NRDF – Ottobre 2020 – I Premi Boscarato per il Webcomic

NRDF – Ottobre 2020 –  I Premi Boscarato per il Webcomic
Il Premio Boscarato include una categoria specifica per i webcomic. Vediamo quale quadro emerge per questo 2020.

I premi fumettistici sono un’occasione per fare il punto sullo stato dell’arte del medium, e i webcomics non fanno eccezione. Il Premio Boscatato 2020 prevede, come di consuetudine, una categoria apposita per questa forma espressiva: una soluzione che personalmente troviamo appropriata, perché il webcomic ha – almeno potenzialmente – uno specifico proprio. Ci fa piacere, ovviamente, notare che tra le candidature troviamo molte opere di cui abbiamo parlato nella nostra rubrica.

Nel webcomic bisognerebbe poi distinguere forse, esattamente come nel fumetto, tra le comic strip (che online hanno trovato una nuova vitalità) e le storie medio-lunghe, solitamente pubblicate a puntate. In questo caso, le opere appaiono divise solomonicamente in tre e tre.

Le webcomic strip

Sotto il profilo della webcomic strip troviamo Life of Bibi di Beatrice Bassoli (Tomato Comics), un classico “slice of life” che narra le vicende della ragazza protagonista, Bibi, tramite disegni essenziali ma efficaci.

Terra chiama luna di Francesco Dibattista è anch’esso un webcomic che racconta la realtà quotidiana tramite la classica metafora degli animali antropomorfi. Il segno è raffinato ed elegante, in strisce classiche non pensate per la fruizione su instagram o facebook, che segmenta le vignette nei singoli quadri (introducendo un nuovo tipo di sequenzialità).

Love needs space di Simone Pace è forse la strip più innovativa tra quelle presentate: va infatti a usare la classica fantascienza spaziale per brevi storie autoconclusive che diventano una riflessione sulle relazioni e sulla loro difficoltà, conservando la loro natura di sintetico racconto fantascientifico alla Fredric Brown, con un notevole esercizio di sintesi narrativa. Il segno pop adottato dall’autore è molto elegante ed efficace, così come la colorazione.

Love needs space: gli amori spaziali di Simone Pace

Gli altri webcomics

Passando ai webcomics con una storia più lunga, arriviamo a Inerti di e (Mammaiuto), un fumetto di fantascienza ambientato in un futuro dove il lavoro umano è stato reso totalmente inutile. Quest’opera, di indubbio interesse, ha vinto la presente edizione. Toni grigi, cupi, smorti per una realtà inquietante e purtroppo molto credibile, immediatamente dietro l’angolo come un puntata di Black Mirror. Nel suo prosieguo il fumetto passa dal focalizzarsi sulla presentazione di questo mondo distopico all’avventura dei protagonisti, ma resta comunque interessante.

Nella rete del fumetto: Maggio 2020, Black Mirror edition.

L’avventura segreta di Marco Romboi di Adam Tempesta (ne avevamo parlato qui) è interessante anche per l’originale modalità di proposta: appare solo su Instagram (come le nuove stagioni di Love Needs Space), ma tramite le stories, cosa che permette di aggiungere anche una sigla iniziale a ogni episodio. Le vignette restano quadrate, pur occupando lo spazio rettangolare in verticale delle stories. La trama, minimale, ambientata ai Murazzi di Torino e incentrata sulle paranoie del protagonista, è realizzata in un netto contrasto di bianco e nero, nello stile caratteristico dell’autore. Particolarmente belle le cover dei singoli episodi, che richiamano apertamente il surrealismo di Dalì.

Madala di Aa. Vv. (Ehm Autoproduzioni) è infine un fumetto molto ambizioso, in cui ogni episodio – autoconclusivo – va ad analizzare un mito di qualche civiltà, intrecciandolo alla sua storia, creando un affresco complesso e avvicente del rapporto col divino e col sacro, da un lato, e con la presenza ricorrente della violenza e della crudeltà nella storia umana, dall’altro. Il progetto è molto ampio, e intreccia con notevole equilibrio una molteplicità di autori al disegno e in sceneggiatura, riuscendo ad bilanciare le singole storie in un affresco unico anche grazie alle scelte armonizzanti del colore.

Nella rete del fumetto: aprile 2020

I webcomic della pandemia

Di webcomic si tratta anche, di fatto, nella categoria speciale Covid Project, che tratta di molti progetti apparsi inizialmente online. L’unica eccezione è Pangolino di Marco Tonus e Aa.Vv. (autoproduzione cartacea), che è risultato tra i due vincitori a pari merito. Online è invece apparso in questi mesi COme VIte Distanti di Aa.Vv. (ARF e Pressup), che ha condiviso il premio, Andrà tutto bene di (Feltrinelli Comics), le vignette di , Cronache dal Virus di su Il manifesto (ma presentate anche online) e Andrà tutto benino di (La Tempesta), sul suo profilo Instagram, anche se la quasi totalità di questi si sono tramutati in un “instant book”. Notiamo in questo caso una netta prevalenza di autori affermati, che usano il web per promuovere il proprio lavoro in vista di un volume cartaceo da vendere successivamente.

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Occhi ovunque di e Francesco Cattani infine è l’unico progetto online, sulle due categorie, che punta a una monetizzazione tramite Patreon; è anche l’unico tra questi candidati che usa l’approccio particolare del fumetto erotico, sempre contestualizzato in questo caso nell’emergenza COVID, cosa che lo rende un progetto particolarmente interessante (stante, ovviamente, anche l’alta qualità intrinseca del lavoro dei due autori).

Pandemikon di Aa. Vv. è invece un portale nato appunto raccogliendo fumetti apparsi in occasione della pandemia, ma con l’aspirazione a usare tale tema anche come metaora di una satira cattiva, graffiante, volutamente sgradevole. Non è a rigore un webcomic, ma un portale dei medesimi: si tratta comunque – in questo suo ambito – dell’esperimento più specifico del nuovo media, sulle due categorie.

Corona & Comics: il virus trasformerà il fumetto?

Conclusioni

Nel complesso, quindi, il Boscarato ci offre un parterre piuttosto vasto e vario di tipologie di fumetti via web, che dimostra la vitalità di tale forma espressiva. Anche perché molti di questi fumetti, apparsi in rete, hanno poi avuto una successiva vita editoriale cartacea, che può garantire un possibile ritorno agli autori e, quindi, contribuisce a mantenere vivo questo ambito produttivo. Tuttavia, questo implica per contro la necessità di webcomic poi adattabili alla carta, e sottrae così interesse per sperimentazioni più ardite sulle possibilità del webcomic, che sono quindi nel tempo declinate sulla scena del fumetto online italiano, in modo più marcato rispetto la scena anglosassone (si vedano i recenti casi dell’Eisner per un raffronto ). In ogni caso, comunque, un quadro interessante di quanto si muove nel fumetto online italiano. Come abbiamo già fatto col premio Micheluzzi sarebbe interessante analizzare le scelte del Boscarato sui webcomic negli anni, ricostruendo la “sua” storia del Medium (non coincidente con quella del Comicon, probabilmente, o di altri premi). Ma questo sarà oggetto di una prossima riflessione.

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