Nel nuovo Energon Universe Jason Howard è uno dei disegnatori e copertinisti che sta realizzando tavole sia su Transformers che G.I. Joe. Con Roberto Kirkman ha già collaborato nell’Invincible Universe realizzando i disegni de Lo Stupefacente Wolfman e SuperDinosaur, mentre con Warren Ellis ha realizzato le tavole delle serie fantascientifiche Trees e Cemetary Beach, tutti titoli usciti in Italia per Saldapress.

Ciao Jason, benvenuto su Lo Spazio Bianco e grazie per il tuo tempo.
Mostri, robot, kaiju, alieni: la tua carriera, inclusi il tuo lavoro da autore completo, è spesso contaminata da un immaginario che arriva dagli anni ‘80 ed è piuttosto naturale trovarti coinvolto nel progetto Energon Universe. Vuoi dirci qualcosa del tuo ruolo in merito e del tuo livello di coinvolgimento?
Certo. Ho collaborato a molti progetti con Skybound sin dall’inizio della mia carriera con Robert Kirkman. Ho lavorato su Lo Stupefacente Wolfman, che fa parte dell’Invincible Universe e lavorando a quel progetto siamo diventati amici, quindi sapevo cosa stava succedendo e a cosa stavano lavorando. All’inizio Robert mi ha chiesto di realizzare le copertine per Void Rivals, il primo numero che aveva come protagonista Jetfire. Quella è stata la prima volta che ho disegnato un Transformer da quando ero bambino. Guardavo il cartone animato e poi disegnavo a memoria perché all’epoca non potevamo mettere in pausa la TV e non era possibile cercare su Internet l’aspetto dei personaggi.
La copertina di Void Rivals è venuta piuttosto bene e sia loro che i fan l’hanno apprezzata, così hanno continuato a chiedermi di farne altre.
E così ho realizzato molte copertine per Void Rivals, Transformers e G.I. Joe. E poi ho disegnato due numeri di Transformers scritti da Daniel Warren Johnson inclusa una storia sulle origini di Starscream che è stata molto divertente da realizzare. Dan ha scritto una storia fantastica per me.
Conosco Dan da un po’ di tempo anche al di fuori di questo contesto. È molto divertente vedere cosa ha apportato all’Energon Universe e a Transformers. Anche lui è un grande fan della serie e lo si capisce quando lo si legge. La ama, ma non così tanto da non essere disposto a stravolgerla un po’. Vuole raccontare una bella storia. Non manca di rispetto ma cerca di adattare un po’ la narrazione ai nostri tempi moderni. Quindi, come fan, è stato davvero divertente leggere quella roba e esserci coinvolto.
A propostito di Daniel Warren Johnson, com’è stato lavorare con con qualcuno che non è solo sceneggiatore, ma anche disegnatore?
È stato fantastico. Le sue sceneggiature sono davvero belle. Un paio di volte, nella sceneggiatura, ha fatto dei piccoli schizzi. In uno dei numeri ha disegnato Starscream in una posa in cui è orgoglioso di sé. Ho preso lo schizzo di Dan l’ho letteralmente ripassato perché pensavo che stesse dicendo esattamente quello che voleva. Era perfetto così, tutto orgoglioso di sé.
Ha fatto schizzi solo una o due volte, ma credo che per Dan credo a volte sia più facile fare un piccolo disegno per comunicare e cercare di descrivere qualcosa a parole. Non lo so, non voglio mettergli le parole in bocca, comunque è stato davvero divertente lavorare sulle sue sceneggiature.

Riguardo il tema del rispetto, come vi siete approcciati all’estetica dei personaggi?
Skybound Editorial collabora con Hasbro, che possiede Transformers. Quindi io non parlo direttamente con loro. Sono sicuro che ci siano stati diversi tira e molla sulle decisioni prese per quanto riguarda quanto vogliano spingersi con certe cose.
Quando ricevo una sceneggiatura o una copertina, loro conoscono il mio lavoro e mi hanno assunto per farlo e così, lo faccio. E in uno dei numeri di Transformers che ho disegnato il colorista ha colorato il sangue, ma non ha usato il rosso.
E ho detto: sarebbe più bello se il sangue fosse rosso, sarebbe più scioccante. Ma alla Hasbro andrà bene? E l’editor ha risposto: credo di sì, ci proveremo.
