Ogni collaboratrice e collaboratore del sito legge molto di più di quanto riesce a scrivere o di quanto gli piacerebbe scrivere. Tante di queste letture sono spesso accompagnate da note e appunti, utili come schemi o embrioni di future analisi e recensioni.
Per non perdere queste analisi preliminari che tanti di noi fanno, ma soprattutto per dare spazio e visibilità a tutte quelle decine di fumetti che ogni mese escono oggi in libreria, fumetteria ed edicola ma a cui – giocoforza – non riusciamo a dedicare articoli completi, è arrivata la rubrica Letture in breve.
In ogni puntata ci troverete piccoli spot, teaser, microanalisi delle letture, recenti o meno, di spaziobianchiste e spaziobianchisti.
Debby Tung, Passione libri
Kurt! (Ma allora mica tutto è morto!) di Sabine Lemire e Rasmus Bregnhøi (Sinnos Editrice, 2026)

La piccola ma meritevole casa editrice Sinnos porta sugli scaffali delle librerie italiane un nuovo fumetto danese della coppia di autrice e autore dietro la serie di Mira, arrivata ormai al quinto volume. Kurt! è molto lontano dalle atmosfere con protagonista la giovane adolescente nordica, eppure è sempre un fumetto ben eseguito e adatto a una lettura tanto per un pubblico di ragazze e ragazzi quanto più maturo. È una storia divertente, con protagonisti un criceto morto e uno zombie che condividono lo stesso nome e una coppia di giovani amici, Tea e Sven. Quella che all’apparenza potrebbe sembrare un racconto con venature horror, è invece una lettura divertente, ironica, a tratti commovente e toccante, con un brio e una schiettezza che raramente si trovano in fumetti per giovani lettori di altre nazioni. Una schiettezza però sempre garbata, arricchita da un disegno e una colorazione che lavorano molto sulle atmosfere e sulla mimica dei personaggi, in modo efficace e compiuto.
Una bella avventura, forse la prima di un’altra serie che potrebbe seguire le orme di Mira. Da segnalare il metodo inventivo e perfettamente in linea con il racconto con cui l’editore ha fatto diventare un errore tipografico e di stampa che affligge il volume un elemento narrativo “quasi” voluto.
David Padovani
Leggi qui una anteprima di Kurt!
RoboCop versus Terminator di Frank Miller e Walter Simonson (Magic Press, 2015)
Pubblicato inizialmente nel 1992, il crossover tra le due icone sci-fi degli anni ’80 è un esperimento riuscito a metà. Da un lato lo stile di Frank Miller è riconoscibile e certamente efficace. I suoi testi carichi di pathos, di cui l’autore fa sfoggio attraverso l’onnipresente voce narrante, e la costante ricerca di momenti d’impatto rendono la lettura piacevole. D’altro canto, si percepisce una certa ripetitività strutturale, dove lo stesso espediente narrativo viene impiegato più volte per risolvere snodi centrali della storia. Di conseguenza la narrazione sembra piegarsi su sé stessa, più che evolversi in modo concreto. Inoltre il pretesto usato per far incontrare RoboCop e Terminator offrirebbe un ottimo spunto per approfondire ulteriormente la psicologia di Alex Murphy, che invece viene un po’ sacrificata in favore dell’azione roboante. Al netto di anatomie talvolta sgraziate, i disegni di Walter Simonson riescono a regalare sequenze visivamente d’impatto, grazie a uno stile caotico e magniloquente.
Marco Marotta

If Destruction Be Our Lot #1 di Matthew e Mark Elijah Rosenberg, Andy MacDonald (Image comics, 2026)

If Destruction be our lot è un’opera di fantascienza malinconica e visivamente potente. Mark Rlijah e Matthew Rosenberg ribaltano il tropo post-apocalittico raccontandoci una storia nella quale non c’è traccia della classica lotta per la sopravvivenza, ma solo un’ostinata ricerca di prospettive e di scopo in un mondo abitato da robot. Abe, il protagonista, incarna il sentimento di una profonda nostalgia per un’umanità ormai estinta la cui assenza è il motore critico della narrazione, radicata in un una società che replica le dinamiche umane più meschine. In questa quinta apocalittica l’uomo diviene lo specchio deformante nel quale si riflettono gli automi, costretti a ripetere gesti meccanici perché così programmati. Le macerie psicologiche dei robot prendono così la scena a dimostrazione di come la morale umana divenga una sorta di prigione algoritmica, che trasforma le macchine in entità che hanno ereditato i tratti psicologici e i fallimenti dei loro creatori. I disegni di Andy MacDonald illustrano in modo dettagliato gli scenari rendendo ogni robot unico.
Ferdinando Maresca
Lino Banfi: La commedia di una vita di Marco Sonseri, Roberto Lauciello e Andrea Piccardo (Tunué, 2026)
Da Pasquale Zagaria a Lino Banfi: usando una formula cara al fumetto di supereroi, si può affermare che Marco Sonseri, Roberto Lauciello e Andrea Piccardo abbiano raccontato nella loro opera l’”Anno Uno” dell’amato comico pugliese. Filo conduttore che porta dall’incipit con la celebrazione dei cinquant’anni di matrimonio all’incontro con Totò, attraverso un lungo flashback, è la relazione felice con la moglie Lucia Lagrasta, un amore nato in tenera età e diventato fonte di luce nell’oscurità degli stenti, di qualche fiasco e di alcuni raggiri subiti dal giovane Zagaria. Evitando l’agiografia, gli autori sono bravi a mostrare le tappe che hanno consacrato il successo di Lino Banfi, dando importanza sia alla tenacia del protagonista sia alla presenza di persone positive e negative attorno a lui. La narrazione si sviluppa per mezzo di una scansione delle tavole mai rigida, che culmina in splash-page efficaci. Talvolta lo spazio bianco è vasto e utile per mettere in risalto le figure dinamiche e colorate con tinte vivaci che ne valorizzano la recitazione.
Federico Beghin

