“Ghirlanda”, la sinfonia visiva di Mattotti e Kramsky

Un approfondimento sugli aspetti musicali e rituali di "Ghirlanda", il nuovo lavoro di Lorenzo Mattotti e Jerry Kramsky edito da Logos Edizioni.

La linea fragile

torna alla realizzazione di una lunga storia a fumetti con i testi di (nome d’arte di Fabrizio Ostani) dopo più di un decennio con Ghirlanda ().

"Ghirlanda", la sinfonia visiva di Mattotti e KramskyIl volume è un vero oggetto d’arte, con copertina rigida in cartoncino, interni in alta grammatura per circa 400 tavole, e arricchisce un lavoro di per sé già generoso e stratificato. Incontra un immaginario che non è solo fumettistico (per quanto geneticamente fumettistico, ma ci si torna più sotto) e non è solo artistico, ma compenetra in visioni oblique il risultato di un’intera carriera al servizio del disegno e dell’affabulazione.

Ghirlanda è un luogo immaginario, è l’insieme di numerosi luoghi dell’immaginario, che sembra non avere confini. La tavola di cui si serve Mattotti ha uno spazio indefinito, il cui orizzonte si sposta instancabilmente a ogni svolta narrativa. A guidare l’esperienza del lettore e, si intuisce, la creazione artistica a monte, è la linea, di cui Mattotti ha via via trovato sempre nuove soluzioni nel corso della sua carriera.

Facile tornare a pensare a quell’incredibile e densa narrazione che fu Stigmate, dove un feroce bianco e nero segnava un punto di non ritorno nello stile dell’autore (con l’abbandono della sua tavolozza caratteristica di colori caldi e densi e l’uso di un disegno anti-decorativo), ma è più facile ritrovare i semi di questo approdo in quella misconosciuta raccolta di disegni dal titolo Linea Fragile, sempre in coppia con Kramsky.

Linea Fragile è una raccolta di disegni “automatici” ai quali gli autori hanno cercato di dare ordine e forma, nonché un senso ex post tramite brevi frasi, frammenti verbali giustapposti da Kramsky. Tornare a addentrarsi in quella esplorazione oggi, con il senno di poi di Ghirlanda, ci permette di comprendere quanto sia proprio la linea il cuore di buona parte della ricerca di Mattotti.

Una ricerca che non sempre si è palesata in passato e che opera dopo opera è apparsa sempre più centrale. La linea prima delle forme, l’improvvisazione prima della composizione, la libertà espressiva prima della razionalizzazione strutturale.
Il simbolismo che ha da sempre caratterizzato in qualche modo la ricerca di Mattotti diviene così cuore pulsante di un’esperienza artistica durata anni, sottotraccia rispetto a altri lavori, come un fiume che scorre sottoterra prima di riemergere chilometri più a valle.

La linea melodica

"Ghirlanda", la sinfonia visiva di Mattotti e Kramsky
Bambini intenti a disegnare la melodia di un brano su carta

Nella metafora visiva, il suono melodico è rappresentato da linee che si muovono in alto e in basso, si intersecano, tornano indietro, si fondono in strutture più corpose o in architetture armoniche complesse.

La rappresentazione visiva del suono è un problema da sempre. Sia nella storia della notazione musicale, sia nell’arte visiva pura e nel fumetto. La linea è intuitivamente il primo modo per rappresentarne il movimento nello spazio-tempo.
Ce lo insegnano i bambini o le persone con importanti degenerazioni cognitive quando, attraverso una matita e un foglio, danno forma a una musica ascoltata.

Il fumetto è arte del silenzio e dei “suoni inudibili”. Non è possibile presentare un canto, per quanto siano stati nel corso dei decenni codificati diversi stratagemmi per rappresentarlo. Ghirlanda è sotto moltissimi aspetti musica visiva. Da un lato perché al suono gli autori dedicano un ampio spazio e una specifica funzione narrativo-escatologica. Dall’altro perché è specificamente musicale il movimento della linea di Mattotti sulla tavola.

L’intreccio di questi due piani di lettura fa di Ghirlanda un libro atipico e un’esperienza di lettura e di “ascolto” unica, memorabile (in senso letterale).

Il suono esoterico

Ghirlanda è un racconto sull’esoterismo. C’è l’idea di un ritorno a simboli, ritmi, riti e eventi che sono stati perduti nell’anomia della modernità.

"Ghirlanda", la sinfonia visiva di Mattotti e KramskyIl primo scopo del viaggio salvifico dei personaggi del libro è quello di un ritorno al senso delle cose. Un riappropriarsi della comprensione della vita e del senso del proprio ruolo in essa, che avviene attraverso una crisi che mette in discussione la routine del quotidiano, fatto di abitudini consolidate e apparentemente annoiate. Dove anche lo sciamano del villaggio appare ormai solo una figura istituzionale, che ha la funzione di tenere a bada i bambini con racconti lontani, che hanno perso di interesse e di… senso.

La nascita, l’errore, il karma (o la predestinazione) rompono questa morbida e rammollita ripetitività rassicurante per dare forma a nuove possibilità. Avviene così l’incontro con la sofisticazione (della droga, della violenza, della contrapposizione, del sogno compensatorio) e con nuove scoperte, con la responsabilità, la ricerca e l’azione.

In questa trasformazione prettamente alchemica il suono occupa una posizione di rilievo, perché facilitatore della metamorfosi in atto. Attraverso la parola, il canto e la musica del cosmo viene mantenuta l’armonia, viene contrastato il caos e vengono sostenuti i momenti chiave di passaggio.

