Dopo Charlie Hebdo, minacce anche a Le Canard enchaîné

14 Gennaio 2015
Minacce anche a Le Canard enchaîné: il settimanale oggi nelle edicole francesi con un numero-omaggio a Charlie Hebdo
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Anche Le Canard enchaîné, altro storico settimanale satirico francese, sarebbe sotto minaccia.
Il direttore di redazione Jean-Marie Horeau ha raccontato a France Info che il giornale ha ricevuto diverse preoccupanti mail: il messaggio più preciso è arrivato giovedì 8 gennaio, all’indomani dell’attentato a Charlie Hebdo, assicurando che era giunto “il loro turno”.
«Tenuto conto di quello che era successo il giorno prima, abbiamo trasmesso al procuratore della Repubblica questa mail che ci prometteva di tagliarci con un’ascia. E lui ha pensato che la minaccia andasse presa seriamente». Horeau riconosce che «in altre circostanze, non ci saremmo preoccupati più di tanto. Di colpo, abbiamo una protezione rafforzata davanti alla nostra porta. E anche davanti alla porta della nostra tipografia. Le minacce vanno prese con la giusta distanza. Tra paranoia e disinvoltura bisogna trovare la giusta distanza…».

La redazione ha deciso di uscire comunque in edicola come tutte le settimane, con un numero quasi interamente consacrato alla tragedia del Charlie. La prima pagina di mercoledì 14 gennaio ospita in particolare un sentito omaggio a Cabu – che aveva lavorato per diversi anni proprio a Le Canard – con un disegno dello stesso vignettista e l’apertura “Il messaggio di Cabu: Andiamo ragazzi, non lasciatevi abbattere!”. Gli altri titoli sono in pieno stile Canard: “Uno per tutti, tutti Charlie!”, “Da morir dal ridere”, “Il kalashnikov o l’ascia?”, “L’ora è tragica, ridiamo!”. Nel comunicato sulla strage, la redazione aveva già espresso il suo shock per i recenti fatti e in particolare per la perdita di Cabu, “uno di noi”, garantendo aiuto per far sopravvivere Charlie Hebdo.

Le Canard enchaîné è una delle più antiche testate della stampa francese. Fondato nel 1915, è un caso unico grazie alla sua commistione di giornalismo d’inchiesta, satira e illustrazione volta a denunciare gli scandali pubblici francesi. Privo di pubblicità per evitare influenze esterne, è molto popolare in patria dove ha una tiratura di circa 400.000 copie. Oggi il successo di vendita dell’ultimo numero del Charlie Hebdo ha premiato anche Le Canard, che è andato a ruba nelle edicole d’Oltralpe.

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Maya Quaianni

Maya Quaianni

(Milano, 1984) Da sempre appassionata di fumetto e animazione, dopo aver frequentato il liceo artistico sperimentale si iscrive all’Università degli Studi di Milano dove si laurea in Scienze dei Beni Culturali – indirizzo Cinema in Storia del Cinema d’Animazione con il professor Giannalberto Bendazzi, con una tesi sulla serie animata nipponica Cowboy Bebop. Sempre alla Statale prosegue gli studi in Scienze dello Spettacolo e della Comunicazione Multimediale, laureandosi con la tesi “Studio 4°C: un caso particolare dell’animazione giapponese”. Collabora con la Fondazione Franco Fossati nella realizzazione di mostre a tema fumettistico e sull'animazione, e appena può si occupa di critica d’animazione (per esempio sul sito sushiettibili.it). Tra i suoi interessi principali vi sono le arti visive in toto e l’interazione tra differenti mezzi artistici (fumetto, cinema, teatro, animazione, illustrazione). Le sue letture fumettistiche spaziano dai manga alle graphic novel, di qualsiasi landa ed epoca, con una predilezione per le opere dotate di una forte impronta autoriale e un’attenzione particolare all’aspetto visivo.

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