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E’ un uccello? E’ un aereo? No, è Gigazine! Intervista con Sio 

1 Giugno 2026
Quattro chiacchiere con Sio sulla rivista che rappresenta il suo progetto personale, come autore e curatore: Scottecs Gigazine.
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Abbiamo avuto l’occasione di fare una breve chiacchierata con Sio durante il Salone del Libro di Torino del maggio 2026, per parlare di Scottecs Gigazine, la rivista ammiraglia di Gigaciao di cui è ideatore, autore e curatore, ormai vicina ai suoi primi tre anni di vita. Il magazine è stata lanciata il 5 luglio 2023, anticipato da un numero zero distribuito in occasione del Napoli Comicon e prosegue ed espande il progetto nato come Scottecs Megazine, passando da una pubblicazione trimestrale a un’uscita mensile, ospitando, oltre ai fumetti di Sio, lavori di Dado, Fraffrog, Giacomo Bevilacqua, Daw e diversi altri autori.

Ciao Sio e grazie per essere qui con noi. Per parlare di Gigazine comincerei dalla natura stessa della rivista che, fondamentalmente nasce nel momento in cui si chiude l’esperienza di Scottex Megazine. Che tipo di relazione c’è tra le due riviste? Ci sono tratti comuni, differenze?
Ci sono dei tratti comuni, sicuramente. Ho voluto iniziare a fare una rivista per costringermi a fare più fumetti. Passare da un trimestrale a un mensile mi porta a fare una volta e mezzo i fumetti che facevo prima. Ovviamente però con il mensile non riesco a fare tutto da solo, quindi ora faccio la stessa cosa, ma la faccio insieme a delle persone belle e brave. Facendo il direttore artistico della testata sono comunque io che seleziono cosa voglio metterci dentro, a partire da cose molto più vicine a quelle che faccio io, ma realizzate da altri, come succede negli ultimi numeri nei quali stiamo cercando di sperimentare con strisce e tavole singole scritte da Davide La Rosa e disegnate da Alex Universe, Andrea Caruso, Adrian Srocca, Ania Marziana e un sacco di altra gente brava. Tutto sempre rimanendo nel genere umoristico, che è la cosa fondamentale. Adesso stiamo sperimentando con una serie che si chiama Lambada e Calipso, sempre di Davide La Rosa e disegnata da Serena Cirillo.
Poi ci sono cose più ibride perché, per esempio, prendo un personaggio mio e lo affido completamente a un altro autore. Ad esempio, Missy Talia, che è la mia Spider-Man, la mia Spider-Woman, solo con la mozzarella, che ho affidato a Pietro Zemelo, autore completo e bravissimo. Gli ho detto: “scrivi le storie, disegnale e le buttiamo su Gigazine”. Io mi limito semplicemente ad approvare i soggetti.
È bellissimo vedere dei miei personaggi che vengono interpretati così. Poi comunque è stata una scusa per collaborare con tutte le persone che mi aiutano a far ridere e che mi fanno ridere, quindi Muzzopappa, i miei amici Lorro e Nik che fanno le recensioni di qualcosa con Power Pizza.
Quindi, per concludere, Gigazine parte dallo stesso tipo di cosa di Scottecs Megazine, ma è espansa e mensile, quindi treplicando, anzi quattroplicando la mole di lavoro, perché prima le pagine erano e adesso sono 80, mensili.

Quanto questa rivista rappresenta anche un bacino per sperimentare e permetterti di fare cose che non potresti fare altrimenti?
Per me è sempre stato fondamentale avere un raccoglitore, una rivista che mi permetta di decidere e di avere lo spazio per fare una storia di 10 pagine o una di 50 pagine, al posto della sola striscia da pagina singola come capita su internet, dove – almeno secondo me – non ti puoi permettere di raccontare cose troppo lunghe. E questa è la mia rivista, qui posso permettermi di dire: “questo numero me lo prendo io, devo fare una roba matta di 50 pagine , devo fare la parodia di One Piece, devo fare questo e quello”.
Per me è importante avere un posto fisico, cartaceo di questo tipo, perché così sai che le persone che hanno investito 5-6 euro si prenderanno del tempo per leggerlo. Inoltre per me la rivista ha una sua natura usa e getta: la prendi, la leggi prendendoti del tempo, ti rilassi un’ora e poi magari la regali a tuo cugino.
Poi possiamo sperimentare con le cose: magari facciamo una serie come quella che ho fatto con Barbascura X, e poi questa diventa un libro, perché ci divertiamo, chiudiamo il progetto e diciamo: “guarda, è venuta fuori una cosa bella, diamogli una dignità diversa colorandola e raccogliendola tutta insieme”.