Così, abbiamo chiesto al colorista di cambiarlo in rosso ed è stato approvato, quindi, penso che sappiano che le persone di Skybound amano i personaggi e che stanno cercando di fare un buon lavoro con loro. E sembrano dare loro una certa fiducia.
Da parte mia, ogni tanto ricevo dei piccoli appunti in cui mi segnalano che ho disegnato male il logo degli Autobot e devo correggerlo. Ma per lo più non ho dovuto cambiare nulla di quello che faccio.
Intrattenimento, azione, certo, ma non solo. Un esempio è il tuo lavoro da autore completo, dove l’ispirazione al mondo dei tokusaku ti ha permesso di offrire una riflessione sul tema del “girl power”. Ci sono dei temi che avete o intendete esplorare o suggerire con il progetto di Energon Universe?
Il tipo di fumetti che amo sono fumetti di genere che fanno quello che devono fare. Quindi, che si tratti di fantascienza o di kaiju, vuoi vedere mostri enormi. Vuoi vedere la distruzione di edifici. Vuoi vedere combattimenti folli.
Ma se è solo quello, mi manca qualcosa. Mi piacciono gli scrittori che propongono un approccio un po’ più intelligente, che propongono temi e messaggi e uno stile narrativo avvincente. E quindi, quando scrivo per me stesso, cerco di fare qualcosa del genere o almeno di riflettere su queste cose.
Ma non voglio che sia troppo intellettuale. Cerco di trovare un equilibrio perché voglio leggere un fumetto per divertirmi ma non voglio che sia solo un divertimento stupido.
Con Big Girls, alcuni dei temi che ho esplorato, data la portata delle cose, è questa idea che se ci sono grandi problemi nel mondo, è facile pensare che abbiamo bisogno di grandi soluzioni. Un tema molto azzeccato per la storia.
A volte ti poni domande o vuoi esplorare idee nei tuoi scritti senza conoscere veramente la risposta. Ma questo è parte del divertimento.
Parlando con Dan so che lui tiene molto al carattere e alle emozioni dei personaggi. In Transformers, all’inizio, Optimus Prime interagisce con un animale selvatico, un cervo. Forse un po’ scioccante, ma in un certo senso ci dà un quadro di quanto lui comprenda cos’è la vita sulla Terra e quanto sia diversa da Cybertron. E anche se è una storia fantastica sui robot, per me come lettore, quando l’ho letta, ho capito chi fosse Optimus Prime e cosa gli importasse. Quindi, mentre combatte per gli umani, senti davvero quanto sia importante per lui e capisci i sacrifici che è disposto a fare per proteggere le persone.
Quindi, penso che Dan faccia davvero un ottimo lavoro nello scrivere questo tipo di storie emozionanti. Tutti suoi lavori. Do a Powerbomb è un libro straordinario, emozionante e pieno di azione e di wrestling. Si potrebbe pensare che sia solo azione folle e invece ti fa quasi piangere. Penso che sia uno scrittore straordinario.
Al momento “l’effetto nostalgia” sembra avere un ruolo considerevole nel mercato dell’intrattenimento, dal cinema al fumetto. Qual è la tua relazione con la nostalgia e qual è la tua interpretazione di questo impatto sul mercato?
Io provo nostalgia per alcune cose. Una parte di me vorrebbe dire che dovremmo concentrarci sulla creazione di cose nuove, perché amo le novità e creare nuovi fumetti. Le nuove idee sono molto stimolante per me dal punto di vista creativo.
Gran parte del mio lavoro nel corso della mia carriera è stato quello di creare cose nuove, che si tratti di Big Girls o di collaborare con Robert Kirkman su fumetti come Super Dinosaur o con Warren Ellis su Trees e Cemetery Beach. Adoro tutto questo.
Ma anche lavorare su Transformers è molto piacevole. Ricordare quanto conosco bene questi personaggi e guardare a ciò che è stato fatto e dire: cosa ci metto di un po’ diverso?
Per quanto mi riguarda, mi piacciono entrambe le cose.
Ma penso che ci sia il rischio di essere così nostalgici da non lasciare spazio per le novità. Quando ho scoperto i Transformers, erano una novità. Molte delle mie cose preferite erano novità.
I fumetti dei primi creatori di Image Comics erano nuovi di zecca. Quelli erano i miei fumetti. Sai, Batman lo adoro, ma era in circolazione da molto tempo prima che lo scoprissi, quindi non lo sento così tanto mio.
Spero che la gente possa amare entrambe le cose, perché non devono escludersi. Se leggi Transformers e ti piace il mio lavoro, magari darai un occhiata agli altri libri della casa editrice con i miei disegni. Se ti piace la storia di Daniel Warner Johnson, scopri che ha scritto altre cose altrettanto ben scritte e magari dai un’occhiata a quelle, perché lo stesso tipo di emozione che trasmette a Optimus Prime la trasmette ai personaggi di The Moon is Following Us, o degli altri suoi altri libri. Ed è altrettanto bello. Potresti scoprire una cosa nuova, e quella cosa nuova sarebbe tua fin dall’inizio.

Cartoni animati che diventano fumetti che ritornano cartoni animati, che spesso rappresentavano la collaborazione tra autori e studi americani con studi giapponesi e orientali. Anche i tuoi lavori guardano a diverse commistioni e influenze: vuoi dirci le tue fonti di ispirazione?
Onestamente, prima ancora di conoscere i fumetti, mi ispiravo a cartoni animati come Transformers, Robotech, Mask, G.I. Joe. Quelli mi hanno influenzato molto, è iniziato tutto da lì. Quei primi cartoni animati mi hanno davvero ispirato creativamente.
Sono cresciuto in una zona rurale, tipo fattoria. Non ero in una città e non ero circondato da molte cose. Guardare cartoni animati che avevano personaggi grandiosi, fantastici, pieni di battaglie spaziali era molto emozionante. Penso che sia probabilmente per questo che sono stato attratto da quel tipo di storie nella mia vita, perché mi sembrano semplicemente emozionanti e creative. Posso essere creativo non solo a proposito di ciò che accade nella storia, ma posso progettare astronavi, il che è molto emozionante. Se devo disegnare un’auto che esiste nel mondo reale, posso farlo e va bene. Ma è molto più divertente progettare un’auto fantastica del futuro e poi disegnarla.
È appena stato annunciata la produzione della serie animata legata a questo progetto: c’è qualche impatto sugli autori e artisti coinvolti nel progetto originale nel momento in cui parte una trasposizione del genere?
Non posso parlare per gli altri. Per quanto mi riguarda, non ho avuto alcun coinvolgimento nella parte animata. L’ho visto, l’ho scoperto con l’annuncio online.
Per quanto riguarda Skybound, presumo che saranno coinvolti, ma credo che sia ancora nelle fasi iniziali.
Su quale progetto stai lavorando al momento?
Ho appena finito un numero di Absolute Green Lantern per la DC Comics, il numero 7, e poi sto disegnando il numero DC KO – Wonder Woman contro Lobo. Poi ho un sacco di copertine di Transformers da sbrigare quando torno e un paio di altri progetti di cui non posso ancora parlare.
E c’è qualche tuo progetto personale tra questi?
Sì, sto lavorando a un altro libro che vorrei realizzare. L’ho messo da parte, ci stavo lavorando circa un anno, un anno e mezzo fa, e poi io e Ryan Stegman e io abbiamo deciso di realizzare un libro intitolato The Missionary con Distillery. È una storia di demoni, paradiso contro inferno, un po’ oscura, spaventosa, ma anche un po’ divertente e un po’ maliziosa.
Intervista realizzata il 31 novembre al Lucca Comics & Games 2025 presso lo stand Saldapress.

JASON HOWARD
Fumettista e copertinista americano, Jason Howard ha collaborato con gli sceneggiatori Warren Ellis, sulle serie Trees e Cemetery Beach, e Robert Kirkman, su personaggi dell’Invincible Universe, ovvero Lo Stupefacente Wolfman e SuperDinosaur.
Come autore completo ha realizzato la mini Big Girls. Kirkman lo coinvolge anche nel nuovo Energon Universe, per il quale realizza diverse copertine e diverse pagine a fumetti tra Transformers e GI Joe.
Tutti questi lavori sono disponibili in Italia per Saldapress.
