X-Men Deluxe #170

9 Giugno 2009
di AA VV Panini Comics, giu. 2009 – 96 pagg. col. bros. – 3,80euro L’unico episodio veramente collegato a Secret Invasion è quello di “X-Factor” che apre l’albo. Si tratta infatti di un crossover che proseguirà in Fantastici Quattro #247 per poi concludersi nel prossimo numero di questa rivista. Peter David riesce a integrare le trame della “sua” storia in quella dell’invasione Skrull con una certa intelligenza. Ma quello che più conta è che riesce a mantenere la brillantezza nel parlare di risvolti sociali e integrazione etnica narrando le avventure di personaggi che sollevano automobili (o compiono altre imprese sovrumane)
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di AA VV
Panini Comics, giu. 2009 – 96 pagg. col. bros. – 3,80euro
L’unico episodio veramente collegato a Secret Invasion è quello di “X-Factor” che apre l’albo. Si tratta infatti di un crossover che proseguirà in Fantastici Quattro #247 per poi concludersi nel prossimo numero di questa rivista. Peter David riesce a integrare le trame della “sua” storia in quella dell’invasione Skrull con una certa intelligenza. Ma quello che più conta è che riesce a mantenere la brillantezza nel parlare di risvolti sociali e integrazione etnica narrando le avventure di personaggi che sollevano automobili (o compiono altre imprese sovrumane) con disinvoltura. Buoni i personalissimi disegni di Larry Stroman, già partner di David in una precedente versione della serie. Come detto, nel resto del brossurato i riferimenti al crossover Marvel dell’anno sono nulli o quasi. Per esempio nei sontuosi “Astonishing X-Men” di Ellis e Bianchi ci sono alcune battute nei dialoghi che potrebbero alludere a skrull sotto copertura, ma restano per ora delle illazioni. Warren Ellis è quel che è, ma non è al top della forma, mentre Simone Bianchi evidenzia i consueti limiti (pur avendo una tecnica sopraffina) nello storytelling e nella staticità. La chiarezza e il dinamismo della sequenzialità vengono poste in secondo piano rispetto all’effetto scenico, all’inquadratura ardita, al taglio cinematografico delle vignette. Tutti aspetti che sono senz’altro positivi in un’illustrazione o in una copertina, ma non lo sono nella pagina di un fumetto dove la rappresentazione dell’illusione del movimento dovrebbe essere preminente. Si prosegue con la tenebrosa e drammatica X-Force di Kyle & Yost/Crain, abbastanza intrigante e interessante. Si chiude con Young X-Men di Guggenheim/Paquette. Buone caratterizzazioni dei personaggi, discreti dialoghi, morale un po’ fiacca e scontata risollevata da ottimi disegni. (Paolo Garrone)

Paolo Garrone

Paolo Garrone

Nativo di Cuneo (10 settembre 1967), ma torinese d’adozione. Vive a Settimo Torinese. Ama, anzi si nutre di fumetti (ovviamente), cinema e serie TV. Qui ci vuole un punto se no sembra che si nutra anche di loro: adora i gatti (non che abbia qualcosa contro i cani, eh). Esordisce “criticamente” sul defunto – ma mai dimenticato – Infofumetti per poi approdare sui lidi dello Spazio Bianco. Qui, con molta fortuna ma anche grande gratificazione del suo ipertrofico ego, fa una carriera rapidissima, arrivando a diventare uno degli editor più attivi; finché un bel giorno subisce un grave distacco di retina (a cui ne seguirà un altro, circa 2 anni dopo), che lo costringe a ridurre drasticamente il suo apporto. L’amore per i fumetti e il legame d'amicizia con la redazione lo inducono comunque a non desistere e, ogni tanto, cerca di scribacchiare ancora qualcosa, principalmente sull'argomento che predilige, i supereroi. Si è anche dedicato a "LSB Live", dove (s)parla sempre di comics e dintorni.
Da queste parti, in qualche modo e maniera, lo troverete sempre.

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