbero simili a un fumetto: poche vignette, poche istantanee in grado di evocare una storia che il nostro cervello ricostruisce nella sua interezza.
Basti pensare a Dream of the Rarebit Fiend (1904) e a Little Nemo in Slumberland (1905) di Winsor McCay.
Gli autori di INTERIORS, una rivista autoprodotta di fumetti e illustrazioni, sono stati particolarmente affascinati dal tema Sogni e hanno accettato di reinterpretarlo in una mostra, tornando a mettere pulsioni, desideri, incubi al centro delle loro visioni, tornando a sognare a occhi aperti, liberando la fantasia.
Un augurio comune in questi tempi difficili: sogni d’oro!
La mostra, allestita presso Galleria Pavart di Roma (via Giuseppe Dezza 6/b), è visitabile fino al 31 ottobre, ad accesso libero. Curata da Marco De Giuli e Velia Littera, espone le opere di Andro Malis, Carlo Persico, Cristiano Baricelli, Damix, Dangyong Liu, Danilo Manzi, Debora Malis, Diletta Ugolini, Domenico Cecon, Domenico Greco, Emma Canziani, Flaminia De Giuli, Giovanni Lombardozzi, Le Nevralgie Costanti, Lorenzo Ivan Di Vincenzo, Luigi Barricelli, Marco Campanella, Marco De Giuli, Nicola Stradiotto, Paolo Massagli, Sabrina Averna, Thomas Bires, Tiziano Battista, Tiziano Onesti e Valeria Magini.
