In una lunga intervista rilasciata alla rivista Empire, il regista Matt Shakman ha parlato di Fantastic Four: First Steps, il nuovo adattamento cinematografico da lui diretto, sottolineando che la pellicola evoca al suo interno lo spirito di ottimismo degli Stati Uniti negli anni ’50 e ’60.
Questo film ha molto a che fare con lo spirito della corsa allo spazio – ha detto Shakman – riguarda JFK e l’ottimismo. Immagina questi quattro che vanno nello spazio al posto di Neil Armstrong e Buzz Aldrin. C’è questa idea che sono le persone più famose d’America, perchè sono degli avventurieri, esploratori, astronauti, non perchè sono dei supereroi. Tornano dallo spazio e sono supereroi, per giunta. Ma principalmente sono astronauti. Sono una famiglia.
Volevo davvero realizzare una versione dello spazio il più possibile ancorata al terreno. Quindi, niente wormhole. La loro tecnologia è molto retro-futuristica, ma è fatta anche di razzi propulsori. E’ una combinazione di Marvel e Apollo 11.
Volevo davvero che sembrasse fatto nel 1965, come l’avrebbe fatto Stanley Kubrick, entro limiti ragionevoli. C’è una enfasi sui set e gli oggetti di scena pratici: la produzione includeva una miniatura di una astronave alta 9 centimetri, simile a come Kubrick usava le miniature in 2001: Odissea nello Spazio. Abbiamo usato vecchie lenti e adottato un approccio alla realizzazione del film che sembrasse più come di un film d’epoca. Ovviamente, abbiamo ancora un sacco di CGI. Siamo un nostro universo, il che è meraviglioso e liberatorio. Non ci sono davvero altri supereroi. Non ci sono easter egg. Non ci si imbatte in Iron Man o cose del genere. Sono loro, in questo universo. Amo l’universo Marvel interconnesso, ma possiamo fare qualcosa di così nuovo e diverso. Alla fine questo mondo incontrerà altri mondi, ma per ora questo è il nostro piccolo angolo.