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Dylan Dog #307 – L’assassino della porta accanto (Accattino, Gerasi)

12 Aprile 2012
Dylan Dog #307 - L'assassino della porta accanto (Accattino, Gerasi)
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Sono anni che non compro Dylan Dog, dopo aver amato spassionatamente i primi, storici, 100 numeri: quelli che hanno creato il fenomeno, durante i quali Tiziano Sclavi ha dato il meglio con storie perfette e sceneggiature da manuale. Meriti che forse non gli sono stati riconosciuti quanto meritasse.
Ho comprato questo albo spinto dai commenti positivi sul web, per ritrovarmi tra le mani un racconto effettivamente efficace, ben costruito e, soprattutto, spiazzante e malinconico come ricordo fossero certe vecchie storie.
Dylan si trasferisce temporaneamente a Edimburgo per correre dietro all’ennesima fiamma, lasciando Groucho a casa e stabilendosi in una vecchia pensione; il suo arrivo cambia gli equilibri instaurati tra gli abitanti della magione, compreso il vecchio Wilson, autore in passato di violenti omicidi e animato da una rabbia sopita che tiene sotto controllo uccidendo i ratti che vivono in cantina.
L’espediente di mettere a conoscenza il lettore dell’identità di Wilson all’insaputa di tutti, rendendolo quasi protagonista al pari di Dylan, tiene alta la tensione, sotterranea e pronta a esplodere, anche nei momenti in cui l’albo si mantiene su toni leggeri e scanzonati. Eppure l’epilogo è molto diverso da quello che si può immaginare: è amaro, crudele e senza risoluzioni morali.
Se pure i i testi e i dialoghi non sono a livello d’eccellenza, la sceneggiatura scorre con maestria, anche e soprattutto quando sembra non succedere niente di particolare. I disegni di Gerasi contribuiscono al buon esito dell’albo, sicuri ed evocativi, perfetti per l’empatia che trasmettono e fascinosi nei flashbak.

Abbiamo parlato di:
Dylan Dog#307 – L’assassino della porta accanto
Fabrizio Accatino, Sergio Gerasi
Sergio Bonelli Editore, Aprile 2012
96 pagine, brossurato, bianco e nero – 2,70€
ISBN: 9771121580009

Ettore Gabrielli

Ettore Gabrielli

Classe 1977, toscano, programmatore. Impara a leggere sugli Alan Ford del padre, una delle poche cose per cui si sente debitore veramente. Vorace lettore da sempre, i fumetti sono stati il mezzo per imparare e per conoscere persone e per questo sarò loro sempre grato. Nel 2002 fonda Lo Spazio Bianco, magazine dedicato al fumetto tra i più longevi e seguiti in Italia di cui è tuttora direttore editoriale. Nel 2021 ha fatto parte della giuria dei Lucca Comics Awards.

7 Comments Commenta:

  1. Ciao. Bella recensione. Solo un appunto sui dialoghi: se non li trovi granchè è perché evidentemente non hai letto Dylan ultimamente e fai il raffronto con quelli del genio Sclavi. Se avessi letto quelli delle storie uscite negli ultimi anni saresti in ginocchio davanti all’albo di questo mese. :-) Ciao, e ancora complimenti.

    • Ciao,
      in effetti è scritto nelle poche righe della brevisione che l’autore non legge DD da anni…
      In ogni caso a breve pubblicheremo una recensione più lunga ed articolata su qusto stesso albo che sviscererà anche questo punto…

    • Ah ah, spero non sia tragica come la dipingi!
      Come ho scritto è stato un acquisto dopo anni di allontanamento, quindi è una valutazione che si limita al singolo episodio.

      Grazie dei complimenti, sempre molto graditi.

  2. Mi spiace ma non ci ho trovato tutta questa maliconia.
    La parte con la corrispondenza tra Dylan e la ragazza l’ho trovata bruttina e molto poco naturale.
    Non dico sia facile scrivere cose del genere ma come storia la reputo da sufficienza minima.
    Fare confronti non mi piace quindi parlo per singolo numero.
    Il finale mi è sembrato frettoloso e poco chiaro, non vorrei spoilerare cose quindi mi fermo qui.

    • Grazie del contributo! Tranquillo, non c’è niente da dispiacersi, ognuno da una lettura prende quel che gli pare ;)

      Il finale, per esempio, è una delle cose che personalmente ho apprezzato di più qualcosa finalmente di lontano dall’happy end e dai finali costruiti e forzati.

  3. Ancora con ‘sta storia dei primi 100 numeri in cui Sclavi ha dato del suo meglio? Sveglia! Dei primi 100 Sclavi ne ha scritti 55, il resto tra Chiaverotti e qualche altro sceneggiatore.

    • Come ho scritto, “durante i primi 100 numeri”, non certo che li ha scritti tutti. E comunque, sottovalutare il suo ruolo di supervisore della serie mi sembra riduttivo e sbagliato. Credo che la mancanza della sua guida abbia influito molto sulla serie.
      Liberi poi di non pensarla così :)

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