Mattotti mostra una consapevolezza visiva inarrivabile nel rappresentare su carta questa componente armonica. Compito assai più difficile se si pensa che l’autore ha scelto di non avvalersi del colore che, come noto, da millenni è stato associato a specifiche frequenze sonore o a specifici stati di coscienza a loro volta collegati a suoni e frequenze precise.

"Ghirlanda", la sinfonia visiva di Mattotti e Kramsky

È con la linea, nella sue figurazioni simboliche, in un bianco e nero assoluto, che Mattotti dà voce al suono inaudito del disegno. I movimenti delle linee che costruiscono simboli prima ancora che forme nei rituali delle visioni, nei conflitti animaleschi tra forze della natura, nelle parole sciamaniche e così via, sono una vera esperienza uditiva e sinestetica per il lettore, oltre che un’autentica performance musicale dell’autore.

E non è affatto un caso se forse l’unico momento in cui l’autore abbandona completamente la linea per dare spazio al puntinato e a una texture retinica è quando vuole dare suono alla voce incantatoria della giovane (sciamanica) Albina. In quel continuo sussultare e salire e scendere e intersecarsi e oscurarsi e illuminarsi, in quell’incrollabile movimento sinfonico, la texture puntinata apre al silenzio armonico, pienamente esoterico, del canto ultraterreno o transpersonale.

Le parole accanto

"Ghirlanda", la sinfonia visiva di Mattotti e KramskyIn questa sinfonia, ora dolcissima ora terribile, la parola che Kramsky aggiunge con parsimonia è perfettamente giustapposta, proprio come avvenuto nell’intima esperienza di Linea Fragile, senza fondersi con la narrazione della linea, rievoca con parole archetipiche e favolistiche il cuore di una narrazione fuori dal tempo e dai luoghi.

In questo senso, il lavoro di Kramsky è encomiabile e frutto di anni di frequentazione con Mattotti, nonché di anni di lavoro sulla favola, sul racconto per l’infanzia e sulla ricerca artistica meno prevedibile e rassicurante.

Per tornare al suono, a volte la scrittura diviene filastrocca, accompagnando una danza propiziatoria; in altri casi diviene naif o desueta. Priva di qualunque profondità psicologica, la parola è accanto al lettore, per accompagnarlo nel viaggio esoterico, senza mai invadere, senza il bisogno di offrire interpretazioni o metafore.

Perché è il simbolo visivo e sinestetico di Mattotti che conduce le danze, già di per sé così denso e espressivo, e non aveva bisogno d’altro che di ironia, leggerezza e suggestioni da parte della parola.

Il luogo di tutti luoghi

Ghirlanda, come si accennava all’inizio, all’interno di questo viaggio alchemico rappresenta un luogo non-luogo, spazio infinito del vivere e del morire, dove i confini mutano costantemente al pieno servizio dell’immaginario.

Ogni luogo e personaggio hanno un contenuto simbolico che va oltre la sola funzione narrativa. Ogni personaggio è identico agli altri, senza tratti distintivi, in un processo di spersonalizzazione anti-eroica. Gli ambienti sono ammassi di linee intrecciate, o semplici fili di inchiostro che ricordano iconicamente un fiume, un fiore, una montagna, un mare qualunque.
Siamo in piena rappresentazione onirica, in una narrazione che si rivolge al profondo, all’inconscio. E il fumetto si erge, monumentale, come la migliore forma artistica possibile per fare un lavoro sul profondo.

In questo senso, Ghirlanda non è solo storia di un percorso sciamanico, ma è esso stesso racconto esoterico, perché le tavole di Mattotti e le parole di Kramsky dialogano apertamente con il profondo del lettore. Non ci si aspetti, in questo, complessità interpretativa o astrattismo. Tutt’altro. Una semplificazione dei simboli che, come ci ricorda per esempio lo schematismo grafico dei Tarocchi di Marsiglia, offre ancora di più al lettore la libertà di interpretare e “ascoltare” il proprio dialogo interno. Gli autori si rivolgono alla componente intuitiva della mente umana, quella meditativa e contemplativa, quella creativa e non razionale, che permette autentiche scoperte su di sé.

"Ghirlanda", la sinfonia visiva di Mattotti e Kramsky

Come già ci ricorda Jung nella prima metà del Novecento, e come già ci è stato tramandato da altre ricerche e esperienze esistenziali e spirituali in Occidente e Oriente, è il simbolo che permette di aprire un ponte autentico di dialogo tra componente conscia e inconscia della nostra realtà. Più quel ponte è aperto, accessibile ma non banale, più è possibile che lo scambio avvenga in modo intimo e efficace.

Ghirlanda riesce perfettamente in questo intento, caratterizzandosi così come un lavoro unico e specificamente fumettistico. Il tempo narrativo scompare, perché nell’inconscio non c’è tempo lineare. C’è invece un continuo vagare, un continuo esplorare che nessuna conclusione, comunque necessaria, può chiudere davvero. Un’ottima metafora della circolarità infinita della vita e delle sue continue trasformazioni. Un monumento vitale del vero potenziale del fumetto come forma di comunicazione.

Abbiamo parlato di:
Ghirlanda
Lorenzo Mattotti, Jerry Kramsky
Logos edizioni
392 pagine, cartonato cucito con dorso in tela, b/n – 35,00 €
ISBN: 9788857609003

 

 

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