Giorgio Ambrosoli: la scelta di un eroe borghese

Giorgio Ambrosoli: la scelta di un eroe borghese
ReNoir ripubblica "La scelta" di Gianluca Buttolo, dedicato a Giorgio Ambrosoli, nel quarantennale del suo omicidio: una drammatica storia di eroismo civico resa in un rigoroso contrasto di bianchi e neri.

Giorgio Ambrosoli: la scelta di un eroe borghese_Recensioni In occasione del quarantennale della scomparsa di Giorgio Ambrosoli, ha deciso di ripubblicare in un’ edizione speciale il fumetto La scelta di Gianluca Buttolo, dedicato appunto alla figura dell’avvocato milanese, centrale nella vita della nostra travagliata Repubblica. il volume è arricchito da contributi dei figli Umberto e Francesca, da una prefazione del giornalista Gianpaolo Carbonetto e una postfazione dell’autore, che spiega le scelte adottate nell’opera.

La figura di Ambrosoli è uno di quegli esempi di eroismo civico mai sufficientemente ricordati. Ambrosoli, da solo, con un coraggio e capacità esemplari, si trovò a curare il fallimento del Banco Ambrosiano, scoperchiando una rete di poteri eversivi politici ed economici che, al di là delle speculazioni finanziarie, stavano attentando al cuore stesso della democrazia in collegamento con le oscure trame della Loggia P2, in un gioco d’ombre tutt’oggi non chiarito e tutt’altro che debellato.

Significativo il titolo: La scelta. Si evidenzia così, giustamente, la lucidità con cui Ambrosoli – martire laico – va scientemente incontro al suo destino, per “fare solo il suo dovere”, immolandosi per salvare la patria nel senso più alto del termine.

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La finalità divulgativa ed educativa viene tenuta come stella polare: il fumetto è perfetto, ad esempio, da mettere in mano a un ragazzo delle superiori, per permettere di capire la questione. Tuttavia, il volume non rinuncia affatto a una dimensione artistica, compiendo scelte fortemente interpretative nel modo in cui narrare la sua materia.

La narrazione va così nella direzione dell’essenzialità, come traspare fin dalla copertina, elegante e minimale, che staglia una minuscola figura di Ambrosoli sullo sfondo di un bianco abbacinante. Il netto contrasto di bianchi e neri è la struttura che regge tutta l’opera, con un potente e ben studiato gioco simbolico: il nero caratterizza spesso i centri segreti della finanza, i penetrali del potere economico, chiusi ed ombrosi per una mancanza di luce altamente allegorica.
Ma il bianco non sembra simboleggiare il polo positivo, quanto – tramite ampi spazi vuoti, quasi agorafobici – la solitudine assoluta di Ambrosoli, osteggiato da Sindona e dalla sua ragnatela internazionale di potere e abbandonato da quasi tutti, per tacita connivenza omertosa o per paura delle rappresaglie di un sistema criminale che veniva messo in difficoltà per la prima volta. Unica eccezione significativa il maresciallo Novembre, recentemente scomparso nello scorso settembre 2019, che fu al suo fianco fin dagli inizi.

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Anche la gabbia italiana adottata, spesso con una striscia a tre vignette invece delle consuete due, contribuisce al senso claustrofobico di un Ambrosoli chiuso nel labirinto di società fittizie che Sindona edifica per imprigionarlo, senza però riuscirvi. Le barchette di carta di Sindona divengono uno dei leit motiv simbolici che rappresentano questo oceano di carta ingannevole, quella dei pirotecnici movimenti finanziari e quella delle coperture giornalistiche giocate in favore del potentissimo “Banchiere di Dio”.

Le rare splash pages, rese efficaci dalla parsimonia nell’uso, seguono il principio della copertina nel mettere in evidenza l’isolamento dell’eroe borghese. Il segno, poi, è particolarmente efficace nella resa della psicologia dei personaggi, costruita con pochi tratti, in un alternarsi di poche inquadrature, con prevalenza di profilo e tre quarti. Una lezione anche nell’inchiostrazione, che rivela un debito con Hugo Pratt, pur ben assimilato e funzionale alla storia, mentre l’uso del contrasto monocromatico fa pensare alla Sin City di Frank Miller (che a sua volta, del resto, si riconosceva debitore di Pratt).

Tramite la vicenda esemplare di Ambrosoli, emerge ancor più terribile questo sfondo dell’Italia come Sin Nation, un intrico di trame che convergono nell’Ambrosiano come un nodo gordiano che, a prezzo della vita, l’avvocato riesce a recidere. Anche i suoi grandi avversari, Calvi e Sindona, pagheranno il fio del loro strapotere, morendo “convenientemente” prima di poter coinvolgere nelle accuse eventuali “superiori sconosciuti”. I divi politici sprezzanti che irridevano Ambrosoli (“era uno che la cercava”) la passeranno liscia: su loro, al limite, potrà giungere impietoso il giudizio della Storia. E, a tener viva la memoria, anche questo valido fumetto può offrire il suo meritorio contributo.

Abbiamo parlato di:
La scelta – Giorgio Ambrosoli
Gianluca Buttolo
ReNoir, 2019
164 pagine, cartonato, bianco e nero – 19,90 euro
ISBN: 9788865672198

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