
Insomma, un lavoro di smontaggio e rimontaggio davvero ingegnoso che si innerva sulle citazioni interne ed ambisce alla creazione di sottili archi narrativi.
Essendo il primo atto di una vicenda che ci farà compagnia per tre mesi e mezzo, lo sceneggiatore deve posizionare sulla scacchiera protagonisti, nemici e comprimari. Gli addendi non sono particolarmente innovativi, fatta eccezione per gli Apaches del titolo. I Netdahe infatti esistevano realmente: si trattava di una nutrita banda di indiani ribelli che faceva base nella Sierra Madre per compiere scorrerie tra gli States e il Messico. La scelta di far interagire Tex con personaggi storicamente attestati è un altro elemento che Boselli predilige (con esiti, occorre dirlo, sempre molto positivi). Proprio perché funzionale alla creazione dei vari filoni del plot non siamo però davanti ad un numero indimenticabile. L’incipit è intrigante e carica di tensione il racconto, ma il ritmo si perde nella lunghissima scena centrale, cinquanta pagina esatte che indulgono in spiegazioni troppo verbose. Efficace però la conclusione che prelude ad una seconda parte più dinamica.
Ernesto Garcia Seijas sacrifica la precisione del tratto all’immediatezza: il suo bianco e nero molto carico e sintetico riduce la profondità e trasforma le vignette in piccole icone che, senza esagerare, ricordano l’opera di Vallotton. Notevoli le sequenze mute, leggibilissime; si vedano, ad esempio, il vignettone di tavola 17 (nell’immagine qui sotto) o l’intera tavola 26.
Infine, una curiosità: la copertina nasce da un bozzetto realizzato inizialmente da Claudio Villa per la cover del suo “Texone”.
Abbiamo parlato di:
Tex #716 – Netdahe!
Mauro Boselli, Ernesto Garcia Seijas
Sergio Bonelli Editore, giugno 2020
114 pagine, brossurato, bianco e nero – 3,90 €
ISSN: 977112156104600716









