
Scendendo più nel dettaglio, oltre alla buona gestione del duo Dylan/Madame Trelkowski, Simeoni si conferma lo sceneggiatore più abile nella gestione della tecnologia nelle storie di Dylan, precetto di cui fornisce un’interpretazione mai posticcia e sempre funzionale allo sviluppo della narrazione. Convince meno l’intermezzo del caso parallelo visto nella sequenza al cimitero, apprezzabile per l’idea ma realizzato in maniera spiazzante per il lettore, visti i legami praticamente inesistenti con la storia principale. Buono invece il richiamo nel finale al numero precedente, in una sorta di continuity, anche in questo caso, del tutto coerente con il racconto.
Ai disegni Bruno Brindisi, assente da oltre due anni sulla serie regolare, il cui lavoro impreziosisce l’albo grazie al riuscito connubio di figure realizzate con il tratto pulito caratteristico della scuola salernitana, cui l’autore ha nel tempo aggiunto degli interessanti motivi sfumati sulle ombreggiature ad affiancare le usuali campiture di nero pieno.
Abbiamo parlato di:
Dylan Dog #379 – Il tango delle anime perse
Gigi Simeoni, Bruno Brindisi
Sergio Bonelli Editore, aprile 2018
96 pagine, brossurato, bianco e nero – 3,50€








