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Pippo a bordo del Nautilus: il Capitano Nemo di Artibani e Pastrovicchio

4 Settembre 2026
Francesco Artibani e Lorenzo Pastrovicchio realizzano una trilogia sulla loro versione Disney del Capitano Nemo raccolta in un unico volume da Panini.
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Alla fine dell’Ottocento, il biologo Michel De Topolin si imbarca in una spedizione per capire la natura di uno strano essere marino che imperversa per l’oceano; quello che trova è invece il Nautilus, un avveniristico sottomarino comandato dall’eccentrico Capitano Nemo, uno scienziato che ha dedicato la propria esistenza alla curiosità e alla ricerca.
Insieme al marinaio O’Quack decide di seguirlo nelle proprie avventure, dall’esplorazione subacquea agli esperimenti sull’isola nella quale ha impiantato la propria base, fino ad arrivare alle misteriose Fosse Atlantiche nelle quali si cela l’energia che muove il Nautilus e il grande segreto di Nemo.

Capitano Nemo

Apparsa nel 2020 sul settimanale Topolino19.999 leghe sotto i mari si presentava come una classica parodia letteraria in salsa Disney, trasposizione del quasi omonimo romanzo di Jules Verne.
La storia scritta da Francesco Artibani, articolata in due tempi, è in realtà poco più di una presentazione del cast, con una trama ridotta all’osso e dove a farla da padrone sono le caratterizzazioni dei personaggi e il senso di avventura che si respira nelle tavole: la narrazione si compone in buona sostanza di vari micro-episodi nei quali Nemo guida i nuovi arrivati all’interno della sua routine, mostrando il proprio disinteresse verso denaro e potere e, al contrario, la costante tensione verso nuove scoperte e la conoscenza del mondo.
L’evoluzione narrativa è data dal contrasto con Faraboot e Ned Gamb, versioni alternative di Macchia Nera e Gambadilegno che tentano invece l’ammutinamento per poter usufruire del Nautilus a scopi ben più venali, sviluppo che appare però come mera parentesi nel racconto dettata dall’esigenza di creare un conflitto nel setting impostato, tant’è che viene risolta piuttosto velocemente.
Nonostante si presenti come teoricamente autonoma, la storia risulta in buona parte una lunga introduzione a quello che sarebbe potuto arrivare successivamente, rendendola efficace più col senno di poi che presa di per sé.

Capitano Nemo

Qualche mese dopo venne pubblicata L’isola dei misteri, nella quale il maggior spazio consentito dalle tre parti in cui si svolge permise di rilanciare il già buon materiale impostato nella prima storia: vengono inserite Minerva Smith e Daisy Duckett – scienziata la prima e intraprendente giornalista la seconda – e tornano anche i villain già affrontati in precedenza, stavolta sfruttati in maniera molto più calzante.
I piani di Faraboot e Ned Gamb in questo caso sono infatti posti a motore dell’intreccio, aggiungendo spessore all’intrigo ordito e alla narrazione nel suo complesso; il setting inoltre si fa stanziale, dato che l’azione viene ambientata sull’isola del titolo e sulle meraviglie tecnologiche presenti, che permettono di inquadrare meglio il protagonista dandocene una visione più approfondita, in particolare del suo lato scientifico.
Gli straordinari macchinari creati da Nemo sono infatti quello a cui ambiscono i due malviventi, i quali ne restano però vittime.

