
In Sangue Amaro (in originale “Life sucks“, gioco di parole tra “sucks”, succhiare, e “sucks” nel senso di “fa schifo”) la mitologia vampiresca viene spogliata del fascino gotico di tanta narrativa e di tanto cinema per essere calata nella realtà di tutti i giorni. E il tema centrale del racconto non è tanto la natura vampirica dei personaggi, quanto il loro adattarsi alla vita di tutti i giorni; in particolare, snodo centrale è l’innamoramento di Dave nei confronti di Rosa, affascinante dark le cui attenzioni sono contese da Wes, vampiro tanto ricco e bello quanto insensibile e vanesio.
Questo fumetto ci propone Jessica Abel in una veste spiazzante, sia per il suo ruolo, qui di sola sceneggiatrice piuttosto che autrice unica, che per il genere, lontano dall’autobiografico delle precedenti opere.
La storia scorre a cronometro, senza rallentamenti e senza elementi ridondanti, con tempi e ritmi cinematografici. I disegni di Pleece, coadiuvati dai colori fin troppo accesi e posticci di Hilary Sycamore, sono rigidi e poco personali, ma svolgono onestamente il loro compito. Una piccola sorpresa, volendo anche un’incursione, sia per la Abel che per la Black Velvet, in un fumetto di intrattenimento, meno ricercato e autoriale ma non per questo scarso o poco interessante.
Abbiamo parlato di:
Sangue amaro
Jessica Abel, Gabe Soria, Warren Pleece
Traduzione di Leonardo Rizzi
Black Velvet, 2011
192 pagine, brossurato, colori – 16,50€
ISBN: 978-88-96197-37-0








