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Nathan Never #301 – Il giorno del giudizio (Serra, Giardo)

28 Giugno 2016
Torna Antonio Serra che, con Sergio Giardo, da il via all'attacco finale di Omega.
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1Dopo il precedente episodio a colori, con il numero 301 iniziano ufficialmente i festeggiamenti per i venticinque anni di vita editoriale dell’agente Alfa. Per l’occasione, dopo quasi quattro anni di assenza, torna a occuparsi di soggetto e sceneggiatura Antonio Serra, creatore di Nathan Never con Michele Medda e Bepi Vigna, quest’ultimo in edicola con la miniserie NN Anno zero che rinarra le origini del protagonista. Il giorno del giudizio è il primo di tre albi che si andranno a sviluppare nei numeri 302-303 e che, nelle intenzioni dell’autore, destabilizzeranno in modo permanente il mondo di Nathan. Il ritorno di Serra coincide infatti con un episodio pregno di eventi dal forte impatto emotivo: mentre sullo sfondo si prepara l’attacco all’umanità da parte del Dio robotico Omega, siamo testimoni di tradimenti clamorosi e morti eccellenti che forzatamente si ripercuoteranno sulla continuity della serie. Peccato che il numero, malgrado una sceneggiatura solida, presenti questi elementi in modo troppo veloce, un’urgenza di raccontare che non concede il giusto approfondimento alle singole vicende. Non convince pienamente nemmeno la caratterizzazione del crudele Omega, a volte troppo “frivola” per un novello Ultron. Belli i disegni di Sergio Giardo che, forte di uno stile netto e pulito, ci presenta una serie di tavole dall’ottima leggibilità. Pregevole inoltre la resa del mecha design. Da segnalare la scena finale durissima e sconvolgente, ottimo momento di sinergia fumettistica tra sceneggiatore e disegnatore.

Abbiamo parlato di:
Nathan Never #301 – Il giorno del giudizio
Antonio Serra, Sergio Giardo
Sergio Bonelli Editore, giugno 2016
96 pagine, brossurato, bianco e nero – 3,20 €
ISSN: 9771121573001

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Michele Garofoli

Michele Garofoli

(Voghera 1972) Nella redazione de Lo Spazio Bianco dal 2009. Per Lo Spazio Bianco è articolista e curatore delle rubriche "Lo Spazio Bianco Consiglia" e "Immagina Lo Spazio Bianco". E' inoltre collaboratore del TunuéLab e articolista per il mensile Fumo di China. E questo è quanto.

5 Comments Commenta:

  1. Devo dire che ne sono rimasto sconcertato, e attendo gli altri due numeri per cercare di capirci qualcosa. Troppi comportamenti che non tornano, Sigmund, May, ma soprattutto Nathan… Ti pare che un agente con tutta la sua esperienza liquidi così a bruciapelo Elania con tutti i modi che ci sarebbero stati per “bloccare” un robot? Ora come ora, se dovessi dire se mi è piaciuto o no, propenderei per il no. Come scritto nella recensione, episodi singoli troppo sbrigativi, mentre un pieno sviluppo avrebbe impegnato numeri e numeri; certo le trame di Omega per spingere gli agenti in una direzione c’erano da un bel pò, ma arrivare a questo punto mi sembra troppo, non ce la faccio proprio, con tutta la passione che ho per NN. Stride un pò con le emozioni che mi hanno invece provocato i numeri extra con la storia delle “origini” di NN, anche se ci sono stati colpi di scena che paiono stravolgere quello che pensavamo di sapere delle vicende che hanno fatto diventare Nathan l’agente alfa. Per quanto invece riguarda lo speciale Agenzia Alfa, un giudizio positivo a metà, alcune storie non mi hanno entusiasmato (anche come disegno), altre le ho trovate di buon livello. Secondo me, vero è che Nathan è (credo) il bonelli che al momento forse tira di più, ma ci sono troppe uscite al mese, ho quasi il timore che la preoccupazione principale (ai vertici b.) sia di tirar su il soldo (impressione che mi hanno dato anche la moda inaugurata, presa a prestito dagli albi USA, delle variant cover, delle uscite diverse in libreria, con magari qualche pagina in più di commento, ecc.). Boh. Che ne pensate?

    • Ciao Fabrizio e grazie per il tuo intervento. Come dicevo sopra a Vincenzo non è facile giudicare questo numero di Nathan Never. Tanti avvenimenti ma, almeno per ora, troppo compressi e dallo sviluppo troppo brusco. Non credo Nathan sia uno dei personaggi con più seguito in Bonelli in questo momento, anzi, tutte queste iniziative sono volte a riportare l’attenzione dei lettori su un personaggio ormai storico del fumetto italiano, ma che in questi anni probabilmente non è riuscito ad esprimersi al meglio. Che poi la Bonelli cerchi di massimizzare i ricavi con le variant cover è un discorso economicamente naturale ed è pure un segno del cambiamento del mercato dedicato al fumetto. Un saluto e grazie ancora!

      • Grazie a te (ed allo spaziobianco, vi apprezzo da quando ho scoperto il vostro blog ;) ). Confermo che un giudizio definitivo si potrà dare solo alla fine dei tre albi, tra l’altro proprio stamattina ho visto una tavola del 304 postata su fb da Bepi Vigna, e si vede Nathan che acquista un disco di Bob Dylan al negozio di Mac, e quindi è proprio difficile immaginarsi come andranno a finire questi eventi. Tra l’altro è sospetta l’immagine dell’uomo quantico sulla copertina del prossimo numero, e possiamo perlomeno immaginare che ci sia qualche conseguenza forse inaspettata. Quando incontrai Vigna l’anno scorso (e lo tenni al bar credo due ore ;) ), mi aveva buttato lì qualche anticipazione, ma, ovviamente, senza scendere troppo nei dettagli (a un certo punto mi fece vedere sul telefono una tavola del numero 300, e mi disse “secondo te cos’è?”, figurati… non ci presi neanche di striscio e mi lasciò con un sorriso enigmatico e tanta ansia di avere per le mani tutti questi numeri del 25esimo, che, assolutamente, non fanno altro che riconfermare il mio amore per NN).

  2. Il comportamento di Nathan mi è parso davvero troppo impulsivo per essere lui, sembra quasi da Legs! C’è tanta carne al fuoco in un solo albo, forse troppa. Aspetto però di leggere gli altri due numeri per dare e avere un giudizio più ragionato.

    • Ciao Vincenzo. Sono d’accordo con te. Per dare un giudizio più netto è giusto aspettare la fine di questa mini saga. Per ora gli avvenimenti sono davvero molti e sembra difficile chiuderli tutti nel solo arco di tre numeri. Magari saranno lo scheletro portante di questo “nuovo” corso di Nathan Never. Un saluto!

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