Dopo diverso tempo venne pubblicata Il regno di cristallo, a oggi ultima avventura di questa piccola saga nata nel filone delle parodie e acquisendo però presto i contorni di un progetto autonomo: prova ne è il fatto che stavolta non vi sono ispirazioni letterarie a cui attingere e che Artibani costruisce il soggetto da zero, svelando i retroscena sull’identità del protagonista che aveva probabilmente in testa fin dall’inizio.
Questo capitolo finale alza la posta: più avventura, più azione, più umorismo, più spazio per tutte le figure presenti e un nuovo, conturbante avversario, il sinistro Vultur, che sembra avere un conto in sospeso di natura personale con Nemo.
Gli ingredienti per una grande avventura ci sono tutti e lo sceneggiatore li amalgama con efficacia, creando sottotrame, sidequest ed evoluzioni decisamente interessanti giocate su un ritmo narrativo piacevolmente sostenuto, presentando situazioni che si mostrano come evoluzioni coerenti di quanto letto in precedenza, in particolare per quanto riguarda il nemico da affrontare e la verità sulle origini di Nemo. Proprio tale elemento si pone però come una soluzione “di comodo”, per certi versi abusata e che potrebbe scontentare qualcuno non tanto per la netta distanza con la figura originaria quanto piuttosto per una rivelazione orchestrata in maniera sfacciatamente volta allo spiazzare il lettore. Suggestiva sotto un certo aspetto, ma più per il modo in cui ci si arriva che per l’idea in sé.

Capitano Nemo

Ad affiancare Artibani sul lato artistico troviamo Lorenzo Pastrovicchio, ricostruendo così una coppia ormai rodata che a partire dal 2014 ha proposto alla redazione di Topolino diversi progetti ambiziosi e di spessore, quali il rilancio di PK e la serie di omaggi di stampo vintage con i personaggi principali del cast disneyano interpretati come una volta.
Le avventure di Nemo rappresentano un po’ il terzo polo della loro collaborazione e in un certo senso ne sono anche la summa: l’azione e le grandi imprese del supereroe beccuto trovano echi nelle peregrinazioni del capitano del Nautilus, così come l’attenzione verso la caratterizzazione classica – spesso quella dei corti d’animazione – di Topolino, Paperino e Pippo viene sfruttata anche per queste versioni alternative dei personaggi, Donald Duck in particolare.
Questi approcci si ritrovano chiaramente anche nei disegni di Pastrovicchio: proprio il suo Paperino, per esempio, assume contorni estetici e una recitazione che rimandano alla versione classica del papero, vicina a quella dei cortometraggi anni Quaranta.

Anche la flemma di Pippo – nelle espressioni e nel portamento – è debitrice delle migliori interpretazioni di questa figura, a partire sempre dall’animazione ma passando anche attraverso la visione di Floyd Gottfredson, specialmente per le espressioni e per gli occhi.
Intuibile, per quanto riguarda gli abiti, l’influenza di Kevin O’Neill nella rappresentazione del Capitano Nemo: il personaggio appariva infatti all’interno del ciclo de La lega degli straordinari gentlemen di Alan Moore e del disegnatore britannico, dove veniva rappresentato con turbante e mantello in stile indiano e in una foggia piuttosto vicina a quella scelta da Pastrovicchio.

Per quanto riguarda le ambientazioni, l’artista si sbizzarrisce nel visualizzare la tecnologia che compone il Nautilus, specialmente in 19.999 leghe sotto i marile vedute dell’interno del sottomarino restituiscono un senso di avveniristico mescolato a echi steampunk, un mix che coniuga in modo riuscito il gusto per il progresso calato però nell’epoca vittoriana.
Suggestive sono anche le vedute dell’oceano durante la prima parte della storia e soprattutto, restando sugli ambienti naturali, gli scorci dell’isola misteriosa che fa da sfondo alla seconda avventura: le inquadrature dinamiche con diverse angolazioni e taluni elementi come gli spuntoni di roccia che ricordano dei denti aguzzi contribuiscono efficacemente all’atmosfera del racconto.
Notevole anche l’interno dell’atollo, con il congegno che modifica il tempo atmosferico modellato come un gigantesco organo da chiesa. Proprio le intemperie che il macchinario scatena a un certo punto, per mano di Faraboot, consentono inoltre al disegnatore di mettere in scena momenti di grande impatto tra trombe d’aria devastanti e pioggia torrenziale.

Capitano Nemo

L’isola dei misteri inaugura anche la scelta di aprire ogni puntata con una tavola impostata in maniera da ricordare le copertine dei classici libri d’avventura per ragazzi, come erano proprio quelli di Jules Verne, con quattro riquadri attorno al titolone centrale atti a rappresentare altrettante scene del capitolo che introduce.
Un approccio simile viene mantenuto per Il regno di cristallo, anche se in questo caso Pastrovicchio realizza delle splash page meno legate a quella struttura e più libere, pur con gli stessi scopo e approccio.

Si è già accennato al fatto che la terza storia alza il tiro per quanto riguarda l’azione e in quest’ottica il lavoro dell’artista segue perfettamente tale direzione: aumentano le scene a tutta pagina o anche solo le quadruple con inquadrature ardite e ricche di pathos. Sovente spariscono i contorni delle vignette e l’oceano invade ogni parte del foglio, fino ad arrivare a una stupefacente spread page quando il Nautilus raggiunge le mitiche Fosse Atlantiche, in un tripudio di cristalli di ghiaccio dalle dimensioni inusitate e posti in varie posizioni, che creano un ambiente irreale e da favola restituendo quel senso di meraviglia che l’autore voleva suggerire in sceneggiatura e che a sua volta ha ripreso dalla narrativa di Verne.

Capitano Nemo

Il volume pubblicato da Panini Comics nella primavera del 2026 presenta, oltre alle storie, un’introduzione di due pagine a firma di Tullio Bernabei, documentarista che da anni si dedica alla speleologia e all’esplorazione outdoor in generale, e a una sorta di “diario di bordo” del capitano Nemo in cui Artibani imbastisce una sorta di avventura-bonus dell’equipaggio del Nautilus raccontata in prima persona dal protagonista: un contenuto, quest’ultimo, simpatico ma un po’ fine a sé stesso e che sostituisce degli approfondimenti di prima mano da parte degli autori sulla realizzazione della saga, presenti invece nella prima ristampa serializzata su tre volumi della collana De Luxe. È chiaro l’intento di non voler duplicare quanto già descritto in altra sede e offrire piuttosto qualcosa di inedito al lettore, ma si tratta di una scelta che va a togliere qualcosa a quella che si pone – almeno all’attualità – come l’edizione definitiva del progetto.

Le avventure del Capitano Nemo costituisce quindi un’ottima occasione per avere in un’unica ed elegante soluzione tre storie disneyane molto valide e capaci di offrire influenze avventurose d’altri tempi con gusto contemporaneo e con un’azzeccata visione dei personaggi Disney anche nei nuovi panni cuciti loro addosso, mancando però di un contorno editoriale che inquadri il relativo dietro le quinte.

Abbiamo parlato di:
Le avventure del Capitano Nemo
Francesco Artibani, Lorenzo Pastrovicchio
Panini Comics – Disney, 2026
232 pagine, cartonato, colori – 25,00 €
ISBN: 9791221944471

Per chi volesse approfondire:

Andrea Bramini

Andrea Bramini

(Codogno, 1988) Dopo avere frequentato un istituto tecnico ed essersi diplomato come perito informatico decide di iscriversi a Scienze Umane e Filosofiche all'Università Cattolica del Sacro Cuore, dove a inizio 2011 si laurea con una tesi su "Watchmen". Ha lavorato per un'agenzia di pubbliche relazioni ed è attualmente impiegato in un ufficio.
Appassionato da sempre di fumetti e animazione Disney, ha presto ampliato i propri orizzonti imparando ad apprezzare il fumetto comico in generale, i supereroi americani, i graphic novel autoriali italiani ed internazionali e alcune serie Bonelli. Ha scritto di queste passioni su alcuni forum tematici ed è approdato su Lo Spazio Bianco nel 2011, entrando qualche anno dopo nel Consiglio direttivo.

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