Barbascura spiega gli animali e Sio li disegna cover

Mi sembra qualcosa che capita sempre più spesso: ispirarsi un po’ ai periodici orientali, in cui la rivista diventa anche una sorta di test dove le storie più meritorie trovano una nuova edizione in volume? O ci sono altre logiche, altre scelte, che indirizzano al nuovo formato?
Sì, l’idea è quella. Quando fai una serie che colpisce un po’ di più poi ne fai anche la versione “figa”. Nel senso che letteralmente il Gigazine è la versione beta di tutte le cose nuove. Se leggi la rivista, leggi tutte le nostre cose nuove, appena le facciamo. Se poi invece vuoi recuperartele solo quando sono finite, concluse o quando è conclusa una stagione, trovi i libri. Poi certo, alcuni progetti li pensiamo già come raccoglibili in libri fin dall’inizio.

Su Gigazine ci sono autori ormai consolidati, ma si affacciano anche nuovi esordienti: quali sono le scelte e le motivazioni con le quali programmi i contenuti della rivista e coinvolgi gli autori?
Ci sono tantissime persone che fanno fumetti bellissimi in Italia, quindi cerchiamo di valorizzarli. Ci spiace perché abbiamo solo 80 pagine: mi piacerebbe troppo fare lo Shonen Jump italiano. Bisognerebbe avere dei numeri diversi, però comunque cerchiamo di fare quello che possiamo quando vediamo del talento.
Per esempio Daw non è sicuramente un esordiente, però affiancarlo a Jack Moruz per le Majokko (Mega Tree Majokko) è stato per me fighissimo, perché vedere delle cose scritte da Daw ma disegnate in maniera matta da Jack è fighissimo. Adesso delle Majokko sta uscendo la seconda stagione, sempre con Daw ai testi e Savuland ai disegni e direi che è un lavoro incredibile.
Ci piace molto dare lavoro a persone che fanno i fumetti perché ci piacciono i fumetti.

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Parliamo di una rivista, quindi non possiamo fare a meno di parlare di edicole: come influisce questa scelta nelle decisioni della casa editrice quando da alcuni anni si sta assistendo a una costante chiusura e diminuzione di edicole? Quali sono le considerazioni da fare, quali le strategie?
Sicuramente negli ultimi dieci anni c’è stata una decrescita nella quantità di edicole, ma secondo me siamo arrivati un po’ a un plateau, e quelle che rimangono sono quelle che ancora si sostengono. È un settore che fa fatica, perché oggi ci sono oggettivamente tanti prodotti che fanno concorrenza alle riviste e ai giornali cartacei, però penso che abbiamo trovato una dimensione appropriata, una quantità appropriata di edicole che rimangono ed è ancora sostenibile puntare alle edicola se si riesce a vendere abbastanza. È chiaro che vendendo solo mille copie al mese non sarebbe possibile, però per fortuna tra questo e altri canali distributivi superiamo ogni mese le 10.000 copie. Quindi è ancora un mercato su cui vediamo potenziale di crescita, tant’è che quest’anno mandereno due novità editoriali in edicola: una riedizione di un nostro vecchio fumetto, la parodia di Dragon BallDragor Boh, in agosto, ma soprattutto a luglio una nuova rivista a cadenza più o meno semestrale – in estate e a Natale – che si chiama Scottecs Grosso. Sarà di circa 200 pagine – da qui l’aggettivo “grosso” – stile i classici Disney, per recuperare tutte le storie che non sono più disponibili in commercio. Ho scritto tipo 3000 pagine di fumetti che non sono più disponibili, quindi le raccogliamo, le coloriamo, le facciamo tutte belle e facciamo uscire Scottecs Grosso. Sono storie che magari ho scritto dieci, undici anni fa, e ci sono bambini che ora hanno nove anni e che letteralmente non c’erano quando sono uscite queste storie, quindi possiamo dare la possibilità a tutti di leggerle, di nuovo o per la prima volta.

