Ogni collaboratrice e collaboratore del sito legge molto di più di quanto riesce a scrivere o di quanto gli piacerebbe scrivere. Tante di queste letture sono spesso accompagnate da note e appunti, utili come schemi o embrioni di future analisi e recensioni.
Per non perdere queste analisi preliminari che tanti di noi fanno, ma soprattutto per dare spazio e visibilità a tutte quelle decine di fumetti che ogni mese escono oggi in libreria, fumetteria ed edicola ma a cui – giocoforza – non riusciamo a dedicare articoli completi, è arrivata la rubrica Letture in breve.
In ogni puntata ci troverete piccoli spot, teaser, microanalisi delle letture, recenti o meno, di spaziobianchiste e spaziobianchisti.

Debby Tung, Passione libri
Craters Thinks di Leon Tanaka e Torahate (Star Comics, 2026)
Craters Thinks parte da presupposti magari già visti, ma interessanti: presentare un mondo in cui degli esseri, chiamati Craters, causano devastazioni perchè non riescono a controllare le loro emozioni, che si manifestano in maniera esplosiva. Attraverso la figura principale, Leon Tanaka vorrebbe esplorare traumi emotivi e come le emozioni definiscano la nostra realtà con un manga che unisce shonen, thriller psicologico e tinte horror. Purtroppo, dopo un primo volume introduttivo un po’ frenetico ma anche con molti spunti interessanti, il secondo e conclusivo volume mette fine alla storia in maniera frettolosa e confusissima, con un mix di verbosità e superficialità disarmante. I disegni di Torahate, benchè non sempre costanti per qualità, sono l’unica cosa che si salva in questo manga, grazie a una gestione interessante degli scontri e ad alcuni momenti horror che mettono davvero grande angoscia grazie alla scelta di distorsioni prospettiche e un tratto pulito ma anche intenso. Troppo poco per capire la scelta di Star Comics di pubblicare un manga che ha sofferto evidentemente di una chiusura anticipata, e che è obbiettivamente impubblicabile nel mercato del manga contemporaneo.
Emilio Cirri

Nei miei occhi di Bastien Vivès (Black Velvet, 2010)

Nei miei occhi racconta una storia molto semplice. La storia d’amore tra due giovani universitari, dal loro primo incontro fino al loro (forse) ultimo momento insieme. Una trama molto lineare che a tanti potrà anche sembrare banale. Ma l’originalità sta in come viene raccontato questo amore. Con Bastien Vivès, pluripremiato autore parigino, non si sa mai cosa aspettarsi e questa bande dessinnéè non fa eccezione. Tutta la vicenda viene mostrata solo ed esclusivamente attraverso gli occhi del ragazzo. Non sentiamo la sua voce ma vediamo solo ciò che anche lui vede e sentiamo le parole e i rumori che lo circondano, rendendo possibile un’immersione totale nel fumetto. Tutta la tenerezza, l’ansia e la gioia di un giovane amore viene resa alla perfezione, grazie anche agli splendidi disegni a colori di Vivés, molto delicati, con un tratto a volte molto rumoroso mentre altre quasi accennato, quasi come fosse una bozza. Un fumetto che si legge in poche decine di minuti ma che rimane impresso nella mente, pur raccontando una storia scontata ma in cui ci immedesimiamo tutti.
Domenico Rotella
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Hoka Hey! di Neyef (Tunué, 2026)
Immensi paesaggi, tragiche storie di frontiera e un West ormai al tramonto che cede il passo alla civilizzazione anche nelle aree più rurali. Questo è l’affresco del western crepuscolare tratteggiato da Neyef, che segue George, giovane Lakota strappato in fasce alla sua tribù dai bianchi e che riscopre le sue radici grazie a un’atipica famiglia di fuorilegge come lui: persone fuori posto in un mondo che è cambiato troppo. In questo contesto si dipana una classica storia di vendetta ad ampio respiro, in cui il lettore assapora il viaggio nelle grandi praterie e respira un po’ della cultura Lakota, evitando la classica romanticizzazione della frontiera. Neyef racconta questo West con ampie tavole capaci di restituire la vastità della natura e del particolare rapporto tra i Lakota e il mondo spirituale che pervade il tutto, in una storia dal forte taglio cinematografico ed emotivo.
Daniele Garofalo

Pantera Nera, l’uomo senza paura vol. 2 – Paura e delirio a Hell’s Kitchen di David Liss, Francesco Francavilla e Jefte Palo (Panini Comics, 2012)

Con Daredevil fuori dai giochi, è T’Challa, Pantera Nera, a prendersi cura della gente di Hell’s Kitchen. Lo scrittore David Liss, vincitore dell’Edgar Award, imposta un racconto interessante e scorrevole ma purtroppo poco solido, soprattutto a causa della presenza di personaggi caratterizzati in un modo troppo superficiale. Questo è un peccato, principalmente perché il coinvolgimento della Pantera Americana avrebbe potuto essere sfruttato in un modo migliore. Da segnalare una simpatica citazione di Watchmen e un episodio autoconclusivo carino inserito nel brossurato insieme a un tie-in trascurabile di Spider-Island.
Sicuramente promossi, invece, i disegni e i colori di Francesco Francavilla, che riesce a trasmettere un’atmosfera cupa e tesa in linea con il periodo editoriale legato a Fear Itself.
Federico Beghin
Star Wars – Darth Maul: Figlio di Dathomir di Cullen Bunn, Jeremy Burlow e AA. VV. (Panini Comics, 2021)
La prima delle due miniserie contenute nel volume è una lettura piacevole, grazie al focus sull’azione e al ritmo sostenuto. È inoltre accattivante osservare le dinamiche tra il protagonista e alcuni iconici personaggi del sottobosco criminale della galassia lontana lontana. Lo sviluppo della trama è però anche piuttosto prevedibile e nel complesso questa risulta essere la storia meno efficace del dittico.
Il secondo racconto, che dà il titolo al volume, si dimostra invece coinvolgente fin da subito. Inizialmente concepito come arco narrativo della serie animata The Clone Wars, Son of Dathomir catapulta il lettore in una narrazione carica di pathos, dove a tenere banco sono conflitti galattici, giochi di potere e alleanze precarie. Il desiderio di vendetta che spinge Maul è poi il catalizzatore di un processo di evoluzione altrettanto coinvolgente. Di contro, molte nozioni vengono date per scontate, il che può rendere la lettura caotica per chi non conoscesse gli eventi della serie tv.
Marco Marotta

Touched by a Demon #1 di Kristen Gudsnuck (Dark Horse Comics, 2026)

Un demone di nome Bifrons, nostalgico dei giorni lieti trascorsi in Paradiso, cerca di redimersi aprendo un’agenzia di life coaching nel mondo dei mortali. Il piano è quello di compiere abbastanza buone azioni nella speranza che Dio, nella sua infinita misericordia, gli conceda una nuova chance di varcare i cancelli del paradiso. Kristen Gudsnuck realizza una storia ricca di personaggi dal carattere genuino che recitano un copione denso di umorismo macabro che esplora temi quali l’identità, il bullismo, il trauma e l’ansia sociale. Al centro si colloca la personalissima lotta del protagonista che si dibatte tra la sua identità attuale e quella che vorrebbe riavere. I disegni e la colorazione, a cura della stessa Gudsnuck, incrociano efficacemente uno stile cartoonesco a un tratto d’ispirazione manga ben supportando la narrazione sia nei momenti votati all’umorismo nero che in quelli più prettamente horror. Touched by a Demon si dimostra una lettura ricca di sfaccettature indirizzata principalmente ad un pubblico young adult.
Ferdinando Maresca
Lobo #1-2 di Skottie Young e Jorge Corona (DC comics, marzo-aprile 2026)
Lobo torna alle sue radici dissacranti degli anni ’90 grazie a Skottie Young che delinea una satira grottesca sul concetto di antieroe e anche sui reality televisivi. L’agenzia di riscossione per cui lavora Lobo viene acquisita da una mega-corporazione che gli propone un reality show sulle sue missioni di cacciatore di taglie. Ma il suo modus operandi supera la sete di sangue del pubblico e il network cerca di rettificare e snaturarne i comportamenti con continue richieste che scatenano una furibonda reazione. Riprendere l’anarchia underground delle storie di Alan Grant, Keith Giffen e Simon Bisley è molto difficile e questo tentativo di restituirci il Lobo di oltre trenta anni fa non convince pienamente. Uno sforzo apprezzabile ma sostanzialmente fiacco rispetto al passato, con una trama che funge da canovaccio per una serie di gag e dialoghi di stampo grottesco che appaiono spesso forzati. Convince in parte anche grazie ai disegni di Jorge Corona, surreali e dettagliatissimi come quelli di artisti come il citato Giffen e Kevin O’Neill.
Paolo Pugliese

Assorted Crisis Events di Deniz Camp, Eric Zawadzki, Jordie Bellaire, Assam Otsmane-Elhaou e Tom Muller (Image Comics, 2025)

Con Assorted Crisis Events, l’astro in ascesa del fumetto statunitense Deniz Camp crea un fumetto fantascientifico che, usando i concetti (oggi piuttosto abusati) di multiverso e incursioni spaziotemporali, parla del nostro tempo come solo la migliore letteratura di genere sa fare. In maniera mai didascalica, Camp riflette non solo sulla società moderna, del rapporto con l’altro (anche quando esattamente identico a noi) o sulla condizione di chi lavora nel sistema capitalistico, suoi argomenti ricorrenti, ma anche di traumi famigliari e del concetto stesso di tempo da una prospettiva umana, ovvero quella che il tempo lo sente scorrere e “volare”. Tra storie struggenti, altre drammatiche, altre ricche di folle azione e sottile, brutale ironia, l’apporto del superteam assemblato da Camp è essenziale: Eric Zwadazki, oltre ad avere uno stile dettagliato ed espressivo, ha la capacità di cambiare costruzione grafica a ogni storia, e con questa di sottolineare i concetti espressi dalla stessa; Jordie Bellaire si conferma una colorista eccezionale nell’usare tonalità diverse per definire piani diversi della realtà; Hassan Otsmane-Elhaou e Tom Muller a lettering e design racchiudono tutto in una costruzione grafica coerente.
Emilio Cirri
Per questa puntata è tutto. Letture in breve torna tra due settimane con nuove letture, brevi o lunghe che siano.
