
Dopo l’apertura ufficiale con i saluti di organizzatori e autorità, si è svolta la presentazione della “Guida a Fumetti di Monza” e, successivamente, un incontro sul tema “Sloworld – slow tourism – slow comics: innovare nella tradizione”, alla presenza di Alfredo Castelli, don Giuseppe Tarzia, Luigi Bona, Alessandro Venegoni (Presidente Giovani Confindustria Alto Milanese) e Fabrizio Pozzoli (Presidente Cooperativa betania).

È stata poi la volta della cerimonia di premiazione del Premio Internazionale Luciano Bottaro “I mestieri del fumetto”, a cura di ComixCommunity e alla presenza di Annabella Bottaro, figlia del Maestro scomparso quattro anni fa. Il premio è stato attribuito a Sergio Gerasi, con la seguente motivazione: “Per l’evoluzione artistica e poetica che ha espresso nel disegno e nella narrazione a vignette”. Gerasi aggiunge così questo riconoscimento al Premio Full Comics vinto con il volume “G&G”, dedicato a Giorgio Gaber, su testi di Davide Barzi. Presenti anche padre Stefano Gorla (“Il Giornalino”), Chiara Mognetti (“Capitan Novara”), Dino Caterini (Scuola Internazionale di Comics), Andrea Marchi & Gianluigi Giorgetti (“Clerici Vagantes”).
Molto seguito e applaudito il festeggiamento per i 300 numeri (e i 25 anni) di Lupo Alberto, alla presenza del suo creatore Silver, che ha disegnato a lungo per il pubblico (“Quanti disegni hai fatto oggi?”, gli chiede Luigi Bona a fine giornata; “Direi un centoventi”, risponde Silver). Torta a sorpresa per tutti i presenti, brindisi e applausi. Meno affollate, purtroppo, le corsie degli stand, che facevano un po’ di malinconia. Se ogni prima edizione di un evento paga lo scotto di essere, appunto, la prima edizione, a penalizzare l’affluenza di pubblico ci si è messo anche il maltempo: acqua a catinelle per tutto il giorno, con pesanti disagi per la viabilità e la circolazione, che probabilmente hanno trattenuto a casa, o bloccato in auto sotto la pioggia, numerosi potenziali visitatori (agevolati, al contrario, coloro che hanno preferito spostarsi in treno e poi usufruire, dalla stazione all’Autodromo, dell’ottimo servizio navetta gratuito – sì, ho detto GRATUITO! – messo a disposizione da Sloworld).


La giornata del sabato si è conclusa con il convegno “Quale fumetto per il futuro”; presenti, al tavolo dei relatori, Paola Pallottino, Laura Scarpa, Alfredo Castelli, Vittorio Pavesio, Gianni Miriantini, Sergio Pignatone, Luigi Bona, Padre Stefano Gorla, Luca Raffaelli e la sottoscritta. Si sono affrontati vari argomenti e si è cercato di andare oltre il pessimismo (peraltro non ingiustificato) che ci coglie un po’ tutti, quando pensiamo al futuro del fumetto osservando l’evoluzione – o meglio l’involuzione – del mercato negli ultimi anni. Si è parlato di emorragia di lettori, di fiere in cui si vedono sempre le stesse facce e gli standisti fanno acquisti fra loro, di crisi economica, di tendenze, di differenze fra mercato italiano e mercato francese, nonché fra sponsor di alto livello e sponsor di piccolo-medio livello, della necessità di regolamentare l’editoria online prima di poterla considerare una vera alternativa a quella cartacea, del Giornalino con il suo continuo ricambio di lettori, dello scarso impegno delle istituzioni nel promuovere il linguaggio del fumetto e la cultura in generale, della necessità – da parte degli operatori del settore – di fare di necessità virtù sfruttando ogni canale promozionale possibile, specie quelli a basso costo legati a Internet, che se utilizzati con creatività e fantasia possono dare risultati utili. Qui sul mio blog la prima parte del mio intervento al convegno: jellicleswan.blogspot.com/2010/10/fumetto-e-comunicazione-prima-parte.html.

Domenica il tempo è stato clemente, ma ciò non è bastato ad affollare le corsie degli stand come si sperava. Non è per sadismo che insisto su questo punto, ma la mia indole spudoratamente taccagna mi ricorda sempre che, senza standisti più che soddisfatti, una manifestazione non ha futuro; il che, nel caso di SlowComics, sarebbe un gran peccato perché il posto è bello e l’atmosfera gradevole. Sarebbe servita più promozione? Impossibile saperlo, anche se, per definizione, la promozione non basta MAI (sigh). Di sicuro sarebbe stato opportuno collocare, all’esterno dell’edificio, cartelli e indicazioni in ogni angolo disponibile, così da incuriosire e convogliare la folla che si era radunata all’Autodromo in occasione di una gara podistica. Mi raccomando la prossima volta!
(Inciso: parlo dal pulpito di chi si è sentita rivolgere la stessa critica durante l’ultima edizione di Cartoon Club, e so che su questo fronte ci fanno compagnia anche gli staff di altre manifestazioni: quindi sproniamoci e consigliamoci a vicenda.)

La giornata si è aperta con l’iniziativa del “Fumetto al trancio”, ovvero un gruppo di fumettisti impegnati a riempire di schizzi e illustrazioni un grande foglio diviso in rettangoli (“tranci”), destinati poi a essere venduti al pubblico presente. Presenti Michele Cropera, Massimiliano Frezzato, Massimo Bonfatti, Dino Caterini, Ferdinando Caretta. Accanto a questa tavolata, faceva bella mostra di sé uno stand della Borsa del Fumetto e intitolato “Vent’anni dopo”: esponeva albi e riviste che sono usciti in edicola e libreria nel 1990. Effetto nostalgia assicurato – e anche l’effetto “capello bianco” non scherzava…
Presenti diversi professionisti del fumetto italiano. Oltre al già citato Silver, c’erano Luca Enoch, Massimiliano Frezzato, Fernando Caretta, Enzo Jannuzzi, Giuseppe Palumbo, Claudio Villa, Antonio Serra, Paolo Bacilieri, Cinzia Ghigliano, Massimo Bonfatti e Alberto Ponticelli, quest’ultimo coadiuvato da Marco Mirko Nani, Marco Pedri e Tommaso Di Spigna in una originale performance grafica, con disegni realizzati su “muretti” costruiti con scatole di cartone.


Concludo augurandomi nuove edizioni di SlowComics, con una crescita che vada sostanzialmente in due direzioni: l’acquisizione di un pubblico più vasto e una presenza a dir poco massiccia di quel “fumetto eccellente” a cui fa riferimento il sottotitolo della manifestazione, in modo da caratterizzare ulteriormente la manifestazione stessa e differenziarla in maniera decisa dalle altre fiere di settore. Magari con più mostre e micro-eventi dedicati a quelle realtà che promuovono un modo di fare fumetto destinato non ad un consumo veloce ma ad una fruizione riflessiva ed estetica di un certo spessore; penso a Il Grifo, a Hazard, a ReNoir, alle Edizioni BD, alla 001 Edizioni e a vari altri editori, che in SlowComics potrebbero trovare un’occasione promozionale “specializzata”. Congetture mie, si capisce: magari, tra qualche anno, alcune diverranno realtà.
Riferimenti:
SlowWorld, primo salone del turismo lento e del fumetto eccellente: www.sloworld.eu
Si ringrazia Emanuela Oliva (www.emanuelaoliva.it – emanuelaoliva@alice.it) per il supporto fotografico.