Dylan Dog #476 – L’imitazione della vita di Alessandro Russo e Sergio Gerasi (Sergio Bonelli Editore, aprile 2026)

Stan Beadle è un disadattato consumato dall’invidia per la vita degli altri e proprio per questo si rivolge a Dylan Dog: le persone da lui invidiate muoiono atrocemente, uccise da un’entità che teme essere legata a lui. Alessandro Russo scrive un body horror claustrofobico e psicologico, con rimandi al cinema di David Cronenberg e a film come The Substance e La Cosa. Il racconto ha una matrice sociologica incentrata sul tema dell’invidia sociale, con una struttura narrativa serrata e un’ottima gestione delle dinamiche tra le indagini di Dylan e il dramma esistenziale del cliente. Russo riesce a tratteggiare bene anche la figura di Groucho, meno ingombrante del solito, ma di concreto aiuto, con battute sagaci e ben inserite nel contesto (è questo il Groucho che vogliamo).
Sergio Gerasi fornisce invece una prova di grande maturità stilistica, con un tratto nervoso che scava nella psicologia dei personaggi con un’intensa recitazione corporea, realizzando un’architettura claustrofobica e grottesca delle tavole che accentua la loro vulnerabilità.
Paolo Pugliese
Le avventure di Pinocchio di Collodi con illustrazioni di Beppe Mecconi (Töpffer edizioni, 2026)
In questo 2026 in cui cade il bicentenario della nascita di Carlo Collodi e che ha visto l’arrivo nelle librerie italiane del Pinocchio illustrato dall’americano Mike Mignola, Töpffer edizioni celebra l’anniversario del padre di uno dei personaggi più famosi della letteratura mondiale con un volume curato direttamente dalla Fondazione Nazionale Carlo Collodi. Con tre saggi ad aprire il libro, il testo della Storia di un burattino in esso contenuto è quello dell’edizione critica pubblicata in occasione del centenario di Pinocchio nel 1983, mentre i trentasei disegni che lo illustrano sono firmati da Beppe Meconi. In un elegante color seppia che caratterizza tanto le parole quanto le immagini, l’artista decide di rendere visivamente le peripezie del burattino di legno creato da Mastro Geppetto con una monocromia che mira all’essenza del personaggio e al filologico rispetto del testo e delle sue descrizioni (e dunque qui troveremo il pescecane e non la balena, giusto per dirne una). Il risultato è un volume elegante fin dalla copertina, anche un po’ retrò con la sua aria di quaderno illustrato, imperdibile per i tanti appassionati e collezionisti delle centinaia di versioni dedicate al libro di Collodi.
David Padovani

Daredevil #1-2 di Stephanie Phillips, Lee Garbett, Frank Martin (Marvel Comics, 2026)

Nuovo reboot per il Diavolo custode di Hell’s Kitchen, uno dei personaggi più complessi dell’universo Marvel. Vi siete mai chiesti come le avventure di un eroe cieco siano durate così a lungo senza scivolare nel dimenticatoio al cospetto di icone come Thor o gli X-Men? Il segreto della longevità risiede proprio in Matt Murdock, figura realistica e fortemente empatica. Stephanie Phillips dimostra di aver interiorizzato una lezione fondamentale: la maschera conta quanto l’uomo che la indossa, rendendo questo il punto di forza dell’albo. Ritroviamo Matt nelle vesti di un professore universitario che insegna alle nuove generazioni di avvocati, un ruolo che sublima il suo corto circuito interiore: di notte veste i panni di Daredevil per fare ciò che il sistema non vuole o non può fare. Un uomo diviso tra legge e violenza, immerso in una sceneggiatura cupa e incisiva nella quale appare un nuovo villain che colpisce il nostro eroe si fisicamente che emotivamente. I disegni di Lee Garbett valorizzano la narrazione grazie a un perfetto character design e scene d’azione fluide e dinamiche.
Ferdinando Maresca
Dark Ark vol. 1 di Cullen Bunn e Juan Doe (Edizioni BD, 2021)
Quando Dio scatenò il Diluvio Universale, quella di Noè non fu l’unica arca a salpare. Un’altra arca, ben più oscura, aveva infatti il compito di portare in salvo non gli animali, bensì i mostri e le creature soprannaturali. Da questa premessa si sviluppa una storia a tinte fosche, finanche nichilista, dove non sembra esserci spazio per la speranza. In questo primo volume Cullen Bunn delinea gli equilibri interni al nutrito equipaggio dell’arca; i rapporti di potere, i conflitti, gli obiettivi reconditi di ciascun passeggero. Ce n’è abbastanza per tenere vivo l’interesse del lettore anche se, giunti all’ultima pagina, inizia a sentirsi una leggera monotonia legata alla limitatezza dell’ambientazione. Cosa che spinge a chiedersi se la serie riuscirà effettivamente a mantenersi accattivante nei volumi seguenti. I disegni di Juan Doe, fiore all’occhiello dell’opera, sono composizioni oscure e claustrofobiche, dove l’angoscia traspare da ogni volto deformato e il gore non manca.
Marco Marotta

Per questa puntata è tutto. Letture in breve torna tra due settimane con nuove letture, brevi o lunghe che siano.







