James Watkins e la dimensione tragica di Clayface

24 Luglio 2026
Il regista parla del film DC Studios e della tragica sorte del protagonista.
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In una lunga intervista concessa a Deadline a ridosso del San Diego Comic-Con, il regista James Watkins ha parlato in maniera approfondita di Clayface, il film DC Studios incentrato sul villain di Batman in uscita a ottobre, di cui è stato diffuso un nuovo, inquietante trailer ufficiale appena due giorni fa.

Watkins ha evidenziato la tragicità della storia di Matt Hagen, aggiungendo che per la pellicola si è cercato di attingere a fumetti e cartoni animati che nel corso degli anni hanno esplorato il personaggio nelle sue numerose versioni.

Tutto, Basil Karlo, Matt Hagen e tutte le sue varianti. Ci sono molte ispirazioni provenienti da diversi fumetti. Per i fan che vogliono approfondire, ci sono molti riferimenti. Personalmente, volevo esplorare le emozioni del personaggio in modo più profondo. Ciò che mi ha colpito di più in tutte le precedenti versioni è stata la tristezza, la malinconia, il dolore, e ho voluto dargli una dimensione tragica, cercando di rappresentare il percorso di Hagen, il suo rifiuto e la ricerca della propria strada. La dualità di Clayface è davvero interessante: è un antieroe, ma non un cattivo a tutti gli effetti.

Watkins ha poi parlato della scelta di Tom Rhys Harries per il ruolo di Hagen, e di come si è arrivati alla decisione di prenderlo per il film.

Abbiamo visto tantissime persone e Lucy Bevan è una direttrice del casting fantastica. Ma Tom è arrivato e io non conoscevo affatto il suo lavoro, eppure ha fatto un provino davvero interessante. Probabilmente gli ho fatto fare altri quattro provini, compresi alcuni in cui si confrontava con altri attori. C’è qualcosa di vagamente alla Clayface nel viso di Tom. Clayface è un mutaforma e ho avuto questa stessa esperienza con James McAvoy, un attore magistrale, capace di passare con una gradazione microscopica dall’essere sfacciato all’essere diabolico. E ho percepito questo tipo di sfumature in Tom, tra l’essere una sorta di monello, un orfano con una certa vulnerabilità che a volte si può interpretare, ma anche, con un semplice cambio di registro, un sorriso maniacale che può diventare leggermente inquietante, e riusciva a fare tutto questo rimanendo credibile. Mi ha ricordato Matt Hagen, e quando hai qualcosa del genere, è molto difficile andare oltre.

Carlo Coratelli

Carlo Coratelli

Venezia, (1979). Nel 1999 inizia a collaborare con alcuni siti e riviste specializzate in fumetti e cinema (altra sua grande passione) tra le quali sono da citare Altrimondi e Cut-Up. Nel 2000 inizia a scrivere per Comicus.it per il quale cura per una decina di anni la rubrica Movie Comics. Nello stesso periodo conosce Davide Zamberlan con cui crea la striscia umoristica "ESU", pubblicata su Cartaigienicaweb e Cronaca di Topolinia. Dopo la chiusura della strip, crea nel 2009 "Frank Carter - Avventure di una spia per caso", disegnata da Fortunato Latella. Appassionato di supereroi (l'Uomo Ragno soprattutto) e strisce sindacate americane (Dick Tracy e Alley Oop su tutte), vive a Bologna dal 2006.

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