Kazuo Kamimura - Tredici notti di rancore (Coconino Press)

Tredici notti di rancore: un gioiello antologico di Kazuo Kamimura

1 Luglio 2022
Coconino Press porta in Italia per la prima volta al mondo la raccolta completa degli episodi della saga pulp di Kazuo Kamimura degli anni settanta
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Copertina di Tredici notti di rancore (Coconino Press)

Le storie di vendetta sono come un guilty pleasure, un orrore che nasconde un desiderio irresistibile, e a confermarlo c’è Tredici notti di rancore, la più recente pubblicazione del maestro Kazuo Kamimura in Italia, ad opera di Coconino Press. In questa raccolta, Kamimura riunisce tredici storie slegate l’una dall’altra sia per il contenuto che per la durata – alcune si sviluppano in diversi capitoli, altre in uno solo. Unica eccezione a questa discontinuità è l’elemento che dà il titolo all’opera: la vendetta, il rancore.
Sono storie pescate da alcuni dei più spaventosi racconti del folklore giapponese, talvolta rielaborati secondo il gusto dell’autore, che offrono un connubio di simbolismi, erotismo e morale: ognuno dei personaggi in scena vive delle esperienze emotive intense, spesso drammatiche se non orribili, per poi concludersi in modo ancora più forte e violento, proprio a causa di questa punizione.
In questo scenario Kamimura ne approfitta non solo per esplorare i conflitti e i desideri dei nostri animi, ma anche per ribadire uno dei temi a lui più cari, ovvero la rappresentazione della figura femminile nei suoi aspetti più vendicativi. Come in altre sue opere (Lady Snowblood è forse il miglior esempio in questo senso), le “donne di Kamimura” reagiscono con violenza alla loro posizione di fragilità, ribaltando la prospettiva che le vede sempre inferiori e passive. L’autore è molto apprezzabile già solo per questa sua cifra stilistica, ma ancor più in Tredici notti di rancore, dove questo aspetto si mescola con il sovrannaturale, rendendola una delle sue opere più riuscite.
Sfogliando i due volumi cartonati, ciascuno di oltre 500 pagine, ci imbattiamo in splendide tavole in bianco e nero con qualche incursione a colori, dal taglio cinematografico ed erotico: il tratto appare infatti sempre sinuoso e sensuale anche nelle scene più violente, come da tradizione dell’autore. La sequenza di apertura è estremamente rappresentativa in questo senso: una donna, come sempre associata ad un elemento floreale, resa unicamente con delle tinte piatte (rosso, azzurro e verde) fortemente in contrasto, che affoga in un mare ricolmo del sangue della vendetta. Come a simboleggiare l’abbandono della vivacità, da quel momento l’unico colore che troveremo nelle tavole oltre al nero, sarà il rosso.
Se già si apprezza lo stile di Kamimura, è estremamente consigliato aggiungere Tredici notti di rancore alla propria libreria, ma può essere una lettura appassionante anche per chi è digiuno del mangaka e apprezza storie di vendetta. Bonus non trascurabile dell’edizione italiana a cura di Paolo La Marca, è proprio la raccolta stessa: si tratta dell’unica edizione al mondo (non esiste nemmeno in Giappone) a contenere tutti i tredici racconti originariamente pubblicati in rivista. A conferma non solo della grande cura e attenzione date all’opera ma anche della sua preziosità.

Abbiamo parlato di:
Tredici notti di rancore (Onryo Jusan’ya)
Kazuo Kamimura
Traduzione di Paolo La Marca
Coconino Press, 2021
1070 pagine, cartonato, bianco e nero con inserti a colori – 2 voll. 30€ cad.
ISBN: 9788876185847/9788876185854Kazuo Kamimura - Tredici notti di rancore (Coconino Press)

Matteo Cinti

Matteo Cinti

Nato alla fine degli anni ottanta, Matteo si diploma come Grafico Pubblicitario a Roma nel 2007 e nello stesso anno conosce il giornale per cui lavora ancora oggi sia come grafico che come redattore. Inizia ad amare i fumetti più o meno vent’anni fa quando legge Dragon Ball per la prima volta: da quel momento la sua libreria accetta solo storie con le nuvolette, specialmente se provengono dall'oriente. Disegnare è un hobby che si porta dietro dall’infanzia e che ogni tanto riesce a trasformare in lavoro. Fiero sostenitore della bellezza nella diversità di ognuno, non perde mai la speranza di un mondo sempre più verde.

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