Copertina

“Spaceman”: cronache (confuse) della nuova civiltà

29 Agosto 2025
Tra uomini geneticamente modificati, città sommerse e una società allo sbando, il rapimento di una bambina diventa un perverso reality show.
Leggi in 3 minuti

In un futuro non troppo distante, la NASA avvia un progetto segreto per facilitare le ricerche nello spazio. Grazie al lavoro della dottoressa Franklin, nasce un gruppo di bambini modificati geneticamente dotati di maggiore forza e resistenza, così da poter sopportare più facilmente e per più tempo le condizioni di lavoro a gravità zero e in atmosfere diverse da quella della Terra. Uomini dello spazio, come recita il titolo, nascosti alla società. La loro esistenza, però, viene presto a galla e lo scandalo generato porta alla chiusura del progetto spaziale.

Spaceman, scritto da Brian Azzarello e disegnato da Eduardo Risso, duo già noto per 100 bullets, segue le vicende di uno di questi superuomini, Orson, che vive la sua vita da emarginato in quel che resta di un’enorme metropoli semi-sommersa da un cataclisma passato, vivendo alla giornata con un gruppo di bambini orfani e chiacchierando con un certo Buba.

Appare subito affascinante il mondo in cui si sviluppa la storia, nonostante non presenti nulla di particolarmente innovativo. Una città perlopiù inabissata, con solo qualche grattacielo e una guglia di una chiesa che spuntano dall’acqua, i cui abitanti vivono in baracche galleggianti. Il futuro distopico che viene illustrato non è poi così diverso dalla nostra realtà: non ci sono strumenti tecnologici fantascientifici, né impianti o armi da transumanesimo. Anzi, alcuni strumenti e imbarcazioni sembrano vecchi anche per i lettori odierni. La società è rigidamente ripartita tra ricchi e poveri, con i primi ben protetti e nel lusso di un quartiere-fortezza, blindato e controllato da un esercito privato, e i secondi costretti a vivere tra i rifiuti.

Il tutto fa da sfondo ad un immenso reality show. Nella miniserie targata Vertigo, edita da noi nel 2012 da RW Edizioni e non più ristampata, ogni evento che accade in città, che sia lieto o una tragedia, merita di essere mandato in onda come intrattenimento per le masse.

È ciò che avviene anche nel caso del rapimento di una bambina, Tara, vero motore della storia, figlia adottiva di una coppia di star della televisione, che viene ritrovata e protetta proprio dal protagonista. Il caso viene seguito sia dai detective della città, sia dai produttori televisivi, questi ultimi con il solo obiettivo di generare audience e profitto, anche a costo di ostacolare le indagini.
Da qui in poi segue un’escalation di inseguimenti, sparatorie e veri e propri massacri tra gang criminali intente ad accaparrarsi la ricompensa in denaro per ritrovare Tara. Il nostro Orson, quindi, affronta molte difficoltà pur di stare accanto alla bambina, a sua volta affezionatasi all’uomo dello spazio.

Proseguendo nella storia viene svelato anche il passato del gruppo di superuomini e del loro destino durante una missione su un pianeta alieno per conto della NASA, con le due timeline che si alternano continuamente, generando non poca confusione nel lettore. Infatti, se la vicenda principale si presenta tutto sommato chiara e lineare, per gli eventi precedenti la narrazione prosegue in maniera tortuosa, con salti temporali e interruzioni brusche dei ricordi. Si ha l’impressione di trovarsi davanti a frammenti di memoria, piccoli flash del passato di Orson e dei suoi compagni, con situazioni ed eventi che ricalcano ciò che sta avvenendo nel presente, in una sorta di fusione tra le due linee temporali. Ciò non aiuta la comprensione della vicenda, e il risultato è che le origini del protagonista restino vaghe e fumose.

I disegni di Risso sono spettacolari, chiari e senza sbavature. Interamente a colori, il tratto è ricco di dettagli, soprattutto nelle vignette con vedute della città e di paesaggi, rimanendo però semplice e senza particolari effetti visivi. Si passa facilmente da tavole più buie e cupe, ad altre con colori più luminosi, sempre con un’estrema cura nel rendere la storia facilmente leggibile graficamente. Nessuna pagina presenta la griglia delle vignette con gli spazi bianchi, ma un disegno a tutta pagina, spesso anche in splash page, e le varie scene sono sovrapposte ad esso nelle zone di minor interesse. Nel volume sono presenti anche i frontespizi dei singoli volumi, questi disegnati da Dave Johnson.

Spaceman non è un brutto fumetto, ma neanche un’opera memorabile. Rimane nel mezzo, in un limbo permanente dal quale non riesce ad uscire: troppo derivativo e confuso in tanti passaggi, ma allo stesso tempo con idee accattivanti e disegni belli da vedere.

Abbiamo parlato di:
Spaceman
Brian Azzarello, Eduardo Risso
Traduzione di Stefano Formiconi
RW Lion, 2012
224 pagine, cartonato, colori – 21,95 €
ISBN: 9788866913436

Domenico Rotella

Domenico Rotella

Classe 1998, originario di un piccolo paese delle montagne calabresi, ha studiato presso l’Università della Calabria (UNICAL) e laureato in Comunicazione con una laurea sul mercato editoriale dei manga in Italia. Attualmente vive a Roma e studia Editoria e Scrittura a La Sapienza. Divoratore di fumetti vari, predilige i manga. Appassionato di tutta la cultura Pop e delle sue varie forme creative ed artistiche.

Commenta:

Your email address will not be published.

Social Network