La tua rivista ha ormai superato i tre anni di vita: vuoi fare un bilancio dal punto di vista del curatore e della risposta del pubblico?
Gigazine è sempre in evoluzione. All’inizio credevo sarebbe stato più difficile passando alla cadenza mensile, ma per fortuna grazie alle persone che compongono Gigaciao – anche semplicemente Chiara Zulian, la nostra editor, Luca Baino, il nostro commerciale, le relazioni con le tipografie, Stefano Antonucci, che ha in mano tutta la parte editoriale dell casa editrice – io adesso mi posso semplicemente dedicare a fare i fumetti sapendo che tutto il resto funziona; quindi sono molto grato di avere questo spazio a cui posso dedicarmi totalmente. Era una cosa che sognavo da piccolo e ora vado in edicola e ci trovo i miei fumetti. Cioè cosa voglio di più? Esce ogni primo mercoledì del mese, così la gente può andare a comprarlo insieme al nuovo Topolino!

Grazie ancora Sio, e alla prossima!

Intervista realizzata dal vivo al Salone del Libro Torino il 16 maggio 2026.
Si ringrazia Gigaciao e Rachele Bazoli per il supporto.

Sio

Sio – pseudonimo di Simone Albrigi – è un fumettista e youtuber. Inizia a realizzare fumetti sul web nel 2006. Dopo l’esperienza in Shockdom, per la quale crea la testata trimestrale da edicola Scottecs Megazine, fonda, insieme ai colleghi Fraffrog (Francesca Presentini), Dado e Giacomo Bevilacqua, la casa editrice Gigaciao, per la quale crea la nuova testata, questa volta mensile, Scottecs Gigazine.

Paolo Ferrara

Paolo Ferrara

Nato a Bologna, classe 1977, svolge diversi mestieri e frequenta corsi di fumetto, teatro, doppiaggio e un Master in Tecniche della Narrazione presso la Scuola Holden di Torino. Insegna storytelling per varie realtà e associazioni e ha una cattedra di Storytelling per i Media presso IAAD Torino e Bologna.

Come freelance sceneggia (per cortometraggi, Mediaset, videogame per Tiny Bull Studios e qualche fumetto web), ha pubblicato opere di narrativa e narrativa per bambini ( Saga Edizioni, Epika Edizioni, La Strada di Babilonia, Delos Books, Milena Edizioni e Kalimat Group – editore degli Emirati Arabi Uniti- ).

Da più di 15 anni è conduttore e autore radio/podcast ( RadioOhm / SonoCoseSerie) e collabora come recensore e articolista per diverse riviste digitali e non (tra cui Lo Spazio Bianco).

È sceneggiatore della serie Chimere sull'app Jundo Comics e ha diversi progetti in arrivo in vari media: qualunque cosa pur di raccontare storie.

Emilio Cirri

Emilio Cirri

Nato a Firenze una mattina di Gennaio del 1990, cresce dividendosi tra due mondi: quello della scienza e quello dell'arte. Si laurea in Chimica e sogna di fare il ricercatore. E nel frattempo si nutre di fumetti e spera di poterne sceneggiare uno, un giorno. Il primo amore della sua vita è Batman, amico fedele dei lunghi pomeriggi passati a giocare in camera sua. Dai supereroi ha piano piano esteso il suo campo di interesse fumetto, sia esso italiano, americano, francese, spagnolo o giapponese. Nel tempo che non dedica ai fumetti, guarda film e serie tv, scrive recensioni e piccole storielle, e forse un giorno le pubblicherà su un blog o in qualche altro modo.

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