Le ultime due storie di
Claudio Nizzi comparse sulla serie regolare di Tex si presentavano come
remake di albi classici:
L’oro dei monti San Juan riprendeva
Sioux,
L’assedio di Mezcali reinterpretava
I diavoli rossi. Anche in questo numero lo sceneggiatore non fa eccezione e porta avanti
un’operazione-nostalgia per fidelizzare e compiacere i lettori d’antan. Lo testimoniano i riferimenti a vecchi episodi (tutti pubblicati proprio durante il periodo d’oro nizziano) e, soprattutto, la volontà di riproporre, immutati, alcuni degli stilemi a lui più cari. Così abbiamo un giovane nei guai, un affarista senza scrupoli,
il microcosmo di una nave (ricordate
La banda del teschio o
Il ritorno della Tigre Nera?), Tex e compagnia chiamati in Canada da Gros-Jean, dialoghi saporiti e piombo ben dosato. Nizzi mostra la sua esperienza come narratore delineando
un plot semplice (i concetti, secondo la regola aurea bonelliana, vengono spiegati tre volte) ed efficace. Anche se il finale si prospetta molto prevedibile,
il ritmo è buono così come la gestione sulla scena dei quattro pards (i siparietti comici di Carson, anche se insistiti, strappano un sorriso).
Corrado Mastantuono – che torna a visualizzare una storia di Nizzi dopo il “Texone” del 2007 – si conferma come uno degli
autori più versatili della testata. Il suo tratto spazia infatti con disinvoltura dall’umoristico (tavola 17) al drammatico (tavola 112) e
sa raccontare con precisione e dinamismo. La sceneggiatura poi gli complica la vita (o gli aumenta la gloria) chiamandolo a disegnare la “Belle Star”, il battello al centro della vicenda, da ogni possibile angolatura. Il risultato è superbo: basti osservare il vignettone di tavola 68 o la sequenza delle rapide (tavole 97-98-99).
Abbiamo parlato di:Tex #714 – La rupe del diavolo
Claudio Nizzi, Corrado Mastantuono
Sergio Bonelli Editore, aprile 2020
114 pagine, brossurato, bianco e nero – 3,90 €
ISSN: 977112156104600714