Justice

[KALPORZ] JUSTICE, “Hyperdrama” (Genesis, 2024)

6 Luglio 2024
di
[KALPORZ] I Justice sono dei Daft Punk che non ce l’hanno fatta.

I Justice sono dei Daft Punk che non ce l’hanno fatta. Si scherza, non è che i Justice siano gli ultimi arrivati però diciamo che non hanno raggiunto la fama e lo status del duo parigino, che tra l’altro non esiste più (scioltosi ufficialmente nel febbraio 2021) e che quindi – si potrebbe dire – ha lasciato la scena aperta ad eventuali successori. Riescono a Justice ad afferrare il testimone con questo quarto lavoro? Io direi proprio di sì, anche se ci sono diversità evidenti tra i due progetti e anche tra questo “Hyperdrama” e i precedenti album dei Justice stessi.

Innanzitutto “Hyperdrama” non ha connotazioni smisuratamente funk, animo che invece permea e contraddistingue molta della produzione DP (e che probabilmente è stata anche la chiave di lettura del loro successo “commerciale”), perché si sposta più sul piano electro puro e di elettronica classica, ambientale o di matrice kraut che sia. Personalmente trovo questo aspetto un plus, perché il funky molte volte strizza l’occhiolino all’ascoltatore ma promette di più di quello che mantiene. I Justice invece vanno alla sostanza della materia digitale: un po’ tamarra alla Chemical (“Generator”), krafteriana con sensore funk (qui sì) in “Dear Alan”, asciutta alla maniera dei Royksopp (“The End”) o fatta di una psichedelia d’atmosfera come i migliori Air (“Moonlight Rendez-vous”, il dialogo di “Explorer” che rimanda direttamente a “How Does It Make You Feel?” senza passare dal via).

I Justice hanno sviluppato il loro animo pop con la collaborazione con i Tame Impala in un paio di pezzi che spaccano, l’iniziale “Neverender” e la bellissima “One Night/All Night” (che si è aggiudicato lo scettro di miglior singolo dello scorso Gennaio), e in generale hanno diminuito leggermente il loro impatto di natura rock per privilegiare soluzioni che affascinino piuttosto che coinvolgano ritmicamente. Oddio, il tiro e le dinamiche sono pazzesche in “Incognito”, ma le stesse si stemperano – al culmine dell’ipnosi – nella intro pacata piuttosto che in un 4/4 pari che avrebbe esaltato le masse. È una tecnica al contrario, si potrebbe dire, far crescere a dismisura il suono per poi azzopparlo, confondere le frequenze e poi virare in derapata verso altri lidi più ponderati.

Ciononostante tutto questo, “Hyperdrama” colpisce per la cura sonora (i bassi sottotraccia in “The End” entrano nello stomaco e non escono più) e la perfezione che solo un album che si attendeva da sette anni (l’ultimo “Woman” è del 2016), ben utilizzati. Nel frattempo il mondo è cambiato e i Justice ripropongono la medesima formula, questo è vero, però hanno differenziato alcune sfumature e in ogni caso la qualità dei pezzi è alta. Per questo non si condividono alcune critiche che l’hanno definito un album troppo “luccicante” (Pitchfork, che ha dato un 6.3), sottintendendo che la cura è diventata maniera e l’essere adulti cozza con la spensieratezza di far ballare. Tutto si tiene, a mio parere, le parti che mi hanno meno convinto sono quelle più R&B perché forse lì non si capisce bene se loro ci siano dentro oppure no, se se le sentano davvero. Ma non è un danno diventare adulti se questo si accompagna all’essere sempre coerenti con il proprio intimo io: i Justice rimangono fedeli a loro stessi, sta a noi decidere se continuare o meno ad accompagnarli nel loro cammino.

75/100

Pubblicato originariamente da Paolo Bardelli su www.kalporz.com/2024/04/justice-hyperdrama-genesis-2024/.

Ti stai chiedendo perché questo articolo? Cosa c’entri con i fumetti? Leggi qua!

logo_300_wordpress

Kalporz scrive di musica, con una propria visione, dal 2000. È da sempre attenta alle novità, alle tendenze, alle scene emergenti, e gli piace raccontarle in modo originale, senza filtri e con cura. In particolare la sua curiosità musicale è alla ricerca delle “cose belle”, al di là dei generi.

Kalporz

Kalporz

(Collaboratore esterno) Kalporz scrive di musica, con una propria visione, dal 2000. E' da sempre attenta alle novità, alle tendenze, alle scene emergenti, e gli piace raccontarle in modo originale, senza filtri e con cura. In particolare la sua curiosità musicale è alla ricerca delle “cose belle”, al di là dei generi.

Commenta:

Your email address will not be published.

Social Network