È scomparso improvvisamente all’età di 60 anni Alessando Baggi, disegnatore noto soprattutto per le sue collaborazioni a Dampyr e Dylan Dog della Sergio Bonelli Editore.
Nato a Milano nel 1966, Baggi entra nel mondo del fumetto alla metà degli anni ’80 del secolo scorso realizzando brevi storie per le riviste dell’epoca, inizialmente Splatter e Mostri della Acme e successivamente l’Intrepido della Casa Editrice Universo, raccolte successivamente nel volume Vertigini (1998) della Phoenix Enterprise.

Negli anni 2000 entra nello staff di Dampyr, di cui rimane a lungo una delle colonne grafiche e dove si cimenta anche come sceneggiatore, per poi passare a Dylan Dog e realizzare parallelarmente anche opere come autore completo, come Il caso Loretta Stevens (2002), Visioni (2004) e Dove muoiono i Barbapapà (2007).
Disegnatore dallo stile peculiare e inconfondibile, con richiami a Jack Kirby e Gene Colan, all’estetica dei film horror degli anni ‘50 e alle riviste della EC Comics, ma filtrato da un immaginario personalissimo e surreale, che traspariva dalle meduse, insetti e pesci preistorici che inseriva nelle sue tavole, Baggi aveva lavorato soprattutto col bianco e nero, ma aveva all’attivo anche diverse sperimentazioni con il colore. Sulla rivista La fine del Mondo aveva appena pubblicato The Nightmare Circus, una storia di Dylan Dog interamente scritta e dipinta da lui.

La redazione esprime le più sentite condoglianze alla sua famiglia e agli amici per la perdita subita, e a noi come lettori per le storie che non leggeremo.








