
La spiegazione di Boselli per il finto suicido è semplice: Crowley aveva la necessità di realizzare il rito che avrebbe evitato un nuovo risveglio di Cthulu, come quello che causò il maremoto del 1755 che distrusse Lisbona.
La struttura della storia, cui ormai i lettori di Dampyr sono avvezzi, è costituita da una ricostruzione dei fatti e una raccolta degli indizi sia attraverso la lettura di tomi polverosi, nel più classico stile avventuroso, sia con visioni mistiche del passato. La parte più attiva è indubbiamente l’ultimo terzo del numero, con la missione del gruppo guidato da Harlan Draka sull’isola dove sorge la città di R’lyeh.
In particolare in quest’ultima parte Michele Cropera da il meglio di se, mostrando con splash page di chiara ispirazione escheriana il disorientamento dei protagonisti, o nella riuscita visualizzazione dei mostri lovecraftiani. Nel complesso il tipico ma efficace mix dampyriano di ispirazioni differenti.
Abbiamo parlato di:
Dampyr #222 – Il suicidio di Aleister Crowley
Mauro Boselli, Michele Cropera
Sergio Bonelli Editore, settembre 2018
96 pagine, brossurato, bianco e nero – 3,